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(ASI)Ronciglione Lettere in Redazione - Si è svolto ieri presso la sala conferenze di Accademia Kronos di Ronciglione un'interessante conferenza sul tema cruciale tra le due confessioni religiose, quella cristiana e quella  musulmana.
Al  primo punto, se esiste il dialogo tra le due religioni, Magdi Cristiano Allam ha chiarito che alla base della religione e della cultura islamica esiste una verità inscindibile dettata dallo stesso Dio e che dice che tutte le confessioni religiose del pianeta sono deviazioni, errori di percorso dell'uomo, perché l'unica vera religione è solo quella musulmana. Quindi lo scopo dei fedeli di Allah è quello di convertire ogni uomo sulla Terra  all'Islam. E questo prima con la parola, poi con il dialogo per la conversione,  con la minaccia e infine con la spada.

Dinanzi a questa regola di base ferrea che ogni fedele musulmano conosce bene, non può esistere alcun dialogo. O ci si sottomette alla legge di Allah o alla fine si giunge ad un epocale scontro tra civiltà.

Durante al conferenza è stata chiarita la differenze fondamentale tra Cristianesimo e Islam, il primo utilizza i testi sacri per conoscere le parole di Dio e di Gesù tramandate e poi scritte dai dotti della Chiesa, il secondo fa del Corano la verità, perché non è un libro che parla di storie e di parabole, ma è un testo dettato direttamente da Dio. Quindi ogni parola scritta è una verità divina non discutibile.

Si è passati poi a valutare la visione sociale delle due civiltà: per la prima, il cristianesimo, la donna è uguale all'uomo, per l'Islam la donna è fondamentalmente inferiore all'uomo. E' l'uomo il capo supremo della famiglia e a lui spetta di diritto divino dell'educazione dei figli all'Islam. Da qui l'appello alle donne europee e in particolare italiane che intendono sposare un musulmano ad informarsi prima sulle regole del Corano che danno all'uomo il massimo potere sulla famiglia. I figli che nasceranno dall'unione non potranno mai essere cristiani, ma solo musulmani. Da qui casi di rapimenti da parte di uomini musulmani separati che hanno portato i figli in Africa e li avviati alla religione islamica, dove le mamme non hanno potuto far nulla per riaverli in quanto i governi arabi non lo hanno consentito.

Alla fine si è compreso a malincuore che l'Europa è diventata complice dell'espansione islamica perché ha sempre rifiutato di affermare in maniera chiara le sue origini culturali cristiane. Quella di oggi è un Europa impaurita, incapace di reagire a questa sottile ed inarrestabile invasione  musulmana.

Un esempio che dà le dimensioni del fenomeno è quello riportato da prestigiosi giornali americani e francesi che hanno raccolto in due anni centinaia di testimonianze sulla convivenza tra cristiani e musulmani nelle grandi città europee. Tra queste sono sconvolgenti le testimonianze di donne cattoliche che abitano alla periferia di Parigi, ormai in mano al mondo musulmano. Queste donne per andare a lavorare, dovendo attraversare zone d'influenza islamica, sono costrette a mettersi il velo in testa fino alle stazioni delle metropolitane per evitare di essere infastidite, ingiuriate ed anche aggredite.

Un fenomeno che non dà barlumi di luce per il futuro è quello demografico: la diminuzione delle nascite da parte delle coppie cristiane europee e l'aumento invece esponenziale delle nascite degli emigranti musulmani. Ciò porterà tra vent'anni i cristiani ad essere in alcune regioni europee in minoranza e questo sarà l'inizio dell'islamizzazione dell'Europa.

E i nostri politici? Personaggi in gran parte interessati solo al loro orticello, incapaci di conoscere ed affrontare questa drammatica evidenza. Di questo il mondo Islamico ne è fortemente consapevole... per l'Islam si tratta di attendere ancora un pò. Il nostro futuro quindi potrà essere quello di accettare di essere convertiti all'Islam oppure  tentare, in un ultimo barlume di coraggio, di bloccare questo oscuro disegno di conquista dei nostri corpi e delle nostre anime.

Alla fine si è aperto un dibattito in cui tutti gli astanti si sono dimostrati fortemente preoccupati delle sorti della nostra civiltà.

 

 


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