Fine vita. Pro Vita: la Lega in Piemonte tradisce i suoi elettori. Cirio fermi la deriva
Antonio Brandi, presidente di Pro Vita & Famiglia.
(ASI)«Un tradimento politico e un cedimento all'ideologia radicale della morte. È questo quello che ha fatto oggi la Lega in Piemonte, con il suo capogruppo in Consiglio regionale Fabrizio Ricca, che ha partecipato al presidio davanti a Palazzo Lascaris, a Torino, per la consegna delle 16mila firme della proposta di legge "Liberi Subito" dell'associazione Luca Coscioni e, intervenendo al megafono, ha annunciato l'appoggio del suo partito.
Al presidente Alberto Cirio e ai consiglieri di centrodestra chiediamo di restare fedeli al programma con cui si sono presentati ai piemontesi, perché la difesa della vita non è un dettaglio del vostro mandato, è ciò che distingue il centrodestra dalla sinistra. O almeno dovrebbe. In Piemonte c'è l'occasione di dimostrarlo.
Ricca, tra l'altro, smentisce clamorosamente quello che la Lega ha ripetuto per anni ai propri elettori: no a qualsiasi normativa su eutanasia e suicidio assistito. E lo fa inseguendo il pessimo esempio del Veneto, dove il 2 settembre la prima Regione a guida centrodestra ha approvato una legge sul suicidio medicalmente assistito con il voto favorevole del presidente leghista Alberto Stefani, e il deprecabile esempio di Forza Italia, che dopo aver tradito l'eredità di Berlusconi deposita proposte identiche perfino all'Assemblea Regionale Siciliana. E tutto questo per una scorciatoia illegittima: con la sentenza 204 del 29 dicembre 2025 la Corte costituzionale ha infatti smontato il cuore della legge della Toscana, ribadendo che su questa materia decidono Camera e Senato. Ma chi vuole l'eutanasia sa che in Parlamento perderebbe, e allora prova ad aggirare l'ostacolo spacciando per "autonomia regionale" ciò che la Consulta ha già collocato fuori dalla competenza delle Regioni. Il centrodestra piemontese non gli faccia da scorta». Così, in una nota, Antonio Brandi, presidente di Pro Vita & Famiglia.
*Fonte nota stampa e foto inviate dA Pro Vita & Famiglia alla Redazione A.S.I.
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