ritipellerossajpg(ASI) I movimenti revivalisti, ampiamente diffusi nel Nuovo Mondo, furono provocati dall’invasione e dalla conquista europea, e dalla conseguente espulsione dei nativi dalle loro terre, contemporaneamente alla distruzione delle loro risorse naturali.

Tra i più famosi culti del XIX  secolo rinomato fu quello dello Spettro (La Danza dello Spettro) noto anche come “frenesia messianica”.

Questo movimento nacque vicino alla frontiera fra la California ed il Nevada, e grosso modo coincise con il completamento della Ferrovia Union Pacific. Il profeta Wodziwob, della tribù Paviotso della California settentrionale, ebbe la visione del ritorno degli antenati morti dal mondo degli spiriti in un grande treno al cui arrivo ci sarebbe stata una grande esplosione. Per affrettare l’arrivo degli antenati secondo la credenza rituale folclorica bisognava eseguire delle danze cerimoniali, accompagnate da canzoni rivelate allo stregone durante le sue visioni.

Una seconda versione della Danza degli Spiriti sorse nel 1879,ispirata da Wovoka, Indigeno Capo tribù maestro e capo della Danza Dello Spettro.

Veniva nuovamente riferita una visione in cui tutti coloro che avevano perso la vita sarebbero tornati in vita grazie a questa Danza. Gli insegnamenti di Wovoka mancavano di un contenuto politico e quando questa credenza si diffuse verso est, attraverso le Montagne Rocciose, le sue implicazioni rimasero vaghe. Tuttavia per gli Indigeni americani delle Pianure, il ritorno degli antenati in vita significava che essi avrebbero potuto superare il numero dei bianchi e quindi sarebbero stati più potenti.

Presso i Sioux, esisteva una versione che comprendeva anche il ritorno in vita di tutti i bisonti. Durante questo particolare rituale, i guerrieri della tribù indossavano degli indumenti con cui credevano di diventare invulnerabili ai proiettili. Gli scontri tra l’esercito degli Stati Uniti e i Sioux si fecero sempre più frequenti ed il loro capo Toro Seduto fu arrestato e poi assassinato. La fine del rituale si concluse in concomitanza al massacro di WoundedKneenel Sud Dakota, con l’uccisione di duecento nativi americani , precisamente il 29 dicembre 1890.

Dopo che ogni speranza di resistenza militare fu spazzata via, i culti revivalisti degli indigeni diventarono molto più introversi e passivi. Non si sperimentarono più visioni in cui tutti le persone bianche venivano scacciate. Questo conferma l’esistenza di uno stretto rapporto tra religione e realtà politica dei nativi.

Lo sviluppo e la diffusione di credenze rituali a centrate sull’uso del Peyote, mescal e altre droghe allucinogene sono caratteristiche di molti culti revivalisti degli indigeni americani del XIX secolo.

Massimiliano Pezzella – Agenzia Stampa Italia

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