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Italia

Natale 2016, Federconsumatori: una realtà fortemente differente al Nord e al Centro-Sud. Mediamente consumi per i regali al di sotto delle aspettative, fermi tra il +0,3 e il +0,4%

Di Redazione ASI 27 Dicembre 2016 – 15:31 2 min di lettura

regalinatalejpg(ASI) All’indomani del Natale l’O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori ha stilato un primissimo bilancio delle spese effettuate dagli italiani per i regali natalizi, rielaborando, con non poche difficoltà, i dati pervenutici. Mai come quest'anno, infatti, i dati hanno riportato una netta differenziazione tra i consumi per i regali natalizi sostenuti al Nord e quelli relativi al Centro-Sud.

Purtroppo la realtà ha registrato un peggioramento rispetto alle aspettative: complessivamente i consumi natalizi hanno conosciuto un "galleggiamento" su percentuali vicine allo zero, attestandosi al +0,3 / +0,4%.

L'area del nostro Paese dove si è trascorso il Natale nella maniera più sobria e fredda è il Mezzogiorno, dove la desertificazione produttiva e la mancanza di lavoro hanno dettato forti rinunce e contrazioni dei consumi. A condizionare tale andamento si è aggiunto, anche quest'anno, il fenomeno negativo dello slittamento con cui molte piccole e piccolissime imprese hanno erogato la tredicesima mensilità, a causa di crisi del mercato e di relativa liquidità.

Al Nord, invece, specialmente nei grandi centri, la situazione registra un dato lievemente positivo.

Facendo una media difficile tra queste realtà fortemente squilibrate emerge un consuntivo molto vicino a quello dello scorso anno: la spesa che ogni famiglia ha messo in campo quest'anno quindi è stata di circa 124,11 Euro, pari ad un giro di affari di circa 3,10 miliardi di Euro.

Anche il modo di festeggiare si è confermato simile a quello dello scorso anno: le famiglie si sono riunite tra le mura domestiche, alla ricerca di certezze e rifugio negli affetti familiari. Questo ha comportato una forte caduta di presenze in ristoranti e pizzerie.

Analizzando nel dettaglio i singoli settori di mercato, emerge che il settore alimentare è quello che ha conosciuto la crescita maggiore, dovuto anche a regali enogastronomici considerati di grande utilità: +3,1%, seguito da quello dell'elettronica di consumo e dei giocattoli.

Da tali dati emerge con chiarezza l'urgenza di avviare piani per il rilancio dell'occupazione, specialmente quella giovanile al Sud Italia, superando il grave gap esistente tra aree che fanno parte dello stesso Paese, ma sono mondi distanti anni luce. È fondamentale avviare fondi e investimenti per creare nuova occupazione, nuovi redditi ed eliminare la necessità delle forme di assistenza che le famiglie fanno a figli e nipoti disoccupati.

Andamento della spesa delle famiglie

per i regali di Natale 2016 in alcuni settori

 Editoria

0,4%
Elettronica di consumo 1,1%
Abbigliamento e calzature -0,2%
Mobili, arredamento per la casa, elettrodomestici -3,6%
Profumeria e cura della persona 0,5%
Giocattoli 0,9%
Alimentazione 3,1%
Turismo -12,6%

Fonte: Federconsumatori

 

Nota della Redazione

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