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(ASI) Il momento è difficile, nessuno lo nega. Per la prima volta nella stagione, il Perugia non vince per tre turni consecutivi. La classifica ne risente, ma solo in parte: ora in testa c’è una mini-ammucchiata con Paganese, Catanzaro, Perugia, L’Aquila e Vigor Lamezia in due punti .

 

La domanda che in molti si sono fatti nel dopo gara, è se le possibilità di recupero legate al rientro dei tanti indisponibili, basteranno a ridare al Perugia smalto, slancio e classifica da promozione diretta. O se, invece, sarà necessario intervenire con qualche rinforzo.

In verità il Perugia, fino al gol del Gavorrano (Rosati al 28’) non aveva demeritato, sfiorando il gol con Margarita (due volte al tiro, con altrettante respinte del portiere toscano) e con Tozzi Borsoi, che da pochi passi ha colpito la traversa interna con il pallone che è rimbalzato sulla linea (oltre?).

Poi, la solita sfasatura difensiva, ha permesso al Gavorrano di passare in vantaggio al primo affondo e ha mandato in tilt il Perugia. Per una decina di minuti, ai grifoni son ballati davanti gli spettri delle ultime due partite con Catanzaro e Vibonese, quando i gol presi per errori in fase difensiva hanno compromesso partite altrimenti orientate.

La squadra di Battistini ha perso i punti di riferimento a centrocampo dove Mocarelli, peraltro fino allora molto positivo in interdizione, chiamato a impostare il gioco ha confermato ch non gli si può chiedere di cantare e portare la croce insieme. Carloto è pian piano sparito denunciando evidenti limiti di personalità. Sulla fascia sinistra quasi disastrosi Zanchi e Luchini; a destra, Margarita e Anania un pochino meglio; ma, né da una parte, né dall’altra, niente di quello che sarebbe servito (leggi: cross dal fondo) per la testa di Tozzi Borsoi, oggi punto di riferimento costante in avanti, capace di proporsi sia in manovra che in fase conclusiva. Clemente, al rientro, è stato al di sotto dei suoi standards, anche se dai suoi piedi e dalla sua visione di gioco ci si può sempre attendere qualcosa di decisivo.

E, nel grigiore generale, non a caso è stato proprio da uno scambio tra i due attaccanti che ad inizio del secondo tempo è scaturito il rigore del pareggio trasformato da Clemente. Non a caso, in una delle poche circostanze in cui il Perugia è riuscito a giocare in velocità e con precisione, c’è scappato il gol.

Per il resto, finito il primo tempo in confusione, il Grifo nella ripresa, dopo il gol, ha messo in campo molto impegno ed una reazione che è stata, però, basata sui nervi più che sulla lucidità. Il Gavorrano ha tenuto comunque botta, curando sempre il fraseggio in avvicinamento all’area avversaria per cercare il colpo risolutivo, che quasi è arrivato, sotto forma di un palo clamoroso colpito da Rosati.

Nel computo delle situazioni pericolose, il Perugia si è fatto preferire perché, oltre ad un altro rigore reclamato per fallo su Margarita, si registrano almeno altre due occasioni in cui il Grifo avrebbe potuto ribaltare il punteggio.

Alla fine, il punto non viene disdegnato da Battistini, per il quale si tratta di stringere i denti e serrare le file in questo periodo davvero stregato quanto ad infortuni. Il turno di riposo tra due turni, viene aspettato da tutti come pausa quasi salvifica. Intanto, domenica si rigioca a Fondi, e il Perugia è chiamato a vincere, senza mezzi termini. Viste le difficoltà del momento, non sembra una passeggiata tra le fresche frasche. Ma occorre vincere, per non perdere terreno dalle altre prima del turno di fermo; per non perdere sicurezze ad autostima, doti indispensabili per chi vuol vincere un campionato; per non dare fiato ai timori ed alle critiche che in un ambiente come quello di Perugia sono sempre dietro l’angolo e tendono a dilatarsi (quasi) a dismisura.

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