(ASI) Milano - «Nessuna isteria. Solo far capire alle persone di poter trascorrere il Natale in piazza senza paura.» Pochi giorni dopo la sparatoria di Sesto San Giovanni, Palazzo Marino, sede del comune di Milano, non cambierà i suoi piani per le festività natalizie in corso.

La sera di Capodanno ci saranno sia il sindaco Beppe Sala che il prefetto Alessandro Marangoni ad ascoltare il concerto davanti al Duomo. «Non dobbiamo cedere alla paura - ha spiegato il sindaco - Esattamente come lo scorso anno dopo la strage del Bataclan a Parigi, il 31 sarò in piazza, forse non fino alla mezzanotte, ma ci sarò».
Il prefetto ha lo stesso parere: «Abbiamo le forze adeguate per affrontare qualsiasi tipo di necessità, in centro come nelle periferie. Faremo i giusti interventi».
La vigilanza notturna è stata rinforzata in tutti i quartieri. In totale si prevedono nella città di Milano almeno 21 pattuglie della polizia locale.
L'ombra del terrorismo è sempre in agguato, l'attentato di Berlino è l'ultima prova che la minaccia non è svanita. Lo stesso Sala riconosce un problema di sicurezza notturna, anche per i reati minori.

Sulla sparatoria il sindaco ha aggiunto in conferenza stampa: «E' evidente a tutti la debolezza dei controlli, ma quello che è accaduto a Sesto San Giovanni mostra che le nostre forze di polizia sono attente e vigilano. Stiamo lavorando per migliorare i presidi».
Intanto monta la polemica sulla presunta relazione con la presenza straniera in Lombardia. Molte critiche dalle opposizioni sono state rivolte alla sindaca di Sesto Monica Chittò. «Basta arabi - è il grido dei leghisti guidati da Matteo Salvini - Se esiste una nuova rete terroristica che porta a Sesto San Giovanni sarà necessario fermare la costruzione della nuova moschea che deve sorgere in zona».
La replica del questore Antonio De Iesu è secca: «Non abbiamo elementi per ricondurre la criminalità direttamente alla moschea e per 20 anni non si sono verificati problemi di questo tipo».

Così il dibattito politico mantiene il proprio ritmo anche sotto le feste, periodo in cui molti sono in giro per l'acquisto degli ultimi regali. «Inutile evitare i luoghi affollati - ha detto Alessandro, un ragazzo milanese - Per rispondere al terrorismo bisogna uscire senza farsi condizionare».

Lorenzo Nicolao - Agenzia Stampa Italia

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