(ASI) Guardando la foto di Andrea Pirlo, riportata in queste ore da tutti i giornali, ricorda Giuseppe Verdi delle banconote di mille lire di una volta. Naturalmente, i due personaggi, non hanno nulla in comune se non l’aspetto severo, austero e rassicurante.

Come si sa, Andrea Agnelli, presidente della Juventus, ha affidato ad Andrea Pirlo il compito di riscrivere sul pentagramma bianconero la nuova storia della Juventus dopo l’insoddisfacente stagione di Maurizio Sarri, esonerato con ancora due anni di contratto. L’ex tecnico della Juventus l’ho conosciuto a Perugia, dove ha fatto l’allenatore dei grifoni per 145 giorni, dal 23 settembre 2008 fino al 15 febbraio 2009, quando è stato esonerato. Ha dimostrato di essere una persona molto seria, appassionata del suo lavoro, anche bravo ma con un limite: ossessionato, e vittima, delle sue fissazioni. A Perugia, ricordo tra l’altro, vestiva sempre di nero, appunto una fissazione, banale se si vuole, ma comunque una fissazione. Un’altra cosa che ricordo dei tempi perugini, fu l’dea, anche questa come una fissazione, di trasformare un calciatore, Aniello Cutolo, da sempre attaccante, in centrocampista. L’operazione non riuscì perché il giocatore non aveva le attitudini richieste per quel ruolo e anche perché, nel frattempo, Sarri fu esonerato. Un episodio, forse banale anche questo, ma la dimostrazione di un limite per un tecnico. Che, al contrario, deve essere aperto, e misurare giorno dopo giorno le proprie convinzioni che devono però avere riscontri concreti sul campo e nelle partite e, se necessario, cambiarle, senza traumi e problemi. E, soprattutto, cosa che non è affatto un dettaglio, condividerle con i diretti interessati, vale a dire i giocatori.  Lui fa fatica a tornare sulle sue idee. Con Cutolo si può anche tentare di fare, con i giocatori della Juventus è molto difficile e rischioso. Qualcosa del genere sarà capitato anche a Torino, dove si aspettavano qualcosa di più e di meglio. E il progetto ambizioso di Sarri è subito svanito. Ecco, allora, Pirlo, che da calciatore sapeva disegnare parabole deliziose per i compagni e per i palati sopraffini. Alla Juventus sperano sappia fare altrettanto bene anche in panchina. Ma le riserve non mancano perché i ruoli, calciatore – allenatore, sono completamente diversi e senza alcuna esperienza, nemmeno tra i dilettanti, è ad alto rischio. Anche perché il fallimento in panchina è già successo ad altri famosi campioni. Una curiosità: il vice sarà Roberto Baronio, un altro ex giocatore (nel Perugia 2002-2003) che in campo faceva, o meglio provava a fare, il Pirlo. Due ex talentuosi a dirigere un’orchestra di grosso livello. La sfida affascinante di Andrea Agnelli.     

Fortunato Vinciwww.lidealiberale. com - Agenzia Stampa Italia

 

 

Fonte foto:  https://commons.wikimedia.org/wiki/File:20150616_-_Portugal_-_Italie_-_Gen%C3%A8ve_-_Andrea_Pirlo_(cropped).jpg  autore: Clément Bucco-Lechat / CC BY-SA (https://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0)

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