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Italia

Insieme per il rinnovamento della Camera di Commercio Italo-Araba Il Contributo di Amsi, Comai ed Uniti per Unire

Di Redazione ASI 7 Ottobre 2014 – 14:14 3 min di lettura

(ASI) Roma – Un’Italia che si mostra aperta allo sviluppo di nuove partnership economiche con il Middle East, questo il tema fondante della Conferenza “PMI e Paesi Arabi, Ricerca di nuove sinergie” che ha visto la partecipazione di Amsi, Comai ed Uniti per Unire.

Promotore dell’evento Antonio Badini, ex Ambasciatore Italiano in Egitto e Vice Presidente di I. S. I. A. M. E. D. (Istituto Italiano per l’Asia ed il Mediterraneo) che lancia la sua sfida volta al rinnovamento della Camera di Commercio Italo-Araba. Non si tratta di un’improvvisazione, ma il frutto di uno studio accurato sulle concrete opportunità dell’apertura dell’economia italiana ai mercati Mediorientali.

“Il business italiano in Medioriente può essere un’immensa risorsa.  Unendo interessi comuni, la “chiave” di azione è rappresentata dall’internazionalizzazione ed il lavoro della Camera di Commercio Italo-Araba si concentrerà sullo sforzo di collegare il territorio italiano con le diverse realtà dei  Paesi Arabi”, dichiara l’Ambasciatore.

Come si evince dalle parole del Vice Ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda, il Governo italiano offre il suo sostegno all’apertura dell’economia italiana ai mercati esteri, alla luce della crescente attività dell’export italiano in Nordafrica e nei Paesi del Golfo. Afferma il Vice Ministro:

“È necessario lo sviluppo di nuove partnership economiche con i Paesi Arabi, come quella già esistente tra l’Italia ed il Marocco. Il business deve essere portato avanti senza tralasciare l’inquadramento studio-paese, fondamentale per la buona riuscita di ogni progetto. Il fattore macro  geopolitico è al centro di ogni iniziativa imprenditoriale”.

“C’è bisogno della cooperazione tra il settore pubblico e quello privato per superare l’instabilità politica che vive la maggior parte dei Paesi arabi, in primis la Libia”, prosegue Gerardo Pelosi, Il Sole 24 Ore. Altro elemento portante nello sviluppo di nuove sinergie quello della finanza islamica, un sistema complesso governato da principi morali e religiosi che richiede studio e comprensione ancora prima di qualsiasi approccio (intervento di Stefano Padovani, Partner NCTM, Studio Legale Associato).

L’Amsi, la Comai e Uniti per Unire si esprimono attraverso le parole del Presidente, Dott. Foad Aodi:

“L’Associazione dei medici stranieri in Italia così come la Comunità del Mondo Arabo è disponibile a supportare ogni iniziativa di interazione per aprire  nuovi dialoghi con i Paesi del Medioriente. L’aspetto sanitario non deve essere tralasciato nelle missioni imprenditoriali, perché investire in questo settore vuole dire soddisfare un fabbisogno sempre presente che va oltre i cambiamenti politici che possono verificarsi nei diversi paesi. La grande battaglia che sosteniamo è prima di tutto contro il pregiudizio. Viviamo un momento delicato, di transizione . La paura dell’altro, in tal caso dell’altro-arabo, ci ancora a degli stereotipi comuni che immobilizzano qualsiasi azione che punti alla cooperazione. Del resto, se non si lavora per il superamento di questi pregiudizi, non si può trovare terreno fertile nemmeno per lo sviluppo di iniziative di carattere economico. Rivolgo allora alla Camera di Commercio Italo-Araba il consiglio di non tralasciare l’importanza di contrastare il pregiudizio, così come il mio augurio di mettere in atto quanto di positivo è stato condiviso in un’occasione di scambi preziosi come quella di oggi”.


Redazione Agenzia Stampa Italia

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