(ASI) Italia Patria e culla del diritto. Gli studenti di giurisprudenza avranno sentito chissà quante volte questo refrain, che si fonda sull’imputazione al nostro Paese l’eredità culturale del diritto romano.

Ed è anche vero che questo è anche il Paese di Cesare Beccaria e del suo “Dei delitti e delle Pene”, manifesto dell’illuminismo italiano e testo ispiratore di molte carte costituzionali nel senso del garantismo. Tuttavia -e ci si perdoni il paragone tra le alte vette testé citate e le collinette di cui adesso diremo- questo è, da ieri, anche il Paese in cui le certezze che la giustizia dovrebbe garantire, sono state per l’ennesima volta stravolte dalla giustizia (quella sportiva). Talché, una squadra che era retrocessa in serie C è stata riportata in B (Palermo); una che già stava praticamente in vacanza, è stata richiamata a giocarsi niente di meno che lo spareggio salvezza (il Venezia di Serse Cosmi); una che ancora si allenava sperando di non dover giocare lo spareggio, ma se avesse dovuto farlo avrebbe avuto almeno il vantaggio della miglior classifica, si troverà invece a doverlo giocare e, per giunta, ad avere lo svantaggio del peggior piazzamento (Salernitana). Ma il destino più beffardo è toccato al Foggia. I pugliesi, infatti, già retrocessi tre volte nel corso delle precedenti tre settimane, sono stati impietosamente fatti retrocedere per la quarta. I satanelli erano scesi di categoria sul campo l’11 maggio, al termine della stagione regolare. Poi, due giorni dopo, quando il Direttivo della Lega di serie B aveva preso atto della retrocessione del Palermo, anziché riammettere il Foggia al play out contro la Salernitana, aveva cancellato lo spareggio e ricacciato in serie C i pugliesi. Passano quattro giorni e il Foggia, che in precedenza aveva fatto ricorso per la restituzione di uno o due punti della penalizzazione patita durante il campionato, si vede respinta l’istanza e, con essa, al possibilità di riguadagnare una posizione in classifica atta ad evitare la retrocessione diretta. Infine, nei giorni scorsi per la società foggiana si era riaperto uno spiraglio, anzi due, di speranza. Prima un decreto monocratico in sede cautelare del Tar del Lazio, poi un parere del Collegio di Garanzia del Coni, avevano riconosciuto ai foggiani il diritto almeno di disputare il play out. Ciò sul presupposto che lo scorrimento della classifica dovuto alla retrocessione del Palermo all’ultimo posto, come era valso al Perugia il diritto di rientrare nei play off, così doveva valere al Foggia la possibilità di essere riammesso allo spareggio. Ma niente di tutto questo. La sentenza di ieri della Commissione Federale d’Appello della FIGC, ha spazzato anche questa prospettiva, riportando il Palermo nella classifica utile della serie B appena finita e ricacciando il Foggia al terz’ultimo posto, che vuol dire diretta retrocessione. Come detto, la quarta in tre settimane, che è un record anche in questo Paese ormai – grazie alla mediocrità della sua classe dirigente tutta- capace di tutto ma buono a nulla. Un Paese che è culla del diritto, ma va sempre più somigliando alla tomba dei diritti.

Daniele Orlandi – Agenzia Stampa Italia

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