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Calcio

Le navi del Comandante Anna Durio conquistano Catania. I 20.000 del Generale Lo Monaco costretti alla resa. La Robur Siena vola in finale playoff.

Di Raffaele Garinella 11 Giugno 2018 – 13:12 2 min di lettura

IMG 8624 copyI quasi 20.000 spettatori del Massimino,-un pubblico senza dubbio da serie A-, non sono bastati a spingere il Catania in finale playoff.

(ASI) E nemmeno le parole di Lo Monaco hanno sortito l’effetto desiderato. I tre gol di differenza tra Catania e Siena,- secondo le parole l’esperto dirigente etneo,- non solo non ci sono stati, ma obiettivamente non si sono osservati in campo. Anche il desiderio di sbranare la Robur Siena, rimarrà irrealizzabile. I sogni di gloria del Catania si sono frantumati contro la medesima traversa colpita da Lodi prima, su calcio di punizione quasi al termine dei supplementari, e da Mazzarani poi, durante la lotteria dei calci di rigore. La sensazione è che il Catania, soprattutto quando è rimasto in superiorità numerica, avrebbe potuto, e forse dovuto, osare di più. La Robur Siena dotata di una ottima organizzazione di gioco, capace di imbrigliare nei momenti cruciali della partita l’undici di Lucarelli, vola in finale, e lo fa con pieno merito. Costretti in dieci per quasi quarantacinque minuti di gioco, poi in nove negli ultimi istanti di gara, i toscani non hanno issato barricate. Hanno impostato la loro gara, non rinunciando mai alle sortite offensive. Le espulsioni di Rondanini e Iapichino, i due terzini difensivi, hanno complicato, e non poco, i piani di Mignani che, ancora una volta, semmai ce ne fosse stato bisogno, ha dimostrato di essere tecnico capace e competente. Con solerzia e maestrìa ha schierato una formazione audace e votata all’attacco con Neglia, Santini e Marotta, vere spine nel fianco per la retroguardia rossazzurra. Di Santini la rete del vantaggio, seguita poi dalle reti di Curiale, sempre nel primo tempo, e di Lodi su calcio di rigore nella ripresa per il definitivo 2-1. Sulla testa di Guberti è transitata la palla che avrebbe potuto valere il 2-2, ma il talentuoso ed esperto numero 6, ha clamorosamente sciupato. La finale di Pescara, vedrà opposte Robur Siena e Cosenza. I calabresi si sono sbarazzati,-non senza difficoltà,- dell’ottimo Alto Adige di Paolo Zanetti. L’uomo in più per i lupi è stato senza ombra di dubbio Pierre Alain Baclet. Le due squadre arrivano a questo decisivo appuntamento mentalmente e fisicamente molto bene. Mignani sarà costretto a rinunciare a pedine fondamentali come Rondanini, Iapichino, Gerli, Bulevardi, tutti squalificati. Da valutare le condizioni di Guberti, uscito anzitempo per un problema fisico. Difficoltà o meno, Mignani ha dimostrato di essere “tris-megisto”, dunque i tifosi della Robur Siena stiano tranquilli. Mignani non realizzerà un nuovo “Corpus Hermeticum”, ma siamo certi che opporrà all’ottimo Cosenza una formazione che farà di tutto per conquistare la promozione tanto desiderata.

 

Raffaele Garinella-Agenzia Stampa Italia

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