(ASI) Minuto 76’, Juve saldamente in vantaggio sull’ 1 a 0, Cristiano Ronaldo ha uno scontro con Luis Alberto con una botta alla caviglia. Pirlo, per paura, lo sostituisce tra l’incredulità del portoghese per Dybala e toglie pure Kulusesky per McKennie.

Da quel momento in poi la Juve cala, dopo aver costruito una buona partita, essendosi portata in vantaggio al 15’ con Cristiano Ronaldo servito benissimo da Cuadrado e aver sprecato molto con un incrocio di Ronaldo nel primo tempo e una bella punizione sul finire della prima frazione dove si è superato Rejna. Il secondo tempo Rabiot e Bentancur hanno gestito bene il centrocampo, la Lazio non riusciva mai a incidere fino alla sostituzione dei due attaccanti bianconeri, che hanno fatto perdere di slancio e hanno abbassato il baricentro della squadra. La Juve nelle ripartenze era stata micidiale e il 2 a 0 era nell’aria. Poi al ’90 cambio inspiegabile, esce Morata che aveva disputato una grande partita di sacrificio, che faceva ripartire la squadra e dentro il solito inconsistente Bernardeschi. La Juve si abbassa pericolosamente e da una palla persa malamente da Dybala al 94’, parte l’azione che spinge Correa a far fuori Bentancur, Rabiot e a servire Caicedo che nell’extratime (causato da una sceneggiata della Joya) abilmente realizza un insperato pareggio. Mazzata per la Juve, pronta a dare un segnale di sicurezza e controtendenza e a buttare via una partita già vinta.

Inzaghi meritevole di averci creduto, Pirlo colpevole di aver sbagliato tutti i cambi e aver permesso un pareggio a dir poco assurdo. Ancora una volta la Lazio può condizionare malamente il continuo della stagione, dopo che quasi un anno fa gli uomini di Sarri persero in maniera rovinosa dopo essere passati in vantaggio all’Olimpico. Questa Lazio aveva molte pesanti assenze causa Covid come Immobile, Lucas Leiva e Strakosha, con un Luis Alberto appena rientrato dalla quarantena, ma tanto ciò non è bastato alla Juve per vincere. Dopo Roma, Crotone e il Verona un altro pareggio, altri due punti persi, stavolta non per una brutta prestazione, ma per un’ingenuità. 8 punti iniziano a essere tanti, la vetta si allontana e questa Pirlolandia si presenta come una Juve nuova da zero tituli. Pirlo dice che ci vuole tempo, si ritiene soddisfatto per il risultato, ma alla Juve l’unica cosa che conta è vincere e la pazienza è già finita per i tifosi...

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