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Calcio Serie B

Serie B. Crotone-Perugia 2-3. Perugia cinico e battagliero: vittoria da grande.

Di Redazione ASI 2 Novembre 2019 – 17:55 3 min di lettura

SET 3880esutanzalTG(ASI) Crotone. Se sarà una svolta si vedrà. Ma il Perugia che vince a Crotone lottando con intensità, spirito e orgoglio contro tutto e contro una delle squadre migliori della B, lancia un bel segnale di discontinuità nelle sue prestazioni fuori casa e fa un bel passo avanti nella costruzione della propria autostima. Vittoria di sciabola e di cinismo, ma anche di qualità contro un Crotone che ha tenuto il pallino per tutta la partita, schiacciando i grifoni con il suo gioco intenso.

Bravi i grifoni a fare di necessità virtù, sfruttando gli spazi che i calabresi lasciavano dietro con verticalizzazioni rapidissime. Sono arrivati così tutti e tre i gol biancorossi e questo non è un caso, ma il segno che la squadra ha saputo fare quello che Oddo aveva preparato. Una partita di lotta e sofferenza, tesa a limitare le fonti del gioco crotonese, a cominciare da Barberis. Pregio dei grifoni è stato quello di restare con i reparti vicini, ciò che ha limitato la pericolosità degli avanti crotonesi. La squadra di Oddo ha alternato fasi di linea difensiva alta con altre di difesa bassa, nelle quali ha attirato il Crotone nella trappola delle ripartenze. Così, il 3/5/2 iniziale, con Nicolussi Caviglia che fino al vantaggio ha fatto il trequartista, ha funzionato più spesso come 5/3/2. In avanti, dopo il forfait dell’ultimo minuto di Falcinelli (disturbo influenzale) Buonaiuto ha affiancato Iemmello. Dietro, Rosi, Falasco e Gyomber (ottima la sua prova) hanno retto con bravura, coraggio e tempismo l’urto degli assalti degli uomini di Stroppa. In mezzo ha fatto il suo Carraro, ottimo Nicolussi Caviglia (decisivo il suo affondo sul gol di Iemmello) a volte un po’ ancora troppo compassato Balic, che comunque ha dato il suo apporto alla battaglia. Sugli esterni, Di Chiara e Mazzocchi hanno dovuto difendere più che impostare, non sempre riuscendo a chiudere bene i varchi. Alla fine, comunque, il Crotone ha giocato tantissimi palloni fino alla tre quarti, ma è stato spesso indotto a sbagliare l’ultimo passaggio verso le temibili punte Simi e Messias. In avanti, ottimo Buonaiuto, chiamato in campo all’ultimo momento, bravo anche in fase difensiva su Barberis, ma sfortunato a incorrere in un infortunio muscolare dopo neppure quaranta minuti. Iemmello si è visto quanto è bastato a segnare un ulteriore gol che ha indirizzato la partita, e questo fa la grandezza del suo inizio campionato. Su tutti però va citato Vicario che nei momenti decisivi ha retto: sull’ 1-0 ha replicato con un paratone a Simi; poi all’ultimo secondo del match si è opposto al colpo di testa di Golemic, mettendo il sigillo sulla vittoria. Anche i cambi hanno dato il loro contributo decisivo, e questo è un titolo d merito per Oddo e la sua capacità di analisi del match . Melchiorri, entrato al 38’ al posto di Buonaiuto, si svegliato dal torpore delle ultime prestazioni e ha siglato con freddezza il gol del 2-0. Ma non solo, perché ha dato tutto il suo contributo di esperienza nella gestione della partita. Falzerano, entrato per Iemmello al quarto d’ora della ripresa, è stato decisivo cinque minuti dopo con la sua visione di gioco sul gol di Di Chiara che sembrava aver chiuso il match. Sembrava, perché se una cosa è mancata nella partita quasi perfetta del Perugia, è stata la gestione di palla poco attenta e smaliziata, troppo frenetica, dopo il 3-1. Su questo Oddo dovrà lavorare ancora, perché è proprio su questi aspetti mentali che il Grifo potrà fare il vero salto di qualità. E così l’ex Mustacchio, che oggi sembrava aver molta voglia di farsi rimpiangere e non si è arreso nemmeno nel recupero e neppure coi crampi, ha potuto riaprire i giochi nel recupero. Ma la vittoria alla fine è arrivata, meritata per lo spirito, il temperamento, il cinismo e la personalità mostrati nel fronteggiare un avversario forte e un ambiente difficile. Anche se il Crotone ha fatto di più in fase di palleggio, anche se il Perugia a tratti ha concesso troppo sulle fasce, la partita ha insegnato che il Perugia, se sa soffrire e ci mette cuore caldo e mente fredda, può far emergere le sue qualità tecniche, certamente all’altezza di quelle delle squadre migliori della categoria.

Daniele Orlandi – Agenzia Stampa Italia

Nota della Redazione

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