(ASI) Mentre in Italia aumenta il prezzo della benzina raggiungendo la cifra record di due euro al litro, l'Ungheria del Primo ministro Viktor Orbán decide di eliminare una bolletta gravosa per le tasche dei cittadini.
Il governo ha infatti annunciato che vuole trasformare la distribuzione di energia nelle case degli ungheresi in una attività no-profit. Orbán ha affermato durante l'annuale riunione con i diplomatici che proporrà su questo argomento "un grande dibattito con l'Unione europea". Egli ha spiegato all'agenzia Reuters che "la distribuzione e il commercio di energia nel settore domestico può facilmente trasformarsi in attività senza scopo di lucro". Ha inoltre assicurato che questa soluzione non vìola i principi del mercato unico nè la libera circolazione di capitali. Nonostante queste rassicurazioni verbali, le aziende straniere che controllano gran parte del settore energetico magiaro accolgono preoccupate questa proposta di interesse sociale lanciata da Orbán. A testimonianza di ciò, il fatto che le tedesche E.On e RWE e le francesi EDF e GDF Suez, colossi energetici con lauti affari in Ungheria, contattate dalla stampa per rilasciare dichiarazioni in merito, hanno preferito ritirarsi in un glaciale silenzio. L'Unione europea, per bocca del portavoce della Commissione Olivier Bailly, ha comunicato che preciserà la propria posizione soltanto quando il governo ungherese avvierà le consultazioni in Parlamento su questa proposta legislativa. I buoni propositi di Orbán si sono arricchiti di un'altra dichiarazione rilasciata dal premier ungherese nella stessa occasione, ossia l'esclusione di altri tagli ai pensionati del Paese magiaro.
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