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(ASI) La stampa periodica francese di questi giorni dedica molti interventi alle ipotesi di riforma della scuola avanzate dal ministro Vincent Peillon. La settimana di quattro giorni e mezzo, la giornata corta, niente compiti a casa e molto altro in un articolo di Caroline Brizard, “La scuola sognata da Vincente Peillon” sul Nouvel Observateur. Anche L’Exprès si occupa della proposta di “rifondazione educativa” lanciata in estate dal governo francese con un articolo di Marie Caroline Missir, in cui si prevede un percorso abbastanza agevolato del cammino verso la riforma nelle trattive con sindacati e amministratori locali.

Le Point sottolinea come il Ministro abbia assicurato che “nessun ragazzo uscirà prima delle 16:30”, in risposta alle preoccupazioni espresse da molte associazioni di genitori sull’orario giornaliero più corto, uno dei punti in discussione della futura riforma. Le Monde Diplomatique, con Christophe Hélou, si sofferma sul problema della scuola legato alla soppressione, in pochi anni, di oltre ottantamila posti di insegnanti e ai timori che i docenti possano diventare dei subordinati dei capi di Istituto.

L’Europa, la sua crisi attuale ed il suo futuro, è un altro tema che tiene banco nei periodici francesi. Su questi temi, Marianne ospita un dibattito interessante tra il neo ministro Moscovici e l’ex consigliere del Presidente Sarkhozi, Alain Mine. La ratifica del trattato europeo di stabilità da parte dell’Assemblea nazionale francese, è oggetto di un pezzo del Nouvel Observateur in cui si sottolinea il fatto che 17 deputati socialisti hanno votato contro in dissenso dalla maggioranza. Ciò non ha reso decisivo il voto a favore di alcune minoranze mentre, al Senato, se si dovesse ripetere lo stesso scenario, quel voto sarà invece decisivo. L’Express si occupa del conferimento all‘Unione europea del premio Nobel per la pace, con Vincent Kessler che giudica sorprendente che il Premio arrivi da un Paese che per ben due volte, nel 1972 e nel 1994, con altrettanti referendum popolari, aveva respinto l’adesione all’UE: per il settimanale, ha giocato un ruolo decisivo il Presidente del Comitato per il Nobel, Thorbjoern, europeista convinto.

Altro argomento molto trattato dai periodici è la conferenza dei Paesi africani francofoni che si svolgerà in Congo nei prossimi giorni. Se ne occupa il Courrier International che sottolinea come il neo Presidente cercherà di sbarazzarsi della visione “paternalista e etnocentrica” del suo predecessore Sarkhozi nei rapporti con l’Africa francofona. Le incertezze di Hollande sulla sua presenza al vertice di Kinshasa, soprattutto legate ai rapporti da tenere con i dittatori di alcuni Paesi francofoni, sono sottolineate da Sara Halifa Legrand sul Nouvel Observateur.

La politica internazionale sui periodici d’oltr’Alpe mette in primo piano le presidenziali USA. Marianne sostiene che “9 francesi su 10” stanno con Obama. Le Monde diplomatique si sofferma sulle incertezze del presidente nel dibattito televisivo con lo sfidante di qualche giorno fa. Altri argomenti di politica internazionale trattati dal periodico sono: la Georgia alle elezioni legislative, con un pezzo di Philippe Rudaz; ed il Sahel, diventato una “polveriera” dopo il colpo di stato di marzo che ha rovesciato il presidente del Mali Toumani (Philippe Leymarie).

A leggere la stampa francese, Nicolas Sarkozi, l’ex Presidente della Repubblica, non sembra affatto uscito di scena. Di lui si occupano un po’ tutti i periodici, in occasione di una sua conferenza tenuta presso una banca a New York, prima uscita pubblica, ma vietata alla stampa, dopo la sconfitta alle presidenziali. Sophie Louet riferisce che Sarkhozi ha detto di aspirare ad una nuova vita, e che il suo scopo è “fare”, fuori o dentro la politica, ciò che non ha dissipato i dubbi su un suo possibile ricandidatura alle presidenziali del 2017, paventata dal Canard enchainé, famoso giornale satirico. Per Emmanuel Dunand, su L’Express, il mondo politico e quello mediatico rischiano, per correre dietro alle intenzioni dell’ex Presidente, di perder di vista l’attualità.

