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(ASI) Una undicesima giornata di campionato quella del Girone B di I Divisione vietata ai deboli di cuore. Ieri è successo di tutto al “Renato Curi” di Perugia. Un Frosinone che non muore mai, che getta il cuore oltre l’ostacolo, cinico, ma pasticcione e folle in alcune circostanze. Un pareggio arrivato all’ultimo minuto per come si erano messe le cose. Nessuno ci credeva più. Un primo tempo dove i canarini regalano un 2-0 ad un Perugia ben messo in campo dal nuovo allenatore Camplone, una squadra attrezzata per il salto di categoria. Un primo tempo dove i giallazzurri come è solito fare in questo scorcio di campionato colleziona palle gol a raffica, cuce ma senza approfittare. Allo scadere quando tutto sembra finito, il leone tira fuori gli artigli e colleziona un pari preziosissimo per il morale e la classifica. Un pari pesante, importante dopo la sconfitta con il Pisa. Onore a Roberto Stellone che come sempre ha saputo correggere durante la gara la squadra osando addirittura quattro punte in attacco. Che la dice lunga sulla mentalità vincente e propositiva del tecnico, bravo ad inculcare il suo credo calcistico. Dalla partita con il Perugia bisogna rivedere però gli errori della difesa, più volte andata in bambola e rivedere anche l’assetto mettendo i giocatori al posto giusto: vedi Biasi fuori ruolo ad esempio. Una giornata incredibile anche nella gara tra Latina e Benevento finita anche qui 2-2 allo scadere. Una telepatia per certi versi tra i cugini che ancora restano primi in classifica, in attesa del posticipo di stasera tra Pisa e Sorrento, con i toscani che vorranno fare bottino pieno per portarsi in vetta alla classifica. Il Frosinone arriva al “Curi” senza Ganci squalificato e Blanchard fermo per oltre un mese. E questo nell’assetto tattico si è notato e fatto sentire, visto che i due giocatori erano tra i più in forma della squadra. Cesaretti ha preso il posto di Ganci nel tridente d’attacco. Mentre il difesa c’è stata una mini rivoluzione, Biasi spostato a sinistra con Bertocini al centro in coppia con Guidi. Il modulo sempre il 4-3-3 marchio di fabbrica di Stellone. Il Perugia dopo una settimana tormentata che ha visto l’esordio in panchina di Camplone dopo l’esonero di Battistini, deve fare a meno di quattro potenziali titolari. Squalificati il portiere Koprivec, i difensori Lebran e Cacioli. L’ex Di Tacchio marca visita per un affaticamento muscolare. Anche per Camplone stesso modulo di gioco del collega giallazzurro: 4-3-3. Dopo il fischio dell’arbitro subito pasticcio e frittata per il Frosinone con la difesa che va in bambola: al 2’ Frabotta concede un cross a Rantier. Liscio clamoroso di Guidi, nemmeno in terza categoria, in area e mani di Biasi. Per Maresca rigore netto. Sulla sfera va Tozzi Borsoi che spiazza Zappino. 