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(ASI) La tensione caratterizza questa sfida, che sulla carte si presenterebbe agevole. C’è da dimenticare completamente la batosta dell’Inter di una settimana fa e in più l’esclusione di Pogba, per i due ritardi all’allenamento ha fatto discutere. Con la sfida all’Adriatico inizia una serie difficile e fondamentale per la stagione della Juve, che porterà sabato la Lazio a Torino, poi mercoledì il big match con il temutissimo Chelsea e infine il Milan a San Siro.

Conte ritorna all’Adriatico con la Juve come allenatore, cercando di vendicare l’ultima sfida del maggio 1993 persa dai bianconeri 5 a 1 quando era giocatore. Per la sfida viene riproposto Isla, sorprendente nella sfida di Champion e viene schierato il tandem Giovinco-Quagliarella con Vucinic in panchina, gli altri otto sono i soliti; per il Pescara Stroppa mette i suoi undici titolari, recuperando Quintero, il giovane regista molto atteso. Prima azione Giovinco impegna il ventenne Perin, che ha respinto un’ottima palla. E’ sempre la formica atomica che ci riprova con il destro sfiorando il palo. La Juve fa subito la partita e Marchisio prova la conclusione, ma colpisce alto. Stroppa si arrabbia per l’eccessiva libertà che i suoi concedono ai bianconeri. Al 10’ Giovinco scorrazza liberamente in area con un fuorigioco del Pescara non riuscito, serve Vidal, che con un diagonale fredda Perin per un vantaggio meritato.

Giovinco è ispirato, crea il panico tra le maglie abruzzese e smista palloni come al 13’ per Quagliarella che con stop e tiro al volo, fa la barba al palo. Al 19’ compare il Pescara con un errore di Asamoah, ma è provvidenziale Chiellini. Pescara che dà segni di risveglio, si avvicina pochi minuti in area, ma Quintero si fa ammonire per un fallo su Barzagli. Proprio mentre il Pescara sembrava prendere il pallino del gioco, al 23’ Giovinco allarga sulla destra per Isla cross velenoso, s’infiltra Quagliarella stoppa di sinistro e di destro raddoppia.

Al 24’ però brivido Pescara e il sinistro magico di Quintero, con un gioco di astuzia spostando il pallone dopo che Buffon aveva messo la barriera; il Pescara insiste, c’è polemica per un braccio di Vidal, cross di Nielsen dalla tre quarti, torsione di avvitamento di Cascione, che riapre la partita segnando con un Buffon non impeccabile. E poco dopo il Pescara sfiora il pareggio con Nielsen, mostrando forza e caparbietà. Ma poi show Giovinco, tocco di tacco di Quagliarella e rovesciata di Asamoah che sigla il 3 a 1, forse in fuorigioco. Ribaltamento di partito dalla chiusura della Juve al quasi pareggio del Pescara, al +2 della Juve: partita bellissima. Grande carattere del Pescara, ma difesa del Pescara decisamente da rivedere. Quagliarella, molto attivo, al 30’ sfiora il quarto goal. Da notare che alla vivacità offensiva juventina, c’è la difesa bianconera un po’ nervosa e titubante, salvata dai molti errori del Pescara che dagli interventi. Ma la partita è ormai in discesa e Giovinco sul filo del fuorigioco, aggancia al 40’ e sigla il quarto sigillo con il destro.

Si ripetono dunque Vidal, Quagliarella e Giovinco dopo tre giorni con la variante Asamoah per Marchisio. Ammonito Pirlo per un fallo e salterà il gravoso impegno con la Lazio e Pogba, che potrà rifarsi dopo la punizione di Conte; altra punizione di furbata di Quintero, palla deviata in angolo, ma altro colpo di testa di Cascione e Marchisio dopo il goal di mercoledì, ne salva uno già fatto. Nel finale, però, ancora Quagliarella, imitando Giovinco, brucia Perin e raggiunge a quota 5 Vidal. Bella reazione della Juve dopo il black out Inter, Juve che ha quasi messo in banca la partita, aiutata dalle mostruose carenze difensive pescaresi, ma che paradassolmente quando è andata vicina alla riapertura della partita ha preso colpi letale dalla Juve. E Juve che in un tempo si è già vendicata del 5 a 1 del 1993.

Ripresa con Caprari entra al posto di Capuano e Stroppa passa dal 3-5-2 al 4-3-3. Da calcio d’angolo al 53’ la Juve infierisce e Quagliarella con una rovesciata sigla la sua tripletta. Weiss entra al posto di Jonathas, ammonito per proteste, ma praticamente nullo. Quintero è l’unico che punge e impegna Buffon ormai conducendo una sfida personale con il portiere e per la gloria personale. Gli insetiemtnei di Weiss e Caprari hanno ravvivato il Pescara, ma il divario tecnico è enorme e la Juve con la schiuma alla rabbia dopo l’Inter, fa davvero male. La Juve non vuole infierire sui ritmi e abbassa i ritmi in vista dei prossimi impegni. Al 60’ esce Isla per Padoin. Juventus si comporta da signora, non affonda e il pubblico pescarese applaude i suoi avversari. Al ‘65 altri cambi Marrone per Chiellini e Vukosic per Abbruscato.

Change per Bendtner che sostituisce l’applauditissimo Quagliarella, autore di una tripletta e di una prestazione. La Juve che è passata a fare un allenamento e il Pescara che dà però partita vinta. Stroppa viene espulso per un rigore non concesso, forse Banti, chiamato dal quarto uomo, è stato troppo severo visto il punteggio tennistico. Al 78’ Giovinco salta il portiere e manda fuori a porta vuota clamorosamente o forse per pietà agonistica. Mezz’ora finale quasi una partitella di allenamento. Al 90’ Cascione sfiora ancora una volta il secondo goal con un Buffon ancora incerto, che fa onore al Pescara, che ha mostrato grande dignità sportiva insieme al suo pubblico.

Grandissima reazione al crac Inter della Juve che in una settimana ha realizzato dieci goal, mostrando convinzione, fame e quella spietatezza, che finora era calata. Guarigione dopo la lezione di Stramaccioni? Un solo dato: la Juve di Conte non aveva mai vinto con uno score così largo.

Daniele Corvi – Agenzia Stampa Italia

 

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