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(ASI) La diciottesima apparizione di San Clemente si materializza ad una manciata di minuti dalla fine sul sintetico dello stadio “Vallefuoco” di Mugnano e trasforma un pareggio appena acciuffato in una vittoria che sa di svolta per la stagione del Perugia. Hai tempo a dire “Clemente è del Perugia”: un giocatore così ce lo ricorderemo a lungo, non fosse altro per tutte le volte che ha saputo inventare giocate risolutrici come quella di oggi.

 

Il Grifo, come annunciato da Battistini alla vigilia, conferma il modulo a tre in difesa, con Zanchi e Anania avanzati sulle fasce e Clemente dietro le due punte Balistreri e Tozzi Borsoi. Nel primo tempo il Perugia inizia cercando un filo logico, ma via via si spegne di fronte all’agonismo a mille dei campani, ostinati a non lasciare giocate facili al centrocampo biancorosso e iniziative a Clemente.

Manca brillantezza e lucidità nell’ultimo passaggio: anche normale, visto l’impegno infrasettimanale. Si fatica a fare tre passaggi di fila e, quando ci si riesce, manca l’assist capace di mettere l’uomo davanti al portiere. Quando, prevalentemente da palla ferma, il Perugia arriva alla conclusione, prima Tozzi, poi Russo e Balistreri (tra il 20’e la mezz’ora) battono a rete senza precisione. E così poco dopo, immeritatamente, il Perugia va sotto per una sfigatissima autorete di Zanchi che svirgola a due passi da Giordano un cross dalla sinistra di Carotenuto, susseguente ad uno dei tanti corner battuti dal Neapolis nei primi 45’.

Il dato dei calci dalla bandierina ci pare significativo: l’equilibrio del modulo del Perugia dipende molto dal sincronismo dei movimenti dei due laterali Zanchi e Anania, che devono stare attenti a coprire e ad avanzare alternativamente. Quando la sintonia non è perfetta, l’avversario può affondare con maggiore facilità sulle fasce, cosa che oggi il Neapolis nel primo tempo ha fatto con una certa costanza, spesso costringendo la difesa del Grifo a recuperi in calcio d’angolo.

Se a ciò si aggiunge che la formazione di casa ha lavorato alacremente per togliere ogni riferimento ai mediani perugini in mezzo al campo, ecco spiegata la difficoltà degli uomini di Battistini a dare continuità e precisione all’azione offensiva. La muraglia mugnanese si sarebbe potuta superare con cambiamenti di fronte rapidi, ma anche in questo senso poco si è fatto, per cui, preso il gol, e ancora per tutta la ripresa, fino al 2-1, era difficile pensare che il Grifo oggi sarebbe potuto tornare a vincere fuori casa.

Battistini osserva, fa le sue considerazioni e nella ripresa cambia volto al Perugia: dentro Moscati per Pupeschi, ripristinata la difesa a quattro arretrando Anania e Zanchi (sempre con licenza di sganciamento) dietro alla linea mediana (Moscati, Carloto e Benedetti, poi sostiuito da Margarita) e ai tre di attacco (Clemente a supporto di Balistreri e Tozzi).

L’inerzia del match, però, non sembra cambiare granché. Appare chiaro che solo qualche magia delle star perugine può rovesciare la situazione. E proprio due colpi di classe, tra il 29’ e il 43’ del secondo tempo, ribaltano il risultato e regalano al Perugia una vittoria alla fine di sicuro legittima. Moscati (il ragazzo non è nuovo a prodezze del genere) gestisce bene un pallone di Catinali e, convergendo al centro da destra, ha infila di precisione il portiere campano con un delizioso tiro ad effetto di sinistro: un gol alla “Mutu”, per gli intenditori.

Il gol dà la carica al Perugia e poco dopo una punizione di Clemente non viene deviata da Tozzi Borsoi (statico non solo nell’occasione) appostato ad un metro e qualcosa dalla porta avversaria. Scosse, episodi, perché la partita sembra ormai avviata al pareggio. Poi, il traversone dalla destra di Carloto e il tiro al volo a incrociare di Clemente quasi dallo spigolo sinistro dell’area campana. Il pallone non è calciato fortissimo, ma ha una precisione micidiale e si va ad insaccare sul palo opposto col portiere Pettinari incantato lui per primo da una traiettoria così velenosa. Giusto il tempo di far uscire Clemente per Mocarelli e l’arbitro Roca (modesto e “casalingo”: se non lo reincontreremo sulla nostra strada, non ne faremo un dramma) fischia la fine.

Il Catanzaro ha vinto, il Lamezia ha riposato, l’Aquila ha fatto pari in casa. La classifica torna ad essere quasi prepotente, non fosse per i tanti recuperi che le avversarie hanno ancora da fare. Ma il Perugia di oggi, pur non scintillante, è tornato ad esibire il cinismo della grande squadra che vince anche quando non convince appieno. Su quella pietra e su “San” Clemente aveva costruito il sontuoso girone d’andata. Sembra che l’edificazione sia ricominciata. Il progetto è noto a tutti, l’impresa edile nelle prossime settimane si darà una riorganizzata a fondo e deciderà, tra le altre cose, se a proseguirlo nell’ampliamento della stagione prossima sarà sempre il capoMastro Battistini. Per ora, visto l’andamento quasi perfetto dell’opera, nessuno lo può ( e vuole) mettere in discussione. Non potrebbe essere altrimenti, neanche nel folle mondo del calcio.

 

 

 

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