×

Attenzione

JUser: :_load: non è stato possibile caricare l'utente con ID: 113

(ASI) L’ennesima strage di innocenti, tra cui venti bambini, perpetrata dal solito individuo alienato di quella società americana sempre più scollata dalle sorti dei suoi singoli elementi, riporta in luce ancora una volta la questione della libera circolazione delle armi e della loro facile detenzione. Nel Paese che ha fatto della libertà il suo vessillo da sventolare in faccia al mondo, la mistificazione si scontra ancora una volta con la tragica realtà.

Per anni le grandi multinazionali hanno perpetuato dichiarazioni fuorvianti a difesa delle loro condotte colpevoli, con la complicità di una politica che sembra non poter esistere senza argent (tutto il mondo è paese), forti di un vero e proprio apparato di propaganda che gli ha permesso di fare e impudentemente negare di aver fatto. Il pioniere di questo rapporto strumentale tra comunicazione di massa e grandi interessi economici, venerato come un messia dai grandi potentati industriali, è stato Edward Bernays, “padre delle pubbliche relazioni” come si legge nel suo necrologio, nipote dello psicanalista Sigmund Freud. Morto centenario nel 1995, rimase presto affascinato dalle tecniche di propaganda messe in atto dagli Stati in guerra durante i due conflitti mondiali.  Partendo dagli studi del celebre zio e dalle teorie sulla psicologia delle folle del francese Gustave LeBon, Bernays riuscì a dimostrare l’efficacia della manipolazione di massa anche in tempo di pace. Il suo impianto teorico si fondava sugli assunti del padre della psicanalisi secondo cui la società vive la costante minaccia degli istinti distruttori repressi nell’inconscio individuale. Terminata la fase bellica durante la quale l’essere sociale si era liberato di ogni freno inibitore per ricongiungersi con la sua vera natura, si presentò urgente l’esigenza di trovare un potente sedativo da somministrare al gregge smarrito e impaurito. Nacque così il moderno consumo di massa, insieme alle nuove tecnologie applicate alla produzione industriale.

Il risultato più compiuto del lavoro di Bernays fu il servizio reso all’industria del tabacco e la conseguente “democratizzazione” della sigaretta, da quel momento accessibile a tutti, senza distinzione di genere, età o condizione sociale e nessun riguardo per i rischi sulla salute pubblica. L’“American Tobacco “ come le altre concorrenti del settore, in sofferenza per le ripercussioni dei primi studi scientifici sulla dannosità del fumo per l’uomo, si rivolse a Bernays che attraverso una portentosa strategia di comunicazione, non solo riuscì a modificare radicalmente la percezione negativa che il pubblico aveva iniziato a sviluppare nei confronti della bionda, ma nell’immaginario collettivo questa divenne addirittura il simbolo della conquistata indipendenza dalle vecchie convenzioni sociali, aprendo così il mercato all’altra metà del cielo, le donne. Un’astuta mossa pubblicitaria mascherata da piccola rivoluzione culturale che gli valse il meritato ma non invidiabile primato.

Fu così che anche la potente lobby delle armi da fuoco imparò la lezione di cui si servì per legittimare il suo business fatto di pistole, fucili e granate che smisero le lugubri vesti per assumere magicamente le sembianze di emblemi di libertà.

E’ stato imbarazzante assistere al Presidente Obama tra le lacrime promettere che altre tragedie come queste non si ripeteranno, guardandosi però bene dal proporre l’unica soluzione possibile, la riforma del secondo emendamento della Costituzione che sancisce il libero possesso di armi. La propaganda si è messa subito al lavoro evocando il sacrosanto diritto alla difesa personale in un mondo ostile e minaccioso. Chi uccide è la mano che preme il grilletto, non la pistola; il problema non sono le armi ma chi le maneggia. Come nel caso del fumo, la colpa è di chi esercita “liberamente” il personale diritto di autodeterminarsi. Viva la libertà, viva l’America.

