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Estera

Liste antisemite nel web: la Procura romana apre un'inchiesta

Di Alessandro Bulletti 22 Marzo 2012 – 08:04 3 min di lettura

(ASI) Non si è fatta attendere la risposta della magistratura dopo la notizia di ieri relativa alle liste antisemite pubblicate nella rete dal sito 'Holywar'. Con l'ipotesi di reato di istigazione all'odio razziale, la Procura romana ha aperto un fascicolo d'inchiesta a seguito dell'informativa fornita dalla Digos.

Sarà il pm Luca Tescaroli a fare luce sulla pubblicazione dei 163 nomi di professori appartenenti a vari atenei italiani che, secondo il sito Holywar, sarebbero "collaboratori e complici dei servizi segreti israeliani".

Nel sito è presente anche una lista di personalità come direttori di giornali, editorialisti, semiologi, scrittori, deputati ed esponenti della comunità ebraica definiti come pericolosi e complici di Israele. In una pagina italiana del sito vengono inoltre menzionati in ordine alfabetico i nomi di origine ebraica più presenti nel suolo italiano con particolare attenzione verso quelle città dove vi sarebbe una concentrazione maggiore di tali cognomi.

In concomitanza con i terribili accadimenti di Tolosa (la sparatoria davanti al liceo ebraico dove hanno perso la vita un docente, le sue due figlie ed un altro minore ndr), le autorità italiane hanno evidentemente deciso di fermare questa iniziativa antisemita che, insieme al sito Stormfront, già da diverso tempo era consultabile nella rete. Lo scorso febbraio, i siti in questione erano già finiti sotto l'occhio degli agenti per la divulgazione di 78 nomi di famiglie di origine ebraiche a Pisa.

Holywar, il sito neonazista sotto inchiesta. Ma cosa propone e cosa si cela dietro queste pagine neonaziste? Entrando nel sito si può facilmente notare che le tesi antisioniste, che fin troppo spesso confluiscono in un vero e proprio antisemitismo, si impregnano di contenuti a sfondo religioso, razziale, revisionista e complottista. Molti temi affrontati nel sito vogliono dimostrare come tanti fatti, anche attuali, siano in realtà avvenimenti macchinati da entità superiori legate agli interessi dello stato d'Israele. Una vera e propria propaganda antisionista che non nasconde veri e propri sentimenti antisemiti. A dimostrazione di ciò, appunto, la pubblicazione della lista di cognomi italiani ritenuti, secondo gli intestatari del sito, discendere da origini ebraiche.

Secondo l'ambasciatore israeliano a Roma, Naor Gilon, la questione oltre a fomentare odio antisemita screditerebbe lo stesso Stato d'Israele.

"Sono conscio del fatto- afferma l'ambasciatore intervistato da RaiNews 24- che la riproposizione della lista antisemita su internet e il suo tragico tempismo con il vile attentato alla scuola ebraica di Tolosa, intende non solo istigare all'odio antisemita, ma delegittimare lo Stato d'Israele e i suoi tanti interlocutori, di cui solo una piccola parte è elencata nella succitata lista, e sono certo che il loro impegno per la democrazia e nella lotta all'antisemitismo prevarrà su ogni forma di prevaricazione"

Per la Comunità ebraica di Roma, l'attenzione in questo momento deve rimanere alta ed il suo presidente, Ricardo Pacifici, ha chiesto ieri la stesura di una legge a livello internazionale che blocchi questi fenomeni. "Serve- afferma Pacifici- una norma che fermi sul web i fenomeni di incitamento all'odio xenofobo, al razzismo, e quindi all'antisemitismo, cosi' come avviene per la pedopornografia. L'Italia deve farsi promotrice per la creazione di questa legge che dovrà essere poi presentata all'Onu"

Nota della Redazione

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