(ASI) La metamorfosi. Il Perugia dà un calcio alle paure, ritrova serenità, gioca per mezzo tempo come una squadra che nulla ha a che vedere con le zone basse della classifica, segna due gol di grande fattura e poi li difende nel secondo tempo, dimostrando di saper soffrire e avendo anche dalla sorte un buon segnale (traversa dei padroni di casa dopo soli 35 secondi della ripresa).

Oddo riparte dal 4/3/2/,  dando fiducia sulla tre quarti a Capone e Buonaiuto a supporto di Iemmello.  In mediana spazio a Dragomir, che garantisce più gamba di Nicolussi, con Carraro e Falzerano. Al via i liguri prendono il pallino in mano. Il Perugia difende con ordine ma rischia qualcosa sui cambi di campo che portano al tiro pericolosamente De Luca e Toscano. Ma, da metà tempo, il Grifo comincia a girare: Oddo costruisce un piccolo capolavoro tattico. Il piglio giusto, la convinzione nei propri mezzi, una concentrazione che non toglie leggerezza alla testa dei grifoni e la capacità tattica di rimanere vicini. Le giocate vengono semplici e il doppio vantaggio è legittimato anche da un palo di Buonaiuto e da un'occasione di Iemmello -che la spara alta solo davanti al portiere- sporcata da un fallo di mani di Poli che aumenta la lista dei rigori sacrosanti negati al Perugia negli ultimi tempi. I trequartisti sono sugli scudi, mettono in difficoltà la difesa chiavarese con continui tagli alle spalle dei centrali. Mazzocchi sulla destra fa la miglior partita con la difesa a quattro, impeccabile in fase di contenimento, propositivo in impostazione (suo l'assist per Iemmello sul primo gol). Le mezzali Dragomir e Falzerano danno finalmente il loro contributo inserendosi in avanti.  La difesa controlla bene le sfuriate liguri, diretta da Angella, che conferma di essere il perno del reparto arretrato. La ripresa è un'altra cosa, perché l'Entella cambia l'assetto e insiste molto sulle fasce. Tante palle in area, il Perugia soffre perché non riesce ad allontanare la palla dalla propria area e tantomeno a ripartire. I liguri alimentano l'azione offensiva con continuità e il Perugia sembra più volte  rischiare di prendere il gol, ma la traversa, l'imprecisione degli avanti locali e il solito Vicario, decisivo in un paio di circostanze, blindano il risultato. Oddo con le sostituzioni cambia più volte modulo, toglie due attaccanti e infoltisce difesa e centrocampo per intasare  spazi e linee di passaggio agli avversari. Gli assalti dei liguri sono poco lucidi, ma la loro continuità desta comunque qualche preoccupazione. Solo alla mezz'ora n l'ingresso di Falcinelli riesce a dare in avanti un punto di riferimento capace di far alzare e respirare  la squadra. Il Perugia rimette la testa nella metà campo avversaria e Falzerano spreca una ripartenza in superiorità numerica che avrebbe chiuso anticipatamente il match. Il finale è così relativamente più tranquillo e la vittoria arriva senza ulteriori  patemi. Tre punti fondamentali, da confermare contro il Trapani di Castori, cliente scomodo perché tornato in corsa per la salvezza. Perché vincere coi siciliani significherebbe salvezza matematica, senza dover soffrire l'ultima a Venezia. Un'occasione da non perdere. I cali di concentrazione, stavolta, non sono ammessi, perché non ci sono prove di appello.

Daniele Orlandi - Agenzia Stampa Italia

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