(ASI) Si è conclusa la visita in Kosovo (26-28 maggio) del cardinale Gualtiero Bassetti e della delegazione della Caritas Umbria con la celebrazione nella chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista a Kline.

Rito religioso al quale hanno preso parte il decanato dei sacerdoti della zona, l’'ambasciatore italiano in Kosovo Andreas Ferrarese, il generale dell’esercito italiano Salvatore Farina, comandante di Kfor, il colonnello Antonio Sgobba alla guida della missione Nato nell’area ovest del Kosovo, le suore di Madre Teresa e la comunità cattolica di Klina, che ha gremito la chiesa per far festa al cardinale Bassetti.

L’ultimo giorno di permanenza in Kosovo è stato dedicato agli incontri istituzionali con i rappresentanti della Chiesa kosovara e con il vescovo amministratore apostolico mons. Dode Gjiergji, con il quale è stata avviata un’intesa, da formalizzare in seguito, per la collaborazione tra Caritas Umbria e la Chiesa del Kosovo da avviare nell’opera caritativa di accoglienza e sostegno alle famiglie, in atto da ormai 15 anni nella zona di Kline. “Il Kosovo, a poco più di un’ora di aereo, è una terra dove si stanno ancora toccando con mano gli esiti disastrosi di una guerra sanguinosa combattuta tra civili e motivata dall’odio etnico – ricorda Giorgio Pallucco delegato regionale Caritas Umbria -.

In questa terra 15 anni fa abbiamo deciso di piantare una tenda e abbiamo fatto germogliare e fiorire il seme della carità. I nostri volontari che stanno dedicando la propria vita per questa opera in Kosovo si sono perfettamente integrati con la comunità locale e sono da questa molto benvoluti.

La casa della Caritas Umbria non si propone solamente come luogo di accoglienza per bambini e ragazzi, ma anche come struttura operativa, dove i volontari, con la loro attività, si aprono al territorio e portano solidarietà, aiuto e sollievo alle famiglie dei territori circostanti, spesso in collaborazione con i servizi della comunità locale che da poco tempo stanno iniziando a funzionare”.

In questi giorni sono stati importanti e proficui gli incontri con i rappresentanti della chiesa locale e delle forze armate italiane che continuano a presidiare il territorio – continua Pallucco - a loro va il nostro ringraziamento per il sostegno e la collaborazione da sempre prestata per le nostre opere in Kosovo. Con l'amministratore apostolico della chiesa cattolica in Kosovo mons. Dode Gjiergji, sono state discusse e concordate le modalità attraverso cui garantire la prosecuzione delle attività dell’opera della Caritas regionale in Kosovo, in collaborazione e comunione con la Caritas locale”.

Di tutto ciò si tornerà a parlare nel corso del prossimo incontro della delegazione regionale di Caritas Umbria e in Conferenza Episcopale Umbra, affinchè si viva con spirito di piena comunione il passaggio relativo alla presenza dell’opera regionale in Kosovo.

In estate la casa della Caritas in Kosovo sarà aperta a parrocchie e comunità ecclesiali che desiderino vivere un'esperienza di servizio in favore delle persone e famiglie che vivono in stato di bisogno.

La visita, è stata l’'occasione per verificare lo stato dei lavori di costruzione del nuovo complesso Caritas nel quale sarà trasferita la comunità. La nuova struttura sorge a Leskoc e sarà attiva dal prossimo anno; è stata realizzata nell’ambito del progetto voluto dalla Caritas Umbra e dalle otto diocesi che hanno contribuito economicamente al progetto, partito circa sette anni fa, mentre i lavori sono stati iniziati da tre anni, su un terreno di proprietà dell'associazione nel comune di Klina.

In questi giorni abbiamo potuto verificare le fase conclusiva del progetto della nuova casa a Leskoc – ricorda il card. Bassetti - che comprende la possibilità di abitazione per adolescenti, ragazzi e per ospiti, oltre alla famiglia Mazzali responsabile della struttura e dell’accoglienza.

Devono essere ultimati due laboratori: una falegnameria, di cui si dispongono già le attrezzature e di una laboratorio di pasticceria panificio, realizzate anche grazie alla Provincia di Trento che ha fatto una donazione, l’associazione La Gomena e l’associazione Bambini nel mondo, oltre a quella di tutti gli arredi e attrezzature informatiche fatta dall’esercito italiano a cui va il nostro grande ringraziamento. Importante è stata l’intesa con il vescovo Gjiergji per avviare un coordinamento di tutte le attività caritative, definendo l’iter per arrivare ad un progetto comune e condiviso”.

 

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