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(ASI) Juventus-Catania: La capolista era chiamata al test casalingo contro il Catania di Maran, rivelazione del campionato e con ambizioni europee .Antonio Conte schiera Giovinco al fianco di Vucinic e Paul Pogba a sostituire lo squalificato Vidal a centrocampo. Gli Etnei rispondono con 2 “finti” attaccanti come Gomez e Castro supportati da una folta mediana. I bianconeri partono forte sfiorando la rete con Vucinic, che al quarto d’ora coglie l’interno del palo con un destro rasoterra. I padroni di casa continuano a cercare la rete del vantaggio per tutto il primo tempo, ma la retroguardia ospite è concentrata e tiene botta fino all’intervallo. Nella ripresa il copione non cambia, Juve che attacca e Catania che si difende bene concedendo poco alle offensive bianconere. Al 66’ Conte inserisce Matri per Giovinco, qualche minuto dopo i padroni di casa vanno vicinissimi alla rete con Marchisio, che si avventa su una respinta corta di Andujar, ma dall’altezza del dischetto spedisce incredibilmente a lato. Nonostante il dominio territoriale e un Pogba in grande forma la Juventus non riesce a sbloccare il match, per provare a farlo il tecnico bianconero inserisce Giaccherini e Quagliarella per Asamoah e Vucinic. La mossa si rivelerà azzeccata perché al secondo minuto di recupero proprio Giaccherini, abile a risolvere una mischia nell’ area ospite, sigla la rete del definitivo 1-0, che permette alla capolista di portarsi a +9 dal Napoli (con lo scontro diretto a favore).

Chievo-Napoli: Il Napoli era di scena al “Bentegodi” di Verona, contro un Chievo in crisi (un solo punto nelle ultime 5), ma bestia nera dei partenopei nelle ultime 2 stagioni. La formazione di Mazzarri era però costretta a vincere per alimentare le proprie speranze di titolo. Il tecnico toscano preferisce Insigne a Pandev nel ruolo di spalla di Cavani, con Hamsik a supporto e Zuniga e Maggio sulle ali. Sono però i padroni di casa a partire meglio, gli uomini di Corini si portano addirittura in vantaggio al 12° con un missile da 30 metri di Dramè, che si infila alla sinistra di un incolpevole De Sanctis. Gli ospiti provano a reagire, ma le trame del Napoli sono confuse e spesso frutto di iniziative dei singoli, più che dell’organizzazione di gioco, il Chievo invece si difende bene non concedendo sbocchi offensivi agli avversari. In chiusura di tempo i gialloblù trovano addirittura il raddoppio, con Thearau che aggancia un pallone in area e da posizione piuttosto defilata incrocia di destro, battendo per la seconda volta un De Sanctis non esente da colpe; si va a riposo sul 2-0. Nella ripresa Mazzarri inserisce prima Dzemaili per Gamberini, poi Armero al posto di un deludente Inler, al fine di alzare il baricentro della squadra e velocizzare la manovra. Al 58° il Napoli ha l’occasione di riaprire il match; Cavani viene abbattuto in area e si guadagna un calcio d rigore, dal dischetto va proprio il matador che però si fa ipnotizzare da Puggioni (che para alla sua destra). Al 63° entra anche Pandev al posto di Zuniga, ma la sostanza non cambia, il Napoli non riesce a trovare sbocchi offensivi neanche nell’ultima mezz’ora, grazie anche all’ottima organizzazione difensiva degli uomini di Corini. Finisce 2-0, vittoria fondamentale per il Chievo che si mantiene a +8 dal terzultimo posto; i partenopei invece, si allontanano ancora d più dalla vetta e dal sogno scudetto, prolungando un’astinenza di vittorie che va avanti da 5 partite.

Genoa-Milan: Nell’anticipo del venerdì sera il Milan, intenzionato a proseguire la striscia di risultati utili (e mantenere il 3° posto) affrontava un Genoa che dall’ avvento di Ballardini in panchina ha ritrovato equilibrio e risultati. Allegri date anche le numerose assenze fa poco turnover, schierando il tridente El Sharaawi-Pazzini-Niang, con Boateng mezz’ala, i padroni di casa rispondono con Borriello unica punta con Bertolacci a supporto. Nei primi 20 minuti le 2 squadre si studiano, concedendo poco allo spettacolo. Al 22° però Pazzini, reduce da uno scontro con Portanova e ancora zoppicante, scarica sotto la traversa un passaggio da destra, portando in vantaggio il Milan. 3 minuti dopo lo stesso Pazzini esce, lasciando il osto a Mario Balotelli. Nella ripresa la partita si mantiene su ritmi abbastanza bassi, coi rossoneri che gestiscono il possesso palla e sfruttano le ripartenze. Al 60°  arriva il raddoppio ospite, sugli sviluppi di una mischia Zapata serve un filtrante delizioso a Balotelli, che a tu per tu con Frey non sbaglia incrociando col destro. Al 65° dopo un duro contrasto di gioco, Constant reagisce a Bovo, l’arbitro estrae il rosso e manda il terzino rossonero sotto la doccia, con Allegri che inserisce Abate per El Sharaawi al fine di riequilibrare la squadra. Nonostante la superiorità numerica e l’ingresso in campo di Immobile però, il Genoa non riesce a trovare il gol che riaprirebbe il match, il Milan vince 2-0, si porta a +5 sulle quarte e a -2 dal Napoli secondo.