1-0 e partita in salita per i canarini. Al 7’ un sussulto canarino con Cesaretti che sporca i guanti a Giordano. Dopo un minuto il Perugia potrebbe raddoppiare con Russo su colpo di testa dopo un angolo di Rantier. Errori da una parte e dall’altra, squadre che giocano a viso aperto. Al 12’ Aurelio mette il suo turbo come in molte occasioni della gara. Semina scompiglio nella difesa umbra smarcando tre difensori offrendo una palla d’oro a Cesaretti il quale centra l’esterno della rete. Le difese sono il reparto che pagano più dazio. Al 15’ errore di Gucher che consente a Moscati di battere a rete, mira sballata. Al 20’ traversone di Frabotta, il portiere perugino esce ed anticipa Santoruvo per poco. Al 21’ sempre Santoruvo ruba palla a Jefferson, serve una palla preziosa a Cesaretti che però non trova la porta. L’ariete pugliese canarina è un leone, fa a sportellate per tutti i 90 minuti. Al 23’ sempre Cesaretti che prova una botta ma Giordano si oppone. Canarini che buttano all’aria occasioni nitide senza mettere il giusto cinismo che serve in queste occasioni. Al 31’ sempre Frosinone con Gori che vede Santoruvo il quale fa da torre per Aurelio ma l’appoggio è lungo. Di nuovo Aurelio dopo un minuto che da solo salta Martella e Russo, il suo destro è ribattuto da Jefferson. Su capovolgimento d’azione Zappino para dal limite una botta di Politano. Ma nella trasferta umbra il Frosinone era in vena di frittate e così è stato: al 44’ il giovane Frabotta dimentica i fondamentali del calcio cioè servire in area centralmente un compagno. Guidi ci mette del suo impappinandosi sul pallone facendosi soffiare il pallone da Politano a due passi il quale è bravo a superare Zappino e infilare a rete per il 2-0. Il Perugia ringrazia. Nella ripresa si spera in uno scatto d’orgoglio dei giallazzurri. Stellone cambia posizione ai due terzini, Guidi a destra, Biasi al centro con Bertoncini e Frabotta a sinistra. Si parte con una ammonizione che costerà molto caro al Frosinone: Aurelio viene ammonito e salterà la trasferta a Benevento. Al 5’ Gori impegna Giordano. Sempre Gori è pericoloso all’11’ e al 12’ ma il portiere umbro si fa trovare pronto. Al 13’ è il Perugia ad avere l’occasione del 3-0 con Esposito che però è impreciso. Stellone ridisegna la squadra: dentro marchi, Rogero, fuori Gori e Cesaretti. Alla mezz’ora i canarini potrebbero accorciare: Rogero filtra per Aurelio, piatto a botta sicura ma Giordano ancora una volta attento e para. Il tecnico ciociaro non ci sta e come è nel suo pensiero calcistico inserisce una quarta punta: Paganini al posto di Biasi. Il modulo ora è un 3-3-4, ancora più offensivo e propositivo. Ancora occasioni canarine con Rogero, Marchi e Guidi ma senza impensierire. Al 43’ ancora Perugia che potrebbe fare il tris: Cenciarelli manda a lato dopo azione di Clemente. Gol sbagliato, gol subito dice un detto nel calcio. Nel capovolgimento al 46’ Aurelio alza un campanile in area con Bertoncini che svirgola la conclusione, Garcia per anticipare Frara in area fa il più classico degli autogol. 2-1. Si riparte con un Frosinone che sembra crederci, dopo un minuto incredibilmente i giallazzurri pareggiano. Rogero gira un cross a sinistra per Aurelio che stoppa di petto appoggiando per Santoruvo, l’attaccante pugliese è sulla linea e con un delizioso tocco mette in rete. I tifosi arrivati esplodono in tutta la loro gioia. Partita dalle mille emozioni, da archiviare subito e lavorare molto su errori difensivi che fino a questo momento non avevano dato preoccupazioni. Frosinone cinico, battagliero che ci ha creduto fino alla fine come è nella mentalità e filosofia del tecnico Stellone che ha saputo trasmettere il suo modo di fare calcio: giocarsela sempre con tutti, mai mollare.

