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Daniel Ciofani, ieri avete fatto il massimo (tre punti) senza nessuno sforzo. Ma, in fondo in fondo, la sosta non è un elemento di disturbo, dato che interrompe la continuità del lavoro?

Io avrei preferito mille volte giocare, anche perché venivamo dalla inopinata sconfitta di Barletta e avevamo voglia di rifarci sul campo.

 

Ha seguito Perugia-Lecce?

In diretta no, perché mi sono concesso una giornata di assoluto relax a Roma con la mia fidanzata: mi è servito per staccare mentalmente. Comunque, ho visto su internet le azioni salienti: partita bellissima, avvincente e credo che alla fine abbia vinto davvero il migliore.

Ormai il duello per il primo posto è ristretto a Perugia e Frosinone?

Credo proprio di si. Il Lecce dovrebbe sperare che entrambe le due battistrada crollino e francamente mi sembra molto improbabile, perché Perugia e Lecce non danno segnali di cedimento gravi.

Il calendario delle prossime quattro-cinque giornate sulla carta sembra favorevole al Frosinone…

…Si, anche a Barletta eravamo favoriti ma poi ne siamo usciti battuti. Bisogna riconoscere con onestà che allo stato attuale è il Perugia il favorito numero uno. Lo dicono i numeri: ha cinque punti di vantaggio (due reali e tre potenziali per la partita in meno giocata: n.d.r.). Anche se il Frosinone, da qui alla fine, le vincesse tutte, dipenderebbe sempre dal Perugia. Se i Grifoni fanno altrettanto, neppure lo scontro diretto dell’ultima di campionato servirebbe a cambiare la classifica.

Il sito ufficiale del Frosinone riporta la notizia che il vostro allenatore Stellone vi ha chiesto maggiore concentrazione e attenzione a non fare falli da espulsione, visto che quest’anno il Frosinone sembra specializzato nel finire le gare in inferiorità numerica. Perché succede?

Si, quest’anno l’inconveniente si è verificato troppo spesso e, a lungo andare, si perdono per strada punti preziosi a giocare in dieci o nove contro undici. Però io distinguerei tra caso e caso. A volte siamo stati ingenui noi a fare falli inutili, altre siamo stati penalizzati da arbitri rigidi e inflessibili. Quest’anno su tutti i campi della Lega Pro c’è molta minor tolleranza, e spesso fai due falli e prendi due ammonizioni. Poi capita magari, come è successo a noi, che gli avversari fanno contro di noi falli di uguale gravità e non vengono puniti allo stresso modo. Noi abbiamo avuto 12 espulsioni, ma vedo in giro che il problema è generalizzato. Non so perché questo succede, e sarei favorevole a far parlare gli arbitri e chi li dirige, così potremmo avere qualche spiegazione…

Daniel Ciofani è l’attuale capocannoniere del girone B di prima Divisione con 11 gol, gli stessi del perugino Eusepi e di Grassi del Pontedera. Dove vuole arrivare e come si concluderà il duello tra voi?

Ovviamente vorrei segnare più gol possibile, ma la cosa più importante è che i miei gol servano per raggiungere un obiettivo di squadra importante. Il livello personale nel calcio conta poco: Grassi per esempio, se il Pontedera non arriverà neppure ai play off, avrà una soddisfazione magra, solo individuale. Ciò che conta davvero è solo vincere qualcosa di importante con la squadra.

Si è appena concluso il mercato. Chi tra le tre squadre di vertice si è rafforzata di più secondo lei?

Difficile dirlo adesso, anche perché le tre società hanno scelto strategie diverse. Perugia e Frosinone non avevano bisogno di sconvolgere niente, ma solo di puntellare e aggiustare qualcosa. Lecce e Benevento invece dovevano dare una svolta netta al loro campionato ed hanno fatto un mercato più intenso. Io ritengo che, alla fine, proprio Perugia e Frosinone abbiano fatto meglio, perché andavano già bene e non hanno stravolto i loro equilibri tattici e di spogliatoio.

Il campionato va avanti tra esclusioni, penalizzazioni, squadre fallite, calendario zoppo e nessuna retrocessione. Anche se i veri valori tecnici in sostanza sono emersi, non pensa che in qualche modo possa essere alterato il regolare andamento sportivo del torneo?

Non credo che alla fine il campionato sarà falsato dal punto di vista dei meriti sportivi, ma certo io, che di campionati ne ho giocati parecchi, le posso dire che è un campionato brutto, il più brutto che abbia mai visto. Da giocatore non è bello “riposare” e quest’anno tocca farlo spesso, visto che il girone è già partito zoppo con 17 squadre, come un qualsiasi campionato allievi e in più ora si è aggiunto il caso Nocerina. E su questo punto, concordo con il Presidente Santopadre che -ho letto da qualche parte- ha detto che se si dà il 3-0 a tavolino a chi ancora deve giocare coi campani, allora si dovrebbe perlomeno dare il 3-0 anche al Perugia che ci ha giocato e vinto 2-1 sul campo nel frattempo. Ma tant’è, noi siamo pagati per giocare e i “grandi scienziati” del calcio per pensare: avranno avuto i loro motivi per decidere così.

A Perugia ha lasciato un buon ricordo. Che differenze ha trovato tra il capoluogo e umbro e Frosinone, sul piano sportivo e su quello ambientale?

Guardi, io sono uno che vive molto di lavoro, tra la casa e il campo, per cui non sono in grado di definire molto le due realtà. Sul piano professionale, Perugia è una grande piazza in cui mi son sentito molto motivato; Frosinone è una realtà che mi fa sentire importante. Sono soddisfatto di entrambe.

Resta da spiegare allora perché non è rimasto a Perugia.

Mi è dispiaciuto per come è andata l’anno scorso, ma ci tengo a dire che sia con il presidente Santopadre, sia con Camplone, ci siamo lasciati con stima reciproca. All’inizio, non sono stato confermato perché il Perugia pensava di puntare ancora su Camplone e io non avevo le caratteristiche tecniche che voleva il mister per l’attaccante centrale. Poi, quando invece la società chiamò Lucarelli, cui andavo bene, fui richiamato. Ma, ormai, avevo già firmato con il Frosinone. E’ andata così, ma mi sarebbe piaciuto restare a Perugia.

Daniele Orlandi – Agenzia Stampa Italia

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