(ASI) Il Frosinone è tornato nel calcio che conta dopo solo due stagioni. Eccoci...è serie A. È tutto vero, il sogno si realizza di nuovo. I leoni sono in serie A, la Ciociaria intera lo è. Il pubblico stupendo è in serie A ed è da serie che conta. Sono bastati pochi minuti per capire che il Leone ferito avrebbe messo il cuore, la grinta per tornare nell'olimpo del calcio.

Contro undici leoni nemmeno il Palermo, squadra di rango che con la cadetteria non ha nulla a che fare, poteva imporsi in modo incisivo. Anche nella finale si è dovuto ospitare fino alla fine, come è stato. Nel campo è andata in scena una vera battaglia sportiva senza esclusioni di colpi, di falli più o meno gratuiti. Al fischio del signor La Penna, per la cronaca scarso e in bambola per tutta la gara con decisioni molto discutibili, i 22 in campo mostrano il loro lato "feroce". Il direttore di gara dispensa cartellini come caramelle per mettere a freno l'irruenza continua dei giocatori. I siciliani forti del vantaggio della gara del Barbera mostra i muscoli. I canarini conquistano centimetri, mettono attenzione. Il Palermo viene messo nella sua metà campo in varie circostanze. Il primo tempo si diceva è stata una battaglia. Gioco troppo spezzettato dagli attori in campo. Troppa la tensione, alta la posta in palio. Il " Benito Stirpe" per tutta la gara è una bolgia assordante. Si faceva fatica a sentire il fischietto del direttore di gara. Una coreografia continua di bandiere, sciarpe in tutti i settori. La ripresa vede una svolta decisiva e la dea del calcio bacia i gialloblu'. Maiello ha campo davanti da sé, scagliando una sassata tremenda sotto la traversa dove Pomini non può nulla. I padroni di casa vanno in vantaggio 1-0 e lo stadio ribolle di gioia pazzesca. Stellone cambia inserendo Gnahore' per Rispoli. Al 59' entra in scena il signor La Penna. Brighenti ai limiti dell'area di rigore stende Coronado. Il direttore prima concede rigore, poi cambia la decisione con l'aiuto dell'addizionale di porta. Giocatori che vanno a muso duro contro La Penna. Dopo un paio di minuti tutto torna alla calma. Coronado tira la punizione che non sortisce esito. Al 72' uno stanco Gori è costretto a lasciare il campo per una lussazione alla spalla. Le energie mancano nei 22 in campo. Il cronometro cammina ed è amico dei canarini. Quando ai minuti finali tutto nella metà campo dei ciociari, Ciano si invola verso la porta, da un assist al bacio di Kone', tutto solo per timbrare il 2-0 che la vale la serie A. Un sogno meritato conquistato nell'ultima gara contro un avversario blasonato. Noi siAmo ancora quA.
Frosinone (3-5-2): Vigorito, Brighenti, Terranova, Krajnc, Ciofani M, Gori (29' st Chibsah), Maiello (39' st Kone'), Soddimo (42' st Frara), Crivello, Ciano, Dionisi. Allenatore: Moreno Longo.
A disposizione: Bardi, Russo, Besea, Beghetto, Volpe, Citro, Matarese, Sammarco.
Palermo (3-5-2): Pomini, Dawidowicz (8' pt Sziminski), Struna, Rajkovic, Rispoli (57' st Gnahore'), Murawski (77' Trajkovski), Jajalo, Coronado, Aleesami, La Gumina, Nestorovski. Allenatore: Roberto Stellone.
A disposizione: Maniero, Posavec, Accardi, Moreo, Rolando, Balogh, Fiore, Fiordilino, Ingegneri. Arbitro: La Penna di Roma 1. Marcatori: Maiello, Ciano.
Ammoniti: Krajnc, Soddimo, Dionisi, Jajalo, Aleesami, Gori, Nestorovski, Struna, Szyminski.

Davide Caluppi - Agenzia Stampa Italia

 

 

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