Martedì, 4 Agosto 2026
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Cinema

Il festival del cinema di Roma si salva.

(ASI) “Il festival del cinema di Roma si farà” parola di Gianni Alemanno. Si salva in calcio d’angolo il Festival del cinema capitolino, dopo il drastico decurtamento delle risorse.

Di Daniele Corvi 30 Marzo 2011 – 08:43 2 min di lettura
Bisognerà fare dei tagli e forse vedremo meno star degli anni passati (l’anno scorso sono passati tra i tanti Martin Scorsese, John Landis, Monica Bellucci, Julianne Moore, Bruce Spreensting), ma almeno il cinema di Roma si salva e sarebbe davvero avvilente rinunciare a questo evento giustamente voluto dall’allora Sindaco Veltroni e portato avanti dallo stesso Alemanno che sull’argomento ieri è tornato a pronunciarsi «Senza nulla togliere a Venezia e al Festival pensare a una strategia nazionale cinematografica senza Roma è impossibile, sarebbe come pensare una strategia sul cinema americano senza Hollywood. Se il cinema italiano avrà forza nel futuro dipenderà molto dal marchio di Roma e Cinecittà. Roma deve essere un grande set. Inoltre si deve investire sempre di più per far sì che il Festival di Roma sia sempre più legato al mercato che a Venezia non c’è. E tutto questo va anche legato alla necessità di dare spazio ai giovani, bisogna ragionare su meccanismi formativi alle professioni, che siano adeguati, realmente in grado di orientare verso il cinema».

La rivolta che va a contrastare le parole (o le intenzioni) del neo Ministro dei Beni culturali Galan trova piede proprio da esponenti del Pdl e oltre al sindaco Alemanno, si è alzata la voce di Fabrizio Cicchitto, capogruppo alla Camera: «Il Festival di Roma per molti aspetti si autofinanzia e c’è solo una piccola quota dal ministero. Noi dobbiamo andare avanti». Puntualizza poi, dopo aver ridimensionato le dichiarazioni di Galan, «Nessuno può dimenticare, nemmeno il Ministro della Cultura, la dimensione cinematografica di Roma».

Galan non poteva che iniziare nel modo peggiore la sua avventura al vertice del Ministero, ereditato dal contestatissimo Bondi, ma ritorna indietro e precisa (forse dopo una nottata a pensarci) "Non ho mai chiesto di abolirlo, ho solo detto che il ministero sosterrà la mostra di Venezia, e sarà così". Nonostante la bufera interna scoppiata nel Pdl, sembra che alla fine un po’ di buon senso sia tornato e nonostante la linea tracciata mesi indietro con un’odiosa frase: “La cultura non si mangia”, alla fine il Festival del cinema di Roma può continuare a sognare. Come si può immaginare un cinema senza Roma? E come si può auspicare una rinascita del cinema se non ripartiamo dal luogo dove la magia della pellicola ha avuto inizio e da cui tutti i più grandi hanno appreso?

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