(ASI) In Gran Bretagna,la maggior parte degli Inglesi è tornata a dimenticarsi dell’obbligo della mascherina o di qualsiasi certificato che possa attestare la propria posizione di cittadino non a rischio di essere contagiato. Si torna così a respirare nelle ore di punta anche nei luoghi dei trasporti pubblici.

Tuttavia il bollettino ricorda come il Coronavirus stia circolando in maniera più sostanziosa. Non esiste obbligo di certificato verde, non sono tenuti distanziamenti sociali, gli inglesi sembrano essere già andati oltre. È l’istantanea di una nazione che sfiora i 50.000 nuovi casi positivi ogni giorno, il bollettino, a ricordare che al mondo la Gran Bretagna è in cimaalla lista dei paesi più colpiti ad oggi dal Covid-19. Questa settimana il  balzo èstato del 16% in più di casi, 43.738 ieri, quasi 50mila il giorno precedente, confermando un trend che oscilla sui 44.145 contagi al giorno, spinti in buona parte dal crescente tasso di positività tra gli studenti delle superiori e i soggetti vulnerabili.Ciò che si sta vivendo è un incubo materializzatosi sotto forma di un’emergenza sanitaria cronica.

Chiudono i corsi organizzati nei gruppi perché qualcuno si ammala, in tanti rilasciano dichiarazioni di come la vita non è più tornata alla normalità dopo l’estate. C’è la paura di contagiarsi, una situazione ben diversa da quella italiana. Alcune persone dalla nazione colpita si esprimono così: “L’estate ci ha fatto riabituare a vivere una vita normale, senza precauzioni. Ora che i casi aumentano, mi sento più cauta ma ho tre figli e so che prima o poi lo prenderò – dice rassegnata – questa settimana tanti genitori che conosco sono risultati positivi, stiamo imparando a convivere con il Covid19  e questa è la verità”. I britannici hanno il motto Keepcalm and carryon  (Stai calmo e vai avanti) impresso nei geni, ma alla radio una speaker di LBC dà voce alla sua preoccupazione: “Il mio corso di nuoto è già stato sospeso, causa assenza di personale per il virus, e siamo solo ad ottobre”. Poco dopo con nervosismo arriva l’annuncio dei 223 decessi per Covid di ieri. Non sono i 1800 morti giornalieri del gennaio scorso ma segnano il dato più alto degli ultimi sette mesi, che porta il totale a circa 160mila morti legate al morbo dall’inizio della pandemia. “Siamo in una fase in cui abbiamo ancora un vasto numero di persone che muoiono per via del SARS-CoV-2 ma questo sembra passare in sottofondo, ci siamo abituati a un qualcosa che non è andato via, una specie di ‘desensibilizzazione’ alla mortalità – spiega sulle pagine del Guardian la professoressa di Salute Pubblica dell’Università di Edimburgo, Linda Bauld.

Massimiliano Pezzella – Agenzia Stampa Italia

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