legapro(ASI) Errare humanum est dicevano i latini, e il detto vale,ovviamente,ancora di più per gli arbitri di calcio che si trovano a giudicare, prendere una decisione,valutare una situazione di gioco,spesso al limite del regolamento, in un attimo, quinditutti, dai presidenti ai tifosi, hanno, in genere, con molto senso di responsabilità, la massima comprensione.

A indurli a sbagliare, qualche volta, intervengono anche gli assistenti. In serie A e B c’è, ad aiutare la terna arbitrale, anche il Var, che ancora, invece, manca in serie C. Ed è proprio in questa categoria che si verificano gli errori più grossolani anche perché è qui che si formano, fanno il tirocinio, l’apprendistato, le nuove leve, e tra i tanti promettenti ci sono anche coloro che non hanno le attitudini per arbitrare, non solo dal punto di vista tecnico ma anche psicologico, emotivo, e succede quando si fanno pesantemente condizionare dal contesto, dalle condizioni ambientali.

E questi andrebbero subito fermati per evitare di danneggiare, oltre le società anche la credibilità della classe arbitrale. Si dice anche, per indurre a sorvolare su qualche svista, che gli errori arbitrali, nel corso del campionato, si compensano, a volte sono a favore, a volte contro. Ed è qui il busillis: come mai da qualche anno, non da qualche partita, questi errori, a volte anche gravi e incomprensibili, sono sempre e solo contro la Vibonese? I latini aggiungevano pure perseverare autemdiabolicum, perseverare (nell’errore) è diabolico. Ed è proprio quello che, incredibilmente, si sta verificando contro la squadra rossoblù. Come si può immaginare, guardando la classifica, non sono fenomeni i ragazzi affidati a Gaetano D’Agostino, ma non sono nemmeno da ultimo posto. Alcuni risultati sono stati gravemente condizionati dagli errori arbitrali. Gol annullati, rigori non dati o assegnati agli avversari, di tutto e di più. Una rassegna degli orrori. A Bari, nell’ultima partita, sull’1-0 per i padroni di casa c’è stato, all’84’, il gol del pareggio degli ospiti, ma l’arbitro ha annullato con la complicità dell’assistente. Il gol era regolare, tanto che,della decisione arbitrale, sono rimasti sorpresi gli stessi giocatori del Bari. Alla terna arbitrale, evidentemente, sembrava impossibile che l’ultima in classifica potesse pareggiare in casa della prima, che punta decisamente alla promozione. Pippo Caffo, presidente galantuomo,non sa fare scenate, ma ha il diritto, così come tutti i tifosi rossoblù,di pretendere che finisca questo intollerabile stillicidio che, stravolgendo il campionato, mortifica i valori dello sport. Credo che questo, con molto garbo e la necessaria fermezza, Caffo lo abbia detto, nel colloquio telefonico che ha avuto ieri, al presidente della Lega Pro, Francesco Ghirelli.

Fortunato Vinci – www.lidealiberale.com – Agenzia Stampa Italia

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