(ASI) Perugia. Una vittoria meritata, anche se sofferta. Che ha fatto arrabbiare Oddo per le tante occasioni sprecate nella ripresa e per la pessima gestione della palla dopo il vantaggio. Errori e atteggiamento,  secondo il tecnico, sintomi di una personalità ancora carente, vero discrimine tra una buona ed una grande squadra. Vera o recitativamente caricata  che fosse, la sfuriata del mister nel dopo gara contiene elementi di verità.

Perché il Perugia, come previsto, si è trovato ad affrontare una squadra tosta, fisicamente ben messa, agonisticamente mai doma. E ha dovuto adeguarsi, nel primo tempo, cercando molto giro palla, spesso però lento e lezioso. Ma, dopo averla scampata grossa su due occasioni costruite dai pisani (Vicario sugli scudi) al primo tentativo serio, alla prima azione costruita con lucidità sull’asse Iemmello-Di Chiara-Iemmello, il Grifo ha sbloccato con un’incornata dell’attaccante su cross pennellato del difensore. Era il 34’ e, da lì, è iniziata un’altra partita, che avrebbe potuto concludersi molte volte in anticipo, già  nel primo tempo, quando ancora una triangolazione tra Iemmello e Di Chiara ha portato al tiro il centravanti, che ha colpito il palo.  Invece, il risultato è stato in bilico fino al 96’, con  Oddo e D’Angelo a giocare il loro derby pescarese rincorrendosi con continui cambi di modulo. Il Grifo ha controllato sempre bene con la difesa (Gyomber su tutti) tanto che il Pisa ha avuto solo un’occasione, peraltro clamorosa, su imbucata per Marconi che l’ha sparata alle stelle solo davanti a Vicario.  Ma è mancata, in maniera non tanto  scusabile, la capacità di far tesoro delle tante situazioni avute nelle ripartenze con lucidità, astuzia e mente fredda. In quattro, cinque, forse più occasioni, i grifoni si son trovati a poter dare il colpo di grazia ai toscani. Ma la frenesia, la smania di voler sempre rifinire  le azioni anziché tentare la conclusione decisa in porta, hanno portato i grifoni a vanificare tutto. E, quindi, a dover stringere i denti e incrociare le dita sulle tante palle buttate in avanti dagli ospiti, alla ricerca della spiazzata giusta o della palla sporca da buttar dentro. Le soluzioni cercate sono state spesso le meno efficaci, tra quelle possibili. Sia nelle conclusioni, sia nella costruzione, dove spesso i grifoni hanno cercato la verticalizzazione troppo presto, anziché  allargare il gioco, tener palla e spezzare il ritmo dei toscani. Cose importanti -e qui ha ragione Oddo- nella prospettiva delle ambizioni elevate del Perugia. Cose da curare, migliorare e risolvere prima possibile. Comunque, alla fine il Perugia stasera ha vinto con merito, contro una squadra difficile, e per una notte è primo in classifica. La notte è fatta anche per sognare. Poi tornerà  il giorno con i suoi problemi da risolvere. Ma intanto, anche con vittorie così si può sognare.

Daniele Orlandi – Agenzia Stampa Italia

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