Emile Katti, Direttore dell'Ospedale “La Speranza” di Aleppo (Siria), ad ACS-Italia: Nonostante l’embargo continuiamo a curare tutti
(ASI) Il Prof. Emile Katti, Direttore dell'Ospedale La Speranza (AL Rajaa) di Aleppo (Siria), cristiano, lavora con uno staff di circa 70 medici, la maggior parte dei quali musulmani.
In qualità di direttore di una struttura sanitaria ha fatto notare che “l’embargo pone problemi per i rifornimenti di materiale necessario a fronteggiare l’emergenza umanitaria. Farmaci e altri prodotti destinati al settore sanitario provengono da nazioni che non aderiscono all’embargo. Quando la situazione lo permette noi continuiamo a curare non solo i feriti a causa del conflitto, ma anche i malati cronici, senza badare al credo e all’etnia. Ma il rifornimento è comunque difficile, per cui faccio appello ai decisori politici, che debbono essere solidali con la popolazione!”. Le comunità islamica e cristiana, nella quotidianità, prosegue il medico siriano “hanno sempre collaborato pacificamente, per cui non si può dire che il conflitto sia nato da contrasti fra appartenenti a religioni diverse. La guerra è stata causata da attori esteri, i quali, per interesse, hanno creato divisioni fra le diverse componenti della società siriana.”.
E in merito alle soluzioni per il futuro della nazione l’opinione di Katti è chiara: “tutte le comunità, indipendentemente dalla religione e dall’etnia, debbono godere gli stessi diritti per una pacifica convivenza. Vogliamo uno Stato che garantisca alle minoranze il diritto di esistere. Il Presidente Assad è stato legalmente eletto e, per quanto riguarda le prossime elezioni, deve essere il popolo siriano a decidere, non altre nazioni.”. Rivolgendosi ai cattolici italiani, ha concluso il medico, “chiedo preghiere per il popolo siriano e solidarietà, che si può dimostrare finanziando i progetti sostenuti dalla Chiesa.”.
Redazione Agenzia Stampa Italia
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