(ASI) Perugia - Le parole “inutile”, “dannosa” e “dispendiosa” hanno risuonato continuamente nella Sala dei Notari di Palazzo dei Priori.

Era qui che infatti era stato dato appuntamento dal consiglio comunale a tutta la cittadinanza e alle associazioni che da anni si battono contro la trasformazione in autostrada della E45, con la formula del “consiglio grande”. Come specificato nell’intervento di apertura dal presidente del consiglio comunale Leonardo Varasano, lo statuto del comune di Perugia prevede tale formula qualora il tema della discussione sia di fondamentale importanza per i cittadini. “In questa sede non parleranno gli amministratori e i consiglieri comunali. Lo scopo è ascoltare le posizioni delle associazioni e dei cittadini sulla questione della trasformazione in autostrada della E45”- ha esordito Varasano, che ha poi aggiunto –“In questa sede sarà dato spazio senza pregiudiziali a tutti i punti di vista sulla questione”.

L’apertura di Varasano anche agli eventuali interventi favorevoli alla trasformazione in autostrada non ha però trovato  riscontri in una gremita Sala dei Notari che all’unanimità si è espressa contraria alla decisione presa da regione e governo nazionale.

Per Maurizio Zara di Lega Ambiente Umbria trattasi di “opera dannosa che sottrae fondi che dovrebbero essere destinati alla risoluzione dei problemi di dissesto idrogeologico del territorio”. Il Dottor Amato John De Paulis, dei Riformisti per l’Umbria, ha invece posto l’accento sulla questione degli oltre dieci anni di cantieri che si renderanno necessari per il completamento degli adeguamenti necessari alla trasformazione con ovvie ripercussioni su ambiente, salute pubblica e problemi di viabilità. Per Mary Mancinelli dell’Ente Morale Vittime della Strada, l’idea secondo sui per rendere sicura la E45 sia necessario trasformarla in autostrada al costo di 11 miliardi di euro è assolutamente discutibile. “Presentammo un progetto alla presidente Marini che con 200 milioni di euro permetteva l’adeguamento degli standard di sicurezza a fronte degli oltre 11 miliardi che saranno necessari per la trasformazione in autostrada”.

Ancora più incisivo l’Ing. Luigi Fressoia, che ha indicato nel pedaggio il vero nocciolo della questione. Per Fressoia infatti lo stato e il privato che la prenderebbe in gestione, non attenderanno il termine dei lavori di adeguamento per far pagare il pedaggio. “Lo stato dice di non avere 1 miliardo per l’adeguamento della Superstrada E45 così come è oggi, però si impegna in un “project financing” per 11 miliardi che ricadranno sulle spalle dei cittadini e dello stato stesso che poi sono sempre i cittadini” – ha spiegato Fressoia, secondo il quale  è davvero impensabile che una strada impegnata per oltre il 70% dal solo traffico locale possa prevedere delle forme di esenzione totale per i residenti. “Anche ammettendo per assurdo che non facciano pagare il pedaggio ai residenti” – ha proseguito Fressoia – “per far si che il privato non ci rimetta gli enti locali dovranno aumentare tutte le imposte e le tasse locali per ottenere i fondi necessari ad appianare le perdite sostenuto dal gestore privato in accordo con quanto previsto dalle clausole di un “project financing”.

A proposito del “project financing” è intervenuto anche Michele Guaitini di Radicali.org, . Secondo Guaitini, oltre al di perse fallimentare meccanismo del “project financing”, una altro punto critico è da individuarsi nel fatto che in queste occasioni vengano sempre fatte delle previsioni di utilizzazione, e quindi di introiti, molto superiori a quelle reali. “Mi meraviglio che Locchi e Rometti, rispettivamente ex sindaco ed ex vice – sindaco al tempo della svendita dei parcheggi cittadini alla SIPA con la formula del “project financing” che portò ai vertiginosi aumenti del costo dei parcheggi, non si rendano conto che la situazione è la stessa”- ha puntualizzato Guaitini che ha poi portato un altro esempio concreto nell’autostrada Bre – Be – Mi (Brescia – Bergamo - Milano). “Questa autostrada è stata presentata come la prima autostrada a costo zero per lo stato, ma in verità è stata un vero fiasco dato che i costi del pedaggio erano talmente alti da spingere i cittadini ad usare la vicina A4”- ha puntualizzato Guaitini che ha poi puntualizzato –“Noi invece non avremmo nemmeno questa scelta, poiché non c’è alternativa alla E45 e si parla di pedaggi da oltre 12 euro dda Perugia a Terni e 8 euro da Perugia a Citta di Castello ”.

Per Marcello Teti del Coordinamento Umbro No E45 Autostrada, l’opera è inutile in quanto va al solo beneficio di chi deve attraversare, e pertanto al territorio non porta nulla in quanto è inutile ai fini della valorizzazione del territorio umbro. “Invece di usare queste risorse per investire sulle eccellenze paesaggistiche, culturali e gastronomiche umbre, verrebbero utilizzate per la costruzione di un mostro di asfalto” – ha puntualizzato Teti che ha poi proseguito – “Questa è un opera che permetterà alla solita “cricca” di mettere le mani sulla “torta”. Noi abbiamo prodotto un sondaggio che ha chiaramente sconfessato coloro che si arrogano il diritto di essere unici interpreti della volontà popolare”.

Cenusa Alexandru Rares - Agenzia Stampa Italia

 

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