(ASI) MODENA – E’ una Roma forza 4 quella che si presenta al Braglia, incurante della pioggia e che si porta a casa una vittoria fondamentale nella rincorsa al terzo posto. Non è stato facile aver ragione di un coriaceo Carpi chiuso a doppia mandata dal proprio allenatore Castori, a difesa del proprio fortino.

Nei primi 45’ la Roma impone il proprio gioco ma non riesce fino in fondo a scardinare il muro eretto dai padroni di casa che si affidano alle ripartenze di Mbakogu per cercare i creare problemi al reparto difensivo giallorosso. L’occasione più nitida capita sui piedi di Salah che liberato splendidamente da un assist al bacio di Dzeko, si divora la più facile delle occasioni, timbrando la traversa da zero metri, dopo un palleggio di ginocchio. La novità della serata, sta nel coinvolgimento del bosniaco finalmente al centro del fulcro del gioco giallorosso. Nella ripresa Spalletti inserisce Pjanic, lasciato inizialmente in panchina al posto di El Sharaawy, con Perotti, schierato trequartista nel 4-2-3-1 iniziale, che si allarga sulla fascia. La Roma ha più piglio ed idee più chiare ed a differenza delle altre volte, cresce col passare dei minuti, invece di calare. Il jolly però lo pesca Digne fino al quel momento molto timido e mai pericoloso in avanti. La sua conclusione è un tracciante da 25 metri abbondanti che termina la sua corsa alle spalle di Belec assolutamente impossibilitato ad intervenire. Sembra l’inizio di una cavalcata col Carpi incapace di abbozzare una benché minima reazione, quando Castori pesca dal cilindro l’uomo castiga grandi. Kevin Lasagna dopo Inter e Fiorentina, decide di punire anche la Roma, anche se stavolta, il merito è da dividere a metà tra Mbakogu e Rudiger, che si fa uccellare dall’attaccante avversario in maniera tanto ingenua quanto clamorosa. Il tocco di Lasagna è comodo comodo sulla linea di porta. La Roma dopo un piccolo sbandamento, però, riprende a macinare gioco e riesce a ritrovare il vantaggio, grazie al suo uomo più discusso ed aspettato: Salah se ne va a destra e serve un cioccolatino sulla linea di porta dove Edin Dzeko si getta di gran carriera per realizzare un gol che mancava da ben 704’. 1-2 Roma e Carpi superato, tanto che un solo minuto dopo, ancora Dzeko mette Nainggolan solo davanti a Belec, con quest’ultimo che respinge proprio sui piedi di Salah che insacca. E’ l’apoteosi per i tantissimi tifosi giallorossi giunti in Emilia nonostante il maltempo. Ed ora dopo mesi, la squadra giallorossa si ritrova al terzo posto scavalcando in un sol colpo, Fiorentina ed Inter, che saranno protagoniste del posticipo di domenica sera al Franchi.

CARPI-ROMA 1-3 (0-0)

Carpi (3-5-2): Belec; Suagher (41' st Verdi), Romagnoli, Gagliolo; Sabelli, Crimi, Cofie, Lollo, Letizia; Mancosu (9' st Lasagna), Mbakogu (34' st Di Gaudio). A disp.: Colombi, Zaccardo, Daprelà, Porcari, Gnahoré. All.: Castori
Roma (4-2-3-1): Szczesny; Florenzi, Manolas, Rüdiger, Digne; Vainqueur, Nainggolan; Salah (45'+2' st. Palmieri), Perotti, El Shaarawy (1' st Pjanic); Dzeko. A disp.: De Sanctis, Zukanovic, Castan, Maicon, Keita, Uçan, Iago Falque, Sadiq. All.: Spalletti
Arbitro: Tagliavento
Marcatori: 11' st Digne (R), 16' st Lasagna (C), 39' st Dzeko (R), 40' st Salah (R)
Ammoniti: Suagher, Mancosu, Gagliolo, Mbakogu (C)

LE PAGELLE

SZCZESNY 6 Mai impegnato veramente, dai fumosi avanti biancorossi. Sul gol non può nulla.
FLORENZI 6 Tanta buona volontà, ma tantissimi errori di precisione. Torna sulla linea dei difensori dopo le prestazioni da centrocampista ed attaccante, delle scorse settimane.
MANOLAS 7 Prestazione di sostanza del greco che prova anche a dare una mano in fase offensiva, visto che il lavoro in fase difensiva non lo preoccupa più di tanto.
RUDIGER 5 L’errore sul gol del pari è di quelli marchiani, che potrebbe compromettere un risultato fondamentale per la squadra in proiezione Champions. Intorno comunque una prestazione non del tutto negativa.
DIGNE 6,5 La sua prestazione non è di quelle da segnare sul calendario col circoletto rosso, ma il gol che spezza l’equilibrio è davvero una chicca, per il coraggio di provarci da quella posizione e per la precisione e la potenza inferte alla sfera.
NAINGGOLAN 6,5 Il solito mastino indomabile dall’inizio alla fine. Partecipa attivamente al gol di Salah che sistema capra e cavoli. Importante per l’economia del gioco di Spalletti.
VAINQUEUR 6 Ordinato, senza fronzoli, svolge il compitino assegnatogli da Spalletti, con diligenza ed abnegazione, senza errori e sbavature.
EL SHARAAWY 5,5 Meno efficace del solito anche perché il Carpi sta tutto rintanato nella propria trequarti con fasce bloccate e ben chiuse. Viene picchiato selvaggiamente dai difensori avversari e Spalletti decide di preservarlo per la sfida al Real.
Dal 1’st. PJANIC 7 Escluso dagli 11 titolari, entra nella ripresa e decide di incidere. Si prende la squadra in mano finalmente da vero leader, mettendosi al centro della manovra, rischiando anche le giocate difficili e sbagliando ben poco.
PEROTTI 6,5 Retrocede qualche metro rispetto alla posizione occupata in precedenza; anche lui è costretto a faticare per scardinare le serrate maglie degli uomini di Castori. Si conferma un acquisto di qualità anche e soprattutto in chiave tattica.
SALAH 7 Alla fine risulta tra i migliori perché segna un gol, ne sfiora un altro colpendo la traversa, condisce un assist per il gol di Dzeko... Non ha la continuità dei giorni migliori, ma se chiedete a Spalletti o ai tifosi della Roma vi risponderanno: “Ma chi se ne frega...”
Dal 47’st. PALMIERI sv Entra per far passerella con Salah acciaccato.
DZEKO 7 Oltre settecento minuti per ritrovare un gol fondamentale per la sua stagione, ma anche per quella della Roma. Viene costantemente cercato dai propri compagni ed all’inizio fa un po’ fatica a carburare, anche per le non perfette condizioni fisiche. Nel primo tempo, comunque confeziona l’assist per Salah che colpisce la traversa e nella ripresa sale di tono, segnando e partecipando attivamente all’azione del terzo gol. Bentornato.
SPALLETTI 8 E’ il vero leader di una Roma che con lui ha ritrovato fiducia, risultati, bel gioco e brillantezza atletica. Ed è qui solo da un mesetto circa. Chissà cosa sarebbe successo se fosse arrivato prima, quando le distanze con Napoli e Juventus non erano ancora abissali.

Fabio Marracci – Agenzia Stampa Italia

 

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