(ASI) Milano - E' in corso l'Adunata del Centenario (la 92°), la più storica ed attesa per gli Alpini, da quando l'8 luglio del 1919 un gruppo di reduci dal primo conflitto mondiale dava vita all'ANA (Associazione Nazionale Alpini) a Milano. Sono attese, in questi giorni a Milano, più di diecimila penne nere. Purtroppo il maltempo ha condizionato in parte l'andamento della kermesse, con l'annullamento del lancio dei paracadutisti previsto per domenica alle ore 12.

Per il resto, la sfilata ha visto una massiccia partecipazione di cittadini. A presidiare la tribuna d'onore, lungo i portici meridionali di piazza del Duomo, alla presenza di numerose autorità militari e civili, ove spiccano, tra gli altri, il Ministro della difesa Elisabetta Trenta, il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Enzo Vecciarelli, il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Giancarlo Giorgetti, il Presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, il Sindaco di Milano, Giuseppe Sala, e il Prefetto, Renato Saccone. Il lungo corteo delle Penne nere si apre con lo striscione "100 anni di coraggioso impegno", un chiaro riferimento al centenario della loro fondazione. La prima regione a sfilare è stata la Sicilia, l'ultima sarà la Lombardia poiché padrona di casa.

Sarà impossibile eguagliare l'adunata di Treviso, quella miracolosa dalle 600mila presenze (questa ne prevede tra le 400 e le 500mila), ma l'appuntamento ha riscosso partecipazione unanime da tutt'Italia. Non mancano le curiosità di quest'edizione: per la prima volta, il Grande Oriente d'Italia ha aperto le porte agli alpini della Casa Massonica di Milano, in occasione della parata. Sinora, gli Alpini erano sempre stati contattati da sindaci e parroci, ma mai dalla massoneria. Per quanto concerne le note stonate, se non inaccettabili in un paese civile, annoveriamo le scritte apparse contro il Corpo recitanti "gli alpini stuprano". Questa è la frase scritta da alcuni vandali sulle vetrine dello stand "Al shop" di Piazza San Babila a Milano. Non solo, sempre nella notte tra giovedì e venerdì, si è verificato un altro episodio di vandalismo: alcuni ignoti hanno infranto le vetrine della sede nazionale dell'ANA in Via Marsala a Milano. Il Presidente della Regione Veneto, da sempre perfetto interprete dello spirito degli alpini e fautore del progetto di legge della "mini naja", ha dichiarato: "già le mani dagli alpini e dalla loro adunata, l'evento di popolo più pacifico, solidale e festoso che questo paese conosca" e "chi tenta di turbarlo attenta alla parte migliore del nostro tessuto sociale". Purtroppo, anche la scorsa adunata, a Trento, aveva visto attacchi addirittura più violenti da parte del fronte anarchico.

Il Presidente della Repubblica Mattarella ha ricordato che "il centenario dell'Associazione Nazionale Alpini rappresenta una ricorrenza di cui l'intero Paese va orgoglioso", nel corso di un incontro tenuto in Assolombarda. Mentre alla Cittadella degli Alpini in Piazza del Cannone, si è presentato il Ministro Matteo Salvini, rilanciando l'idea di introdurre sei mesi di servizio civile o leva militare obbligatori.

Sostanzialmente, tranne la stupidità di inutili e bavosi attacchi, la città ha accolto le Penne Nere con simpatia: dal Tricolore sulla Madonnina ai filobus con la scritta "W gli Alpini", alla spontaneità della ricerca dell'incontro in strade, parcheggi, chiese, piazze. Buon centenario, Penne Nere!

Valentino Quintana per Agenzia Stampa Italia

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