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Italia

Umbria. Marchini (AVIS Regionale) : per superare l'emergenza sangue del 2017 servono 140 e 150 donatori giornalieri e una maggiore sinergia tra AVIS, le Aziende Ospedaliere e Sanitarie e la Regione

(ASI) L’AVIS Regionale Umbria, nel messaggio di fine anno ha ribadito la problematica relativa alla carenza di sangue nel territorio umbro. Il Presidente Marchini, sottolinea che nell’arco del 2016 la raccolta di sangue è stata di circa 1900 sacche in meno rispetto il 2015, annotandolo come uno dei cali più importanti negli ultimi trenta anni in Umbria.

Di Redazione ASI 4 Gennaio 2018 – 23:30 2 min di lettura

“Nel 2017 si è registrata una vera e propria emergenza sangue; sono circa 1500 le donazioni in meno rispetto all'anno 2016 e siamo molto lontani dai valori dell'autosufficienza nazionale

Le maggiori perdite di donatori nel territorio umbro si registrano a Spoleto, Umbertide, Città di Castello, Gualdo Tadino, Perugia e Assisi.

Questo calo è avvenuto soprattutto durante il periodo estivo a causa della presenza in Italia della zanzara Chikungunya e di altri virus contagiosi; per motivi di sicurezza infatti molti donatori sono stati dichiarati temporaneamente non idonei. Siamo riusciti con la tecnologia e la pubblicità a raggiungere un numero maggiore di utenti e ad avere così più donatori ma non abbiamo comunque raggiunto i numeri di 3 anni fa, con circa 5.000 donatori in più. Le strutture sanitarie regionali sono sempre a disposizione per collaborare ma é importante portare donatori e conoscere le periodiche necessità dei servizi sanitari per organizzare la programmazione. Capire le esigenze della sanità è utile per indirizzare le chiamate, seguire il donatore e creare fidelizzazione per avere un rapporto efficace e continuativo con chi viene a donare. Abbiamo anche un altro problema che è la diminuzione del personale addetto ma cerchiamo di andare avanti comunque".

Dall’altro fronte si è registrato un aumento di donatori dichiarati temporaneamente non idonei per motivi di sicurezza nei confronti dei riceventi, ma a fronte di ciò non vi è stato nessun aumento di donazioni da parte di donatori già periodici né tanto meno da donatori nuovi.

In Umbria, occorrerebbe che affluissero giornalmente un numero di donatori che va dai 140 ai 150. Mentre i veri numeri arrivano a circa 120 donatori, con delle punte minime di 80 o 90. Si necessita, quindi, di una maggiore sinergia tra AVIS, le Aziende Ospedaliere e Sanitarie e la Regione Umbria per conseguire un’efficiente programma di chiamata dei donatori, fidelizzandoli, per garantire il soddisfacimento dei bisogni e un utile servizio di raccolta che si basi anche sulle nuove realtà socioeconomiche e renda ancora più agevole l’accesso dei donatori volontari, garantendo così uno dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA).

Di recente abbiamo diffuso nelle aziende sanitarie un invito alla raccolta di plasma che è possibile anche per chi non può donare il sangue per intero; questo perché molti di quelli che facevano la plasmaferesi ed erano idonei, sono stati reindirizzati alla donazione di sangue completa a causa dell'assenza di sacche".

Nota della Redazione

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