(ASI) Ennio Morricone sarà il presidente del Festival del cinema di Roma. Il grandissimo compositore era stato già giurato in passato sia alla Mostra di Venezia che al Festival di Cannes e così aggiunge anche questo Festival, che tra mille bagarre è riuscito a sopravvivere e a rilanciarsi.
Affiancato dall’etoile Roberto Bolle, il maestro ha accettato con grande entusiasmo di presiedere la giuria romana, che sarà completata nei prossimi mesi con una serie di presenze straniere. Dalle prime dichiarazioni Morricone usa già la diplomazia e l’intelligenza di un bravo presidente precisando che:
"Quello di una giuria non è mai un giudizio assoluto su un film; l'ultima parola spetta, infatti, al pubblico e in passato c'è un lungo elenco di film bellissimi che non hanno mai conquistato un Leone o una Palma. Per vincere un festival ci vuole sempre anche un po' di fortuna, come quando si vince una lotteria, ma in ogni caso cercherò di fare del mio meglio e di sfruttare tutte le qualità diplomatiche del mio carattere, ammesso che ne sia in possesso, perché credo che questo sia il compito principale del presidente".
Ovviamente sui criteri di valutazione, Morricone si affiderà all’esperienza del presidente della Fondazione cinema per Roma, Rondi, ma qualche idea di come operare la ha già:
"Premiare un film che non piace agli spettatori rappresenta un fallimento. Se riceveremo analoghe raccomandazioni cercherò di tenerne conto".
E così il maestro che ha incantato milioni di persone con le sue memorabili colonne sonore si avvia verso quell’avventura che assegnerà l’ambito Marco Aurelio..
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