(ASI) Ci si interroga come mai, in un solo giorno, si è passati dalla situazione di Paese meno contagiato alla condizione opposta che ci fa detenere un primato negativo in Europa (132 contagiati e 2 morti. Coinvolti 5 regioni  e 11 comuni).

Perché è potuto avvenire tutto ciò?  Impreparazione?  Sicuramente c'è stata da parte di chi ha il dovere di tutelare la salute ( diritto sancito dall'articolo 32 della Costituzione)  una generale, quanto pericolosa,  sottovalutazione di un problema complesso e nel comprendere il  fenomeno nelle sue reali dimensioni.  Una leggerezza che al momento ha generato sfiducia e malumore nel Paese. Ma anche  paura.

È vero, che per quello che ci hanno fatto conoscere gli organi ufficiali,  adesso siamo di fronte ad un focolaio e non ad una pandemia. Motivo per cui non bisogna creare panico o procurare allarme, ma proprio per questo occorre mettere in campo tutte le risorse per circoscrivere il focolaio d'infezione e così bloccare il contagio, anche con una grande opera di prevenzione.

Bisogna porre la massima attenzione ed evitare il contagio e la psicosi, ma attenersi rigorosamente alle disposizioni e i consigli emanati dal'Istituto Superiore di Sanità e dal Ministero della Salute http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_opuscoliPoster_433_allegato.pdf . Il Governo nel Consiglio dei Ministri straordinario di ieri ha emanato un decreto per tenere sotto controllo questa situazione.

Controllare i confini e mettere in quarantena obbligatoria i soggetti a rischio non sono atti di 'xenofobia', ma  soltanto una  temporanea misura che  il buonsenso e la scienza  medica  considerano necessaria e normale.

Occore agire con tempestività, determinazione, con lucidità e con unità di intenti nell'affrontare questa emergenza. Però, una cosa è certa e che va al di là delle inutili polemiche: gli italiani cominciano ad essere stanchi della superficialità e della sottovalutazione dei problemi da parte dei politici.

Redazione Agenzia Stampa Italia

dieciconsigli

 

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