Napoli, la crisi è aperta. La seconda sconfitta consecutiva in campionato accende le polemiche. L’ampio turnover di Benitez non dà i frutti sperati.

(ASI) Zero gol nelle ultime due gare di campionato. Questo lo score del Napoli che deve far riflettere Benitez nella gestione di questo difficile momento dei partenopei.

Gli azzurri anche ad Udine fanno tanto possesso ma non riescono ad essere pericolosi nell’aerea friulana, fatte salve due occasioni capitate sui piedi di Gargano nel primo tempo e Callejon nella seconda frazione di gioco. Per il resto un Napoli operaio che vede la presenza contemporanea in campo di due mastini come Lopez e Gargano che riescono a fornire la giusta copertura in fase di ripiegamento ma non garantiscono il giusto apporto quando si tratta di costruire e verticalizzare l’azione.

Benitez, a sorpresa, tiene fuori Inler, Hamsik, Callejon e l’eroe di coppa Mertens e cambia modulo, passando al 4-4-2 e gettando nella mischia Britos, Michu e David Lopez, con lo spostamento di Zuniga sulla fascia destra di centrocampo.

Il risultato è un Napoli arcigno che concede pochissimo all’ Udinese ma che crea poco in fase offensiva.

La squadra di Stramaccioni riesce a portare a casa i tre punti grazie al solito errore difensivo della retroguardia azzurra che ancora una volta subisce sugli sviluppi di un calcio piazzato. Il belga Koulibaly, con un retropassaggio più o meno volontario, serve di testa sulla sinistra l’accorrente Danilo che trafigge Rafael in caduta con un diagonale al volo preciso e potente.

Dopo il gol subito, la reazione del Napoli è ancora una volta sterile e confusa e non produce nessuno effetto se non quello di recriminare per una partita persa immeritatamente e con un’ involuzione difficile da spiegare per tecnico e tifosi.

Dopo i 104 gol della passata stagione, sembrava che la competitività della squadra dovesse passare per un miglioramento della fase difensiva, che in parte c’è stata, ma che di contro ha visto un’involuzione della fase offensiva.

Sintomatico è che il capocannoniere della passata stagione, Gonzalo Higuain, è ancora a secco in campionato dopo 3 gare.

La sconfitta di Udine, la seconda consecutiva in campionato, sembra aprire definitivamente la crisi in casa Napoli dopo che già l’eliminazione in Champions era stata una mazzata incredibile per tutto l’ambiente.

Ora anche il campionato sembra essere diventato un cammino in salita e sarà difficile stare dietro alle corazzate Roma e Juventus che non perdono un colpo e sembrano addirittura migliorate rispetto all’anno scorso. Soprattutto la Roma, per cui rispetto all’anno scorso c’è la fatica in più della Champions, non sembra soffrire troppo il doppio impegno e anche in Europa la squadra di Garcia ha cominciato in maniera imperiosa.

La fortuna è che siamo ancora ad inizio stagione e tutto è recuperabile. Certo è che 2 sconfitte, quando siamo solo alla terza giornata di campionato, non lascia molte speranze per competere per il titolo, obiettivo che, a detta anche del Presidente, avrebbe dovuto essere alla portata della squadra di Benitez.

Ed ecco che, quello che doveva essere l’anno della consacrazione, potrebbe diventare l’annp del fallimento e del ridimensionamento di un progetto che, a conti fatti, la società non ha saputo avviare con la giusta veemenza e lungimiranza.

Tabellino:

Napoli (4-4-2): Rafael 6; Maggio 5,5; Albiol 6; Koulibaly 5,5; Britos 6; Lopez 6; Gargano 6; Insigne 5,5 (75’ De Guzman 5,5); Michu 5 (72’ Mertens) 5,5; Zuniga 5,5 (64’ Callejon 5,5); Higuain 5. All. Rafael Benitez 5

 

Udinese (4-3-2-1): Karnezis; Widmer; Danilo; Heurtaux; Piris; Allan; Badu; Guilherme; Kone; Bruno Fernándes (70’ Thereau); Di Natale (82’ Muriel). All. Andrea Stramaccioni.

Arbitro: Tagliavento

Assistenti di Linea: Nicoletti; Schenone

Marcatori: 71’  Danilo (U)

Ammoniti: 49’ Fernandes (U); 53’ Lopez (N); 84’ Albiol (N); 90’ Callejon (N)

Espulsi: nessuno

Recupero: 0 p.t.; 3’ s.t.

Spettatori: 8.000 circa

SALA STAMPA

 

Il Napoli sceglie il silenzio stampa per gestire questo difficile momento.

A metterci la faccia, come al solito, è Rafa Benitez che difende le proprie scelte tecniche e rilancia il tema della crescita collettiva del gruppo:

Questa partita la si può vincere con qualità, ma è andata così. La squadra c’è, abbiamo creato occasioni da reti. Così come con il Chievo: oggi anche non ho visto nessun attacco dell’Udinese. La fase difensiva era tutto sotto controllo. Partita controllata al 100%. I cambi? Sono semplici. Inler aveva la febbre. Gli altri avevano giocato giovedì, altri ancora non avevano le gambe per disputare questa partita. Ripeto, la squadra ha avuto il controllo della partita per tutta la durata. La verità è che abbiamo perso una partita che non dovevamo perdere. Dobbiamo andare avanti con questa idea. La rosa è equilibrio: bisogna migliorare. Questa è una squadra che deve vincere con il Chievo e con l’Udinese. Bisogna creare di più e così anche Higuain giocherà meglio. Con la qualità possiamo migliorare. Per fortuna abbiamo già la partita mercoledì e possiamo già vincere. Dobbiamo sfruttare la cattiveria in attacco che abbiamo dimostrato l’anno scorso. Gonzalo è dispiaciuto come tutti. Rifarei tutte le scelte perche ho valutato lo stato fisico, mentale, per settanta minuti dovevamo controllare e poi chiuderla, sono d’accordo che abbiamo creato poco ma non dovevamo perderla. Lopez ha dimostrato di darci una mano in difesa, sa fare entrambe le fasi, ha bisogno di qualità vicino a lui”

Fernando Cerrato – Agenzia Stampa Italia

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