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Calcio Serie B

Serie B. Trapani-Perugia 2-2. Perugia natalizio: approccio molle e deconcentrato, ingenuità, errori e regali.

Di Redazione ASI 26 Dicembre 2019 – 17:58 4 min di lettura

7OZ 4795tifosiASI(ASI) Trapani. Il Perugia non prende sottogamba il Natale.  Rigorosamente  intonata al clima delle feste, la squadra di Oddo abbassa a zero il livello di  aggressività, spegne la tensione agonistica, si rilassa fino a perdere la concentrazione  e con generosa ingenuità infarcisce di regali ed errori la partita in terra siciliana.

In aggiunta, perde Di Chiara per infortunio (da valutare la gravità) e Gyomber per un’espulsione assurda, decretata mentre Falcinelli stava battendo il rigore del 2-2 per la seconda volta. Il Trapani, invece, non si adegua al “volemose bene” e sta in campo come tutte le squadre di Castori: non fa giocare l’avversario, bloccandone i punti di riferimento (oggi Carraro e Iemmello) sta compatta e arretrata per ripartire veloce, lotta su ogni palla, chiude ogni varco, intasa tutte le linee di passaggio e, data la modestia tecnica dei suoi interpreti,  attacca solo buttando avanti palle alte e lunghe. Quanto basta però a mettere in crisi i tremebondi e spaesati giocatori perugini che, per tutto il primo tempo, sbagliano totalmente l’approccio, brancolano nel buio, perdono tutti i contrasti, non arrivano mai primi sulle palle vaganti, altra specialità dei padroni di casa. Che, infatti, dopo venti minuti di niente, sbloccano proprio su un’azione nata da un rinvio della difesa perugina intercettato dai trapanesi, alimentata da Tougourdeau e conclusa da Luperini con un doppio tiro: ribattuto il primo, infilato all’angolo sinistro di Vicario il secondo. Il Perugia, nonostante la sberla, non si sveglia. Continua a non capire che contro la guerriglia organizzata di Castori servirebbero uno spirito di lotta maggiore e soluzioni tattiche diverse, per esempio  anche con lanci lunghi e giro palla più veloce per trovare qualche pertugio al centro. Il Trapani in campo fa  esattamente quello che ci si aspettava e per questo ancor di più il Perugia deve assumersi la responsabilità di non aver saputo leggere la partita e cambiare atteggiamento. Insomma, i soliti limiti, ma in questo caso lunghe nuove non sono affatto buone nuove, perché una squadra che vuol legittimare obiettivi ambiziosi non può regalare un tempo intero, prendere sistematicamente gol evitabili; non capire mai cosa fare nelle diverse fasi della partita; commettere ingenuità di ogni genere e subire espulsioni da “oggi le comiche” che compromettono le partite. E questo giudizio di fondo rimane anche a fine partita, semmai solo leggermente attenuato dall’andamento del secondo tempo, nel quale il Perugia, grazie alla maggior qualità messa in campo con le sostituzioni e al calo fisico dei trapanesi, qualcosa di più l’ha fatto, pur senza profittare della superiorità numerica per l’espulsione di Strandberg in occasione del primo rigore. Ristabilito il pareggio e con mezz’ora davanti da giocare, i grifoni han pensato bene di complicarsi ancora la vita. Stavolta si è vestito da Babbo Natale l’ultimo che ti potresti aspettare, Vicario, che ha smanacciato, anziché comodamente fermare, una palla toccata di testa da Grillo e l’ha consegnata a Pettinari per un facile appoggio in rete. E dopo il 2-1, non si assiste a nessuna sostanziale reazione dei grifoni, anche se le sostituzioni disegnano un Grifo a trazione anteriore. Con l’ingresso di Falcinelli (12′) al posto di Carraro è 4/2/3/1: Nicolussi Caviglia e Falzerano in mediana, Falcinelli con Capone e  Buonaiuto a supporto di Iemmello in  avanti. Poi, quando poco dopo la mezz’ora  Balic rileva Mazzocchi, Oddo mette la difesa a tre, Balic in regia con ai fianchi Nicolussi e Falzerano e conferma i quattro davanti. Guadagna metri il Perugia, manovra con maggior continuità, ma ci vuole un altro rigore, apparso invero generoso, per un fallo di mani di Fornasier, per riemettere in carreggiata il risultato. Con generosità, Iemmello lascia la battuta a Falcinelli, che segna. Ma l’arbitro Marini fa ribattere perché qualcuno è entrato in area troppo presto. Gyomber pensa bene di metterci un altro tocco naïf intonato alle festività  e da metà campo dice qualcosa all’arbitro che sarà anche Natale ma non ne vuol sentire troppe e gli sventola il rosso sotto il naso. Un’espulsione da record che macchia una partita fino ad allora ben giocata dal centrale slovacco, che aveva retto dietro nonostante le tante mancanze del suo collega di reparto Sgarbi, spesso superato dagli avversari, impreciso al limite dello scriteriato  in fase di appoggio. Alla fine il Perugia non perde, e questa è l’unica nota positiva della giornata. Ma neppure vince, come avrebbe potuto e dovuto contro una squadra che, nonostante le iniezioni di concretezza di Castori, era e resta  in difficoltà, ha la difesa peggiore del campionato e in casa aveva fatto pochissimi punti. E, se non si sa approfittare di  queste occasioni, forse non si è ancora pronti per grandi traguardi. Forse.

Daniele Orlandi-Agenzia Stampa Italia

Nota della Redazione

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