Inter-Bologna: Dopo la figuraccia di giovedì contro il Tottenham l’Inter di Stramaccioni cercava riscatto contro il Bologna nel posticipo del lunedì sera. Il tecnico nerazzurro opta per Palacio unica punta con Guarìn a supporto e Schelotto largo a destra; i felsinei rispondono col consueto 4-2-3-1 con Diamanti, Gabbiadini e Christodoulopoulos dietro a Gilardino. Fin dalle prime battute il Bologna gioca meglio e già al 3° minuto sfiora il gol con Gabbiadini, che dentro l’area di destro mette di poco a lato. I padroni di casa giocano male, Guarìn pare svogliato, Gargano sbaglia tutto in mediana e Palacio non riceve alcun pallone giocabile per tutta la prima frazione di gioco, si va al riposo sullo 0-0. Nella ripresa ci si aspetta un Inter diversa, più propositiva, invece è di nuovo il Bologna a proporsi nella metà campo avversaria e a trovare addirittura il gol del vantaggio al 57°: Perez imbecca Gilardino con un bel lancio a scavalcare la difesa, la punta rossoblù a tu per tu con Carrizo non sbaglia, infilandolo con un tocco di destro al volo. Stramaccioni inserisce Cassano e Kovacic al posto del giovane Benassi e dell’infortunato Stankovic, per provare a dare più fantasia alla fase offensiva. Pur con una manovra confusa e mal organizzata l’Inter costruisce un paio di occasioni da rete: prima Cassano aggancia un bel pallone sull’ out di sinistra rientra e tenta la conclusione, il tiro però viene contrato da un difensore, dopo qualche minuto Gargano entra in area da sinistra e mette al centro una palla sulla quale però non riesce ad intervenire nessuno. Nel finale entra anche Cambiasso, che con un colpo di testa va subito vicino al gol, ma Curci è bravissimo a deviare in angolo. Finisce 1-0 per il Bologna, con gli uomini di Pioli che ottengono la terza vittoria consecutiva, i nerazzurri invece si allontanano dal terzo posto e si confermano squadra priva di un identità di gioco, con la panchina di Stramaccioni che comincia a scottare per davvero.

Udinese-Roma: La Roma di Andreazzoli cercava la quarta vittoria consecutiva per riproporre la propria candidatura ad un posto in Europa, per farlo però doveva battere al “Friuli” l’Udinese di Guidolin. I giallorossi, con Osvaldo in panchina e Totti-Lamela coppia offensiva, partono fortissimo, pressano alto e al 21° passano: Totti dalla trequarti destra pesca l’inserimento di Florenzi, il giovane centrocampista schiaccia di testa colpendo la parte bassa della traversa, sul tap in Lamela ribadisce in rete da 2 passi. Gli ospiti continuano a giocar bene anche dopo il vantaggio, controllando agevolmente il possesso palla e concedendo poco alle punte avversarie (Di Natale e Muriel). Nella ripresa la formazione di casa rientra in campo con un piglio diverso, Di Natale e Muriel sembrano più ispirati e mettono in difficoltà a più riprese la retroguardia giallorossa. Al 62° arriva il gol del pareggio, Maicosuel serve in area Muriel, l’attaccante colombiano elude l’intervento di Burdisso e da posizione defilata batte Stekelenburg sul suo palo. A 15 dalla fine Hertaux entra col piede a martello su Lamela a trequarti campo e il direttore di gara opta per il rosso diretto. Ma nonostante la superiorità numerica e l’ingresso di Osvaldo i giallorossi non riescono a trovare il nuovo vantaggio; finisce 1-1.

Le altre partite: La Fiorentina di Vincenzo Montella espugna l’”Olimpico” grazie al 2-0 rifilato all Lazio: I viola giocano un calcio qualitativamente eccelso, Pizarro e Borja Valero disputano una grande partita, i gol decisivi portano la firma di Jovetic al 20° (rasoterra sul secondo palo dal limite) e Ljaic nella ripresa. Con questa vittoria la Fiorentina scavalca in un sol colpo sia Lazio che Inter, portandosi al 4° posto a -3 dalla zona Champions. Il Parma di Roberto Donadoni torna alla vittoria grazie al 4-1 ottenuto al “Tardini” contro il Torino di Giampiero Ventura. Dopo un primo tempo piuttosto noioso erano stati i granata a passare in vantaggio grazie alla rete a porta sguarnita di Santana, servito perfettamente da Birsa. Dal 77° in poi però il Parma si scatena e segna 4 reti: prima Amauri raccoglie l’assist di Palladino e pareggia, poi Sansone (entrato nella ripresa) con un rasoterra dal limite trova la rete del vantaggio, nel finale Amauri realizza prima il 3-1, poi il poker (tripletta personale). Il Cagliari seppur a porte chiuse batte 3-1 la Sampdoria di Delio Rossi (che era imbattuta da 4 partite). Mattatore del match è Ibarbo che segna tutte e 3 le reti sarde, per i blucerchiati a segno  Maxi Lopez su rigore. Nell’anticipo domenicale delle 12.30 l’Atalanta di Colantuono supera il Pescara dell’esordiente Christian Bucchi. Eppure erano stati gli abruzzesi alla mezz’ora a trovare la rete del vantaggio con una bella conclusione da fuori di D’Agostino. In chiusura di tempo però per i padroni di casa pareggia Denis su rigore, lo stesso Denis nella ripresa realizza la rete del definitivo 2-1. La delicatissima sfida salvezza del “Barbera” se lo aggiudica il Siena di Iachini che batte 2-1 il Palermo grazie alle reti di Emeghara e Rosina su rigore.

Alessandro Antoniacci-Agenzia Stampa Italia

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