Alla fine della gara dopo il rocambolesco pareggio proprio Stellone è orgoglioso del carattere messo in campo dai suoi giocatori: “Ci siamo anche noi nella corsa ai primi posti insieme a Latina, Avellino, Pisa, Gubbio, Nocerina. Lo dimostra il nostro ruolino di marcia ed il gioco mostrato finora. Nessuno ci ha fatto soffrire ed abbiamo sempre cercato d’imporre il nostro credo. Anche oggi a Perugia la squadra ha collezionato tante occasioni. Molte di più degli avversari e ritengo il pareggio giusto. Se avessimo perso, il risultato sarebbe stato bugiardo. I ragazzi non hanno mai mollato, ci hanno creduto. Merito a loro. Nel secondo tempo sul 2-0 per il Perugia hanno perso la testa ed alla fine sono stati premiati. Un applauso a Rogero, Marchi e Paganini che sono entrati e sono stati utili alla causa”. Stellone alla vigilia non avrebbe firmato per il pareggio, ma vista come si era messa la partita se lo tiene stretto: “E’ un punto guadagnato che ci da morale. Sono contento della reazione avuta sul 2-0. Dopo il 2-2 abbiamo cercato di vincere”. Soddisfatto il bomber Santoruvo che ha siglato il pareggio: “Abbiamo sbagliato tanto durante la gara ma il risultato è giusto. La nostra tenacia è stata premiata. Il Frosinone gioca sempre per vincere, a viso aperto. Non facciamo barricate. Purtroppo da due domeniche andiamo in svantaggio e diventa difficile rimontare. Noi attaccanti lavoriamo molto per la squadra e quindi possiamo peccare in lucidità. Quando ho fallito il 2-1 con quel tocco d’esterno ho pensato che era finita ed invece nel calcio la speranza è l’ultima a morire”. Il tecnico Camplone mastica amaro dopo il pareggio: “E’ successo che ha vinto la paura, la paura di fare tre punti. Però sono contento della prestazione. Per ottanta minuti abbiamo giocato all’arma bianca, abbiamo fatto una grossissima partita. Fino al gol di Frara, abbiamo chiuso ogni spazio al Frosinone e concesso solo qualcosina. Abbiamo pagato l’eccessiva generosità. Cenciarelli e Moscati hanno spinto molto, anche quando non dovevano. A questa squadra manca un leader. Uno capace di dire “ basta” quando serve, di dire “ragazzi adesso si soffre”. E si fa tutti insieme”. Anche il presidente ha sofferto e per come si erano messe le cose ci credeva poco: “Non ci credevi più e invece dico bravo a Stellone che ci ha creduto fino alla fine, rivoluzionando tutto quello che si poteva. E’ la cosa più bella di questa giornata. Ma dobbiamo mettere a posto certe sbavature. Stavamo perdendo 2-0, la presenza di un presidente alla fine, dopo una sconfitta la ritenevo necessaria. Per fortuna che questo senso di colpa me lo hanno fatto sparire di colpo, con quei due gol nel giro di 1’”. Un pareggio alla fine dei novanta minuti è la prima volta che capita al presidente. Ma ci tiene a ringraziare ancora Stellone, l’uomo che ha impresso il suo credo: “Il pareggio è arrivato per la mentalità di Stellone e quello che è riuscito a trasmettere ai giocatori. La partita del “Curi” è stata simile a quella con il Pisa. Secondo me se fossimo stati mediamente brillanti come lo eravamo stati nelle nove giornate precedenti, le avremmo vinte entrambi. Siamo ancora in presenza di errori gravi, di tutti. Con il Pisa abbiamo perso per disattenzioni generali, perché i toscani sono certamente più forti degli umbri e poi ci sono state le sviste arbitrali. Il Frosinone ha tanto da rammaricarsi, con Pisa e Perugia abbiamo costruito almeno 15 palle-gol e una decina a Catanzaro oltre le tre reti realizzate. Ne abbiamo messe a segno meno di un terzo. Dobbiamo migliorare sia nella fase difensiva che in quella offensiva. Stellone attribuisce certi errori alla voglia di tutti di giocare continuamente la palla. Allora dico che è venuto tutto bene per nove giornate, ora da turni soffriamo. Siamo costretti a rincorrere dopo errori madornali”. L’assenza di due giocatori in forma come Ganci e Blanchard si è fatta sentire: “Senza Ganci e Blanchard - continua il presidente Stirpe - abbiamo perso sicuramente un po’ di equilibrio. Ganci poi svolge un gran lavoro di cucitura”.

Perugia (4-3-3): Giordano; Anania; Jefferson; Russo ; Martella; Moscati; Esposito; Cenciarelli; Politano; Tozzi Borsoi; Rantier (23’ st Clemente). Allenatore: Camplone

A disposizione: Pinti, Carloto, Ajres, Paonessa, Ciofani.

Frosinone (4-3-3): Zappino; Frabotta; Guidi; Bertoncini; Biasi (33’ st Paganini); Gori (17’ st Marchi); Gucher; Frara; Aurelio; Santoruvo; Cesaretti (17’ st Rogero). Allenatore: Stellone

A disposizione: Vaccarecci, Vitale, Del Duca, Bottone

Arbitro: Maresca di Napoli. Assistenti: Mondin di Treviso e Dal Cin di Conegliano

Marcatori: 2’ pt Tozzi Borsoi (rigore), 44’ pt Politano, 45’ autorete Garcia, 46’ st Santoruvo

Ammoniti: Tozzi Borsoi, Aurelio, Biasi, Jefferson, Esposito, Zappino

Angoli: 8-5 per il Perugia

Recuperi: 1’ pt, 5’ st

Davide Caluppi -Agenzia Stampa Italia

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