(ASI) Verona  –Anglicismi a parte, il match del venerdì tra Hellas Verona e Palermo poteva trasformarsi davvero in “nero”, collateralmente ad un significato semantico preciso e immediato.

I  rosanero si svegliano tardi, nel nocciolo di una stadio come il Bentegodi, che somiglia tanto o quasi al Barbera in termini di media spettatori - circa 400 o più biglietti staccati dai fedelissimi – e pareggiano una partita non facile, più per le precarie condizioni climatiche che per le performances avversarie. Il Verona arrivato all’ultima spiaggia e con un sesto posto da “difendere” era chiamato a dare delle risposte a tifosi e detrattori.

Il goal del solito Di Carmine nei primi trenta minuti sovverte le logiche della fisica: il Palermo infatti era riuscito ad imporre un proprio gioco, dolci prestazioni, ridondanti, specie lontano dalle cinte murarie della città siciliana.

In una serata in cui sembra riuscire tutti ai veneti, bisogna così aspettare l’inizio della seconda frazione di gioco per intendere la gagliardia della formazione di Stellone con Slobodan Rajkovic: lo sloveno salta più alto di tutti e insacca in rete, di testa, su palla inattiva.

Arrivata la parità, i rosanero, tentano più volte di conferire una certa regolarità ad una forma  di gioco indefinita e inespressa in campo e appaiono così rivitalizzati, soprattutto con il brio Puscas, entrato negli ultimi venti minuti al posto di Nestorovski.

Dopo qualche minuto, la solita intraprendenza del tecnico ex Frosinone porta ad un altro ingresso, quello di Carlos Embalo. Ancora un attaccante nello zibaldone fuori dagli schemi irrazionali; la tracotanza di Stellone fa sì che si spalleggiano tre attaccanti, compreso il gigante numero 9 Stefano Moreo. Quest’ultimo tiene in apprensione, fino alla fine, la difesa gialloblù, e Puscas riesce a rendersi pericoloso anche se in poche occasioni visto il tempo ristretto e dunque l’impossibilità di costruire delle azioni efficaci, con la sua preponderante fisicità in area.
Finisce in parità la tredicesima giornata per i siciliani, rei forse di aver contato tardi sull’ex Novara.

Tabellino

Hellas Verona-Palermo 1-1 (1-0)
                                                                                                                                                                                                                                                                            Hellas Verona (4-3-3): Silvestri; Crescenzi, Caracciolo, Marrone, Empereur; Zaccagni (74' Laribi), Dawidowicz, Gustafson; Matos (71' Ragusa), Di Carmine, Lee (85' Pazzini). A disp.: Ferrari, Chiesa, Almici, Calvano, Balkovec, Danzi, Henderson, Cissè, Tupta. All. Grosso.

Palermo (4-3-1-2):  Brignoli; Rispoli (61' Salvi), Bellusci, Rajkovic, Aleesami; Falletti, Jajalo, Haas, Trajkovski (87' Embalo); Nestorovski, Moreo (78' Puscas). A disp.: Avogadri, Pomini, Accardi, Mazzotta, Pirrello, Szyminski, Chochev, Fiordilino, Murawski. All. Stellone.

Arbitro:  Di Paolo di Avezzano (Lanotte-Capaldo). IV Uomo: Dionisi di L'Aquila.
Marcatori: 31' Di Carmine (V), 67' Rajkovic (P)
Ammoniti: 9' Bellusci (P), 59' Lee (V)

 

Elisa Lo Piccolo – Agenzia Stampa Italia

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