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(ASI) C'è un filo sottile e non visibile a molti che lega l'immagine dell'Angelo Custode alla figura del nonno e al valore della non violenza. Noi vogliamo renderlo percepibile e tangibile proprio in data 2 ottobre, la giornata in cui si celebra tutto questo: gli Angeli Custodi vengono ricordati secondo la tradizione cristiana a partire dal V secolo con le opere dello Pseudo – Dionigi l'Areopagita, nonostante l'idea di “uno spirito inviato dalla divinità a sorvegliare ogni essere umano” fosse già presente nella filosofia greca antica.

Anche la Giornata Internazionale della non violenza “viene commemorata il 2 ottobre (giorno di nascita del Mahatma Gandhi) dopo essere stata promossa dall'assemblea generale delle Nazioni Unite il 15 giugno del 2007”, mentre la stessa data è stata scelta per rendere onore alla figura dei nonni e sancire l'importanza del loro ruolo con una legge del 31 luglio 2005. Ad oggi, infatti, sono circa 12 milioni gli anziani che assistono 7 milioni di nipoti. La festa dei nonni nasce negli Stati Uniti nel 1978, durante la presidenza di Jimmy Carter, su proposta di Marian Mc Quade, casalinga originaria del West Virginia, madre di 15 figli e nonna di 40 nipoti. La donna, consapevole dell'importanza del suo ruolo, si fece portatrice di questa idea.

E allora... quale miglior testimone di un nonno, Angelo Custode di ogni bimbo prima in terra e poi in Cielo e degno depositario del valore della non violenza?!

Anche la città di Perugia con la La Fondazione Centro Studi Aldo Capitini, ha accolto con entusiasmo l'invito del Movimento nazionale nonviolento, (fondato a suo tempo dal filosofo perugino) e ha deciso di prendere parte alle manifestazioni che si svolgeranno in tutta Italia “proponendo una riflessione-conversazione, che sarà tenuta da Mario Martini, coordinatore scientifico della Fondazione stessa. Martini parlerà dei problemi della nonviolenza, della pace e del disarmo nella società contemporanea; a presentare l'oratore sarà il presidente della Fondazione, Claudio Francescaglia.” L'incontro si terrà presso la nuova sede della Biblioteca comunale di san Matteo degli Armeni, in via Monteripido ed è volto a celebrare anche la figura di Aldo Capitini, il filosofo della non violenza che, ispirandosi al Mahatma Gandhi e alla figura di San Francesco, si faceva portatore dei valori di pace ed esprimeva il rifiuto della realtà storica di quel tempo, che ancora oggi sembra appartenerci.... quando “i più non avevano e la violenza e l'ingiustizia intridevano di sangue le zolle di ogni campo.” ma da questo rifiuto ha origine la sua profonda coscienza profetica di un mondo rigenerato:

“Tanto dilagheranno violenza e materialismo che ne verrà stanchezza e disgusto; e dalle gocce di sangue che colano dai ceppi della decapitazione salirà l'ansia appassionata di sottrarre l'anima ad ogni collaborazione con quell'orrore e di instaurare subito, a cominciare dal proprio animo, un nuovo modo di sentire la vita. Il sentimento che il mondo ci è estraneo se ci si deve stare senza amore, senza un'apertura infinita dell'uno verso l'altro, senza un'unione di sopra a tante differenze e tanto soffrire, questo è il varco attuale della storia.

Siamo in un momento in cui vengono a morire tradizioni secolari e possono sorgere decisioni di responsabilità universale; sorgono temi mondiali, costumi apostolici.

L'Occidente europeo- americano e l'Oriente vanno ad uno stesso punto di incontro e di civiltà ed interiorità, di storia vivente e di libera aggiunta religiosa. Si va verso una difficile ma inevitabile riaffermazione religiosa nel mondo.”

Le parole di Aldo Capitini ci riallacciano a tematiche fortemente attuali che spingono ad una riflessione profonda e alla consapevolezza che una realtà in cui vigono “forza, potenza e prepotenza non merita di durare”... Come affermava Gandhi “La non violenza è la più grande forza a disposizione del genere umano . E'più potente della più potente arma di distruzione che il genere umano possa concepire.” Questo insegnamento ci porta lontano, a conclusioni e a riflessioni a cui possono condurci solo la saggezza e l'esperienza di chi ci ha preceduto o di chi ha ormai tanti capelli bianchi...

Ma proviamo a chiudere gli occhi e pensiamo a un semplice bastone. Ci scorreranno davanti una moltitudine di immagini e tanti significati che potremmo attribuire a quel pensiero.

Qualcuno assocerebbe questo oggetto all'immagine della 'violenza', come lo strumento utile ad allontanare i 'cattivi', coloro che ci vogliono male, che costituiscono una minaccia o che sono motivo di sofferenza.

Altri, invece, nel proprio immaginario, identificherebbero questo simbolo con la figura del nonno, protagonista indiscusso e pilastro dell'infanzia per quei nipoti a cui è stato concesso il privilegio di viverlo.

Noi, oggi, vogliamo far prevalere l'immagine del nonno capace di far sfumare qualsiasi espressione di violenza; la traccia profonda e indelebile che solo quella figura ormai 'vecchia', un po' sgualcita e, apparentemente superata, è in grado di lasciare nel profondo della nostra anima, ci incoraggia ad amare il prossimo, ad essere tolleranti, a praticare il perdono. Sentimenti che rendono liberi. Il nonno, con gli occhi sinceri del bambino che è stato ieri e dell'uomo che ha visto la guerra e ha vissuto la violenza sulla propria pelle, adesso si avvicina con passo lento e stanco al proprio nipotino. C'è solo un vecchio bastone a sorreggerlo ma non si ferma, perché deve accostarsi alla fronte del bimbo e baciarlo, accarezzarne i soffici capelli e, in silenzio, insegnargli l'amore e la non violenza. Quando poi queste figure, impregnate di saggezza, passano a vita eterna, assumono la veste di Angeli Custodi e ci appaiono nel sogno. Ci si accostano con la discrezione e la consapevolezza di sempre e ci sussurrano: “dai retta al nonno … ama senza volere nulla in cambio.”

Maria Vera Valastro – Agenzia Stampa Italia

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