(ASI)-Il premier Matteo Renzi aveva aperto l'Expo2015 di Milano con un "è' la sfida che abbiamo accettato e vinto, abbiamo sei mesi per confermare il nostro successo e convincere il mondo.

Il Paese riparte da qui". Il primo giorno si è chiuso sotto l'egida dei black blocs, quella dei loro danni, quella dei fuochi e delle scritte che hanno incendiato e imbrattato le vie di Milano. "E' giusto, ero qui per far casino. Sono soddisfatto, una bella esperienza" la testimonianza di un ragazzo che parla alle telecamere dei media invece di respingerle o peggio distruggerle. Due anime per una sola città. Il degrado opposto all'apertura imponente di una manifestazione che dovrà durare sei mesi. Canta Bocelli in mattinata, chiude in serata la "falsa prima" de La Scala con la Turandot. 200mila visitatori in un solo giorno per il padiglione Italia e quelli degli altri 144 Paesi partecipanti. Corso Magenta, quello antistante l'omonimo bar dove amano di solito amano ritrovarsi gli studenti universitari della Cattolica. La via in pieno centro che collega piazza Cordusio alla Chiesa di Santa Maria delle Grazie, la casa del Cenacolo di Leonardo per intenderci, è stata oggi teatro di scontri tutt'altro che inaspettati. La manifestazione No Expo degli studenti era prevista, la degenerazione dei Black Blocs pure. Invece l'Italia è al solito conto dei danni e delle parole di rammarico da parte delle Forze dell'Ordine e dei politici che amano fare di questi eventi retorica. Salvini attacca Alfano, Renzi scompare, Mattarella ammonisce e rimprovera. Innumerevoli le auto incendiate, infinite le dichiarazioni dei milanesi su quanto accaduto tra sdegno e stupore. "Sapevamo poteva accadere ma non così!" oppure "Tutti hanno diritto di manifestare il proprio dissenso, ma non in questo modo.". Il sindaco Giuliano Pisapia promette di ripulire tutto in poco tempo, almeno per i prossimi giorni milanesi sui quali peseranno le luci e le ombre di questa prima giornata di Expo2015. L'ex sindaco Letizia Moratti che aveva vinto la candidatura con grande gioia viene menzionata dal Capo del Governo Renzi. Se da una parte si consumano già i quotidiani talk show dei mass media italiani e stranieri sull'accaduto, a colpi di morale e retorica, a un certo punto diventa inevitabile tornare alle cause. I black blocs stanno sfruttando qualsiasi occasione per manifestare il dissenso con la violenza senza essere gruppi organizzati, almeno in finalità ed ideologie. Se un ragazzo della provincia lombarda crede questo sia giusto non è altro che un grido sempre meno isolato di chi soffre la disoccupazione e l'abbandono. Il lamento di chi vive un disagio sociale trovando compensazione solo nella violenza e scatenandosi sui simboli del capitalismo e dello sfruttamento. La politica, le banche, i palazzi del potere, i grandi eventi che prima di essere un'occasione sono un immenso costo. I nuovi dati ISTAT riportano una disoccupazione al 13%, troppe energie inoperose trovano spazio d'azione in aggressive rivolte sociali. Se non è solo questione di Expo al via o Expo via, il malessere sociale che porta la quotidiana presenza dei black blocs nei grandi eventi sembra essere ormai tema di dibattito alla ricerca di una soluzione concreta anche al di fuori di questi. Expo2015 è iniziata e sembra essere una lunga maratona, in salita e sull'asfalto inerte. L'Italia ha vinto la candidatura per giocarsi la finale, ma questa partita è iniziata solo ora e ci sono sei mesi da giocare.
Lorenzo Nicolao (@LolloNicolao) - Agenzia Stampa Italia

 

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