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Cinema

La Mostra Internazionale d’Arte cinematografica di Venezia premia il cinema coraggioso.

Di Daniele Corvi 12 Settembre 2016 – 21:15 2 min di lettura

lav(ASI) Venezia è pur sempre Venezia. La sua settantatreesima edizione ha presentato tantissimi film, provenienti da tutto il mondo. La sezione “Concorso”, “Fuori concorso” e “Orizzonti” hanno incantato i moltissimi spettatori. Non sono mancate le star quali Emma Stone, Monica Bellucci, Natalie Portman, Denzel Washington, Jean Paul Belmondo e Jerzy Skolimowski (Leone d’oro alla Carriera), senza tralasciare il presidente di giuria Sam Wendes.

Nuovi linguaggi, film di nicchia, sperimentali e prodotti hollywoodiani hanno impegnato la giuria, che ha deciso di premiare il filippino fluviale “The woman who left” di Lav Diaz. Un film che non è proprio da massa, ma racconta un nuovo tipo di cinema e una nuova realtà, quella delle Filippine e del suo terribile momento nel 1997. Proprio un film come questo è stato premiato per aiutarlo per la distribuzione, a differenza de i gettonatissimi La La Land e Jackie, che rivedremo sicuramente con diverse Nomination agli Oscar.
Gli italiani in concorso “Spira mirabilis”, “Piume”, “Questi giorni” non hanno riscosso quel successo sperato, ma obiettivamente non erano tali da imporsi per il Leone d’oro. L’unico premiato è il docu-film sugli esorcismi “Liberami” di Federica Di Giacomo, che racconta una realtà nascosta, che merita di essere conosciuta e attenta riflessione. Un film che pone luce per i suoi delicatissimi temi scuote le coscienze, che a tratti suscita ironia, in altri sconvolge.
A parte il coraggioso lavoro della Di Giacomo, gli italiani rimangono a guardare gli stranieri vincere così Tom Ford con il suo “Nocturnal Animals” si aggiudica anche il “Gran Premio della Giuria”, Emma Stone la “Coppa Volpi” come miglior interprete femminile in “La La Land”, Oscar Martinez quella maschile per “El Ciudadano ilustre”, Noah Oppenheim tiene alta la bandiera di “Jackie” con il premio alla miglior sceneggiatura. Il Leone d’Argento per la regia ha visto un ex aequo con Amat Escalante per “La region salvaje” e Andrei Konchalovsky per “Paradise”. Tra le opere rivelazioni vince il
Premio Leone del futuro per la miglior opera prima “The Last of Us” di Ala Eddine Slim, mentre il Premio Marcello Mastroianni va all’intensa Paul Beer, attrice di “Frantz”.
Venezia con il suo scenografico Lido, tra glamour ed arte, cala il sipario anche questa edizione, ma confermandosi una realtà importantissima del cinema mondiale. L’unica speranza, anche se nessuno è profeta in patria, è che nei prossimi anni una rosa di film italiani più competitiva, perché, in fin dei conti, il cinema all’Italia nessuno lo deve insegnare.

Daniele Corvi – Agenzia Stampa Italia

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