(ASI) Ecco il pensiero di due barbieri - non meglio identificati - che curano il look di tanti protagonisti del mondo pallonaro. Pelo & contropelo assicurato, sotto a chi tocca!
Il governo del Belpaese: Mille spettatori potranno assistere alle partite, e vai con scelte di cautela. In stadi con grande capienza ed all’aperto, le distanze non dovrebbero rappresentare un problema. Purtroppo i nostri governanti forse, o meglio, senza nessun dubbio, ritengono che noi italiani non sappiamo rispettare le regole. Loro, i nostri governanti, le rispettano? Mille privilegiati per la serie A, ma c’è qualcuno che ha rivolto un pensierino anche a serie B, Lega Pro e compagnia cantando? A pensar male... tutti conosciamo il pensiero del Divino (Giulio Andreotti, ndr).
Dirigenza della Juventus: a livello economico il passaggio di Dzeko in bianconero non sembra essere un affare. La risoluzione del contratto di Gonzalo Higuain equivale ad un effetto economico negativo sul bilancio della Vecchia Signora per ulteriori 18,3 milioni di euro e perdita annuale stimata a 90 milioni di euro. Certo, la Juventus risparmierà sull’ingaggio di Higuain, ma sostituire IlPipita con un calciatore ancora più anziano, costa ai bianconeri tra minusvalenza in bilancio, buona uscita al calciatore argentino e costo del cartellino di Dzeko, circa 40 milioni di euro. Sicuri che i conti tornino?
Le vedovelle di Biraghi: da più parti si raccolgono fazzoletti intrisi di lacrime per l’addio di Biraghi all’Inter. Lacrime raddoppiate, anzi, triplicate, dopo la sontuosa prestazione dell’esterno della Fiorentina e della Nazionale contro il Torino alla prima di campionato. Tralasciando gli aspetti emotivo-romantici e ponendo attenzione alla componente tecnico/tattica, siamo certi che Antonio Conte riuscirà a sopravvivere anche senza il prezioso supporto di Biraghi. Dopotutto Perisic, Young, Kolarov e Dalbert rappresentano alternative più che valide. O c’è qualcuno che nutre dubbi in merito?
Fabio Liverani: il suo Parma ha ereditato la fase difensiva del Lecce, ma non quella offensiva. Il risultato? Contro il Napoli zero grattacapi per Ospina e tante praterie per Mertens e compagni. C’è tanto da lavorare e siamo certi che Liverani, da bravo allenatore qual è, saprà porre rimedio. Il Napoli ricomincia da dove aveva terminato... dai piccoletti davanti lasciando in panca Osimhen, l’acquisto “strillato” dell’estate. Le cronache raccontano che il calciatore nigeriano entrando a partita in corso, abbia dato la svolta agli azzurri, ma a metterla dentro ci hanno pensato Insigne e Mertens. Usato garantito, e qui ci sia consentita una constatazione che riguarda il Parma: perché separarsi da D’Aversa, l’allenatore artefice della cavalcata che ha condotto il Parma dalla D alla A ed autentico protagonista di due salvezze consecutive?
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