Anche l’avversaria di Sarkozy alle presidenziali del 2007 e ex moglie del Presidente Hollande, Ségolène Royale, prende molti spazi sulla stampa. Elle, settimanale rivolto al pubblico femminile, recensisce un libro di Michéle Lotta in cui si racconta la lunga relazione (da cui sono nati quattro figli) tra l’attuale Presidente e la Royale; mentre in un altro pezzo, sullo stesso periodico, Valerie Thierweiler, attuale moglie di Hollande, definisce così la differenza tra lei e la Royale: “lei è la donna politica, io sono la donna del politico”. Anche l’Express si occupa dei difficili equilibri del Presidente francese tra le due donne che gli “rovinano la vita”, come chiosa un pezzo a firma di Eric Mandonnet e Marcelo Wesfreid. E Hollande deve anche guardarsi dalla satira pungente della storica rivista Le Canard enchainé che annuncia sulla pagina web un dossier sul presidente che sta già perdendo consensi a cinque mesi dalle elezioni. “La sua infanzia, i suoi amori, le sue merde e le sue relazioni con Bernadette Chirac”, tutto passerà al vaglio del dossier satirico.

Un’altra donna al centro dell’attenzione è Marion Maréchal Le Pen, eletta all’Assemblea nazionale per il Front National. Riprendendo un vecchio cavallo di battaglia della destra estrema francese, da ultimo cavalcato da sua zia Marine, leader del partito, Marion torna a proporre l’abolizione della gratuità delle interruzioni volontarie di gravidanza per “responsabilizzare le donne”, molte delle quali usano impropriamente l’aborto come mezzo contraccettivo.

Molto ricche, come da tradizione, le pagine culturali dei periodici. L’Express propone una recensione, curata da André Clavel, di cinque libri del neo Premio Nobel per la letteratura, il cinese Mo Yan. Il Nouvel Observateur propone un intervento dell’ex ministro della cultura Jack Lang che sostiene che “la crisi non giustifica che si maltratti la cultura”. Télérama, rivista che si occupa di tv, radio, cinema, musica e arti visive, recensisce una mostra allestita al Grand Palais, a Parigi, con, duecento opere dal XV al XX secolo, che tratteggiano una eccezionale storia dei bohémiens e della bohème, con il commento di Alexandre Romanès, direttore dell’omonimo Circo zigano. Lo stesso Télérama, ma anche Marianne, si occupano di una nuova serie televisiva di “reality” che propone come soggetto persone che si sono convertite e hanno iniziato un percorso per diventare preti dopo essere stati omicidi o per sfuggire la loro omosessualità.

Da segnalare, infine, alcune testate specificamente dedicate ai giovani e giovanissimi. L’Etudiant, periodico che si rivolge ai ragazzi alle prese con le scuole superiori, propone un test su oltre venti siti tra i più noti e dedicati alla ricerca-offerta di lavoro. In un altro pezzo, dà istruzioni per compilare un curriculum vitae nel miglior modo possibile. Per la sua originalità, infine, segnaliamo un sito-testata dedicato alle problematiche dei ragazzi da 7 a 13 anni, “Les clés de l’actualité junior” che, unico del genere, si propone di parlare ai giovanissimi, e a coloro che se ne devono occupare (famiglia, insegnanti, etc.) con un linguaggio appropriato, di tutti gli argomenti che l’attualità suggerisce. Sull’ultimo numero, articoli che spiegano cos’è il Trattato europeo di stabilità, cos’è il Nobel della fisica, chi è Hugo Chavez e perché ha vinto le elezioni presidenziali venezuelane, ed anche un dossier sulla “prima guerra mondiale spiegata ai ragazzi”.

Daniele Orlandi – Agenzia Stampa Italia

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