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Cinema

Amour: il “sorpasso” della Francia?

Di Daniele Corvi 23 Febbraio 2013 – 10:48 2 min di lettura

(ASI) E’ una storia d’amore. D’amore vero però. Non ci sono i soliti bellissimi e giovani protagonisti, ma una coppia di vecchietti francesi. Vivono in un bel appartamento, trascorrendo la loro vita con routine, andando ad assistere ai concerti e sentendo ogni tanto i vecchi allievi ora musicisti e la figlia Eve, che vive in Scandinavia. La loto vita cambia però con l’ictus che colpisce la moglie. Attimo dopo attimo, giorno dopo giorno, all’interno della loro casa diventa sempre più presente la malattia che riduce passo passo la donna a un vegetale. La narrazione, dopo l’avvio movimentato,  è molto lenta quasi statica, caratterizzata dall’assenza di musica e colonna sonora, un paradosso considerando che i due vecchi insegnanti insegnavano proprio musica; ma è una scelta registica voluta probabilmente sia perché la musica è vita e con la malattia non c’è più vita e sia perché si sente ancor di più la pesantezza della vicenda. Non è un film semplice, anzi, molti andrebbero via dalla sala, ma fa pensare, tanto. L’amore e la morte non sono mai così vicini, un amore, fatto di premure, parole, piccoli gesti e con tanto sacrificio e sofferenza. Il tedesco Michael Haneke con una grande prova di regia ci fa riflettere e ripropone una tematica delicatissima come quell’eutanasia. E’ vivere, essere in uno stato vegetativo? E che cos’è la vita? In questa vicenda si ergono i due magnifici attori Jean Louis Trintignant, che noi tutti ricordiamo ragazzo ne “Il sorpasso” insieme a Vittorio Gasman ed Emanuelle Riva. Quest’ultima candidata all’Oscar, classe 1927 e con 75 anni più rispetto all’altra candidata Quvenzhane Wallis, dà una lezione a tutte le altre attrici più giovani con una prova meravigliosa, capace di farci capire il dolore della malattia degenerativa. Con quattro nomination Amour sfida Hollywood dopo essersi aggiudicato la Palma d’oro a Cannes e ipotecando seriamente la statuetta per il miglior film straniero che porterebbe la Francia in vetta alla classifica raggiungendo così l’Italia. (a quota 13). Un film che inizia come finisce in un loquace silenzio.

 

Voto film: 7

Voto regia: 9

Voto miglior attrice (Emanuelle Riva): 10

Voto sceneggiatura non originale: 6

 

Daniele Corvi – Agenzia Stampa Italia
Nota della Redazione

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