Fabrizio Torella – Agenzia Stampa Italia

ASI precisa: la pubblicazione di un articolo e/o di un'intervista scritta o video in tutte le sezioni del giornale non significa necessariamente la condivisione parziale o integrale dei contenuti in esso espressi. Gli elaborati possono rappresentare pareri, interpretazioni e ricostruzioni storiche anche soggettive. Pertanto, le responsabilità delle dichiarazioni sono dell'autore e/o dell'intervistato che ci ha fornito il contenuto. L'intento della testata è quello di fare informazione a 360 gradi e di divulgare notizie di interesse pubblico. Naturalmente, sull'argomento trattato, il giornale ASI è a disposizione degli interessati e a pubblicare loro i comunicati o/e le repliche che ci invieranno. Infine, invitiamo i lettori ad approfondire sempre gli argomenti trattati, a consultare più fonti e lasciamo a ciascuno di loro la libertà d'interpretazione

 
L'onestà intellettuale crea dibattito e stimola nelle persone l'approfondimento. Chi sostiene l'informazione libera, sostiene il pluralismo e la libertà di pensiero. La nostra missione è fare informazione a 360 gradi.

Se credi ed apprezzi la linea editoriale di questo giornale hai la possibilità di sostenerlo concretamente.
 

 

 

Ultimi articoli

Attacco Usa all'Iran, Fiore(FN): nessuno vuole combattere per Israele

(ASI) "Nessuno vuole combattere per Israele ": il grido del veterano americano nel corso di una seduta del Senato degli Stati Uniti, risuona in tutto il mondo. Risuona in Europa dove ...

Ecuador, presidente Noboa accusato di allineamento con Trump dopo rottura rapporti con Cuba

(ASI) È polemica in Ecuador dopo che il presidente Daniel Noboa ha deciso di rompere i rapporti diplomatici con Cuba dichiarando l’ambasciatore dell’isola caraibica “persona non gradita” ed espellendo ...

Iran, Ricciardi (M5S): la vostra complicità ci espone 

(ASI) Allo scoppio della guerra negli altri Paesi ci sono stati Macron, Sanchez, Starmer. Noi abbiamo Tajani che dice: “noi abbiamo la posizione dell’Unione Europea” e poi a domande ...

Giorlandino: “Sanità e innovazione al centro della manifestazione del 14 marzo al Teatro Brancaccio”

(ASI) Il prossimo 14 marzo il Teatro Brancaccio di Roma ospiterà un’importante manifestazione promossa da Maria Stella Giorlandino, presidente dell’UAP – Unione Nazionale Ambulatori e Poliambulatori, Enti e Ospedalità Privata.

Trasporti; Trancassini (FdI): Firema nel perimetro Fs scelta strategica per industria e lavoro

(ASI) Roma,   "L'ingresso di Firema nel perimetro di Ferrovie dello Stato Italiane rappresenta una scelta strategica che rafforza in modo concreto la filiera ferroviaria italiana e mette in ...

SOS di cinquecento italiani, bloccati su una nave di crociera, sotto i bombardamenti, a Dubai

(ASI) Arriva, disperato, l’appello di 543 italiani ospiti sulla nave da crociera, MSC Euribia, ferma, dal 28 febbraio, nel porto di Dubai, negli Emirati Arabi Uniti, da prima che si scatenasse ...

Lavoro, Calderone: "Disoccupazione ai minimi storici al 5,1%"

(ASI) Roma,  - "I dati odierni di ISTAT descrivono un mercato del lavoro in una fase che resta positiva. E questo non è mai scontato, soprattutto dopo anni di ...

Confcommercio su dati occupazione: troppe criticita’ per rallegrarsi

(ASI) Il miglioramento registrato dal mercato del lavoro a gennaio è un ulteriore segnale di come la nostra economia sia entrata nel 2026 in modo sostanzialmente positivo.

Made in Italy, Germanà (Lega): difendere da contraffazione significa premiare chi produce 

 (ASI) Roma,  - "La riflessione di oggi al Senato, nel corso dell'evento organizzato insieme a Lega Consumatori in tema di contraffazione, è molto importante per il futuro del nostro ...

Perugia, presentato a Palazzo dei Priori il progetto "Campane Design": obbiettivo migliorare la qualità della raccolta del vetro

(ASI)  Perugia, Quello della raccolta del vetro è un tema sempre assai delicato e l'obbiettivo è quello di migliorarne la qualità, oltre a quello di ridurre gli errori di ...

×

Attenzione

JUser: :_load: non è stato possibile caricare l'utente con ID: 113