La radio trasmette una canzone di Marco Masini, o meglio, sarebbe il caso di definire “ Dentro di te fuori dal mondo” una poesia.

 

Bari è baciata dal sole, e poi, nonostante le difficoltà della vita quotidiana, è bene tenere a mente un proverbio latino che recita testualmente: “ non c’è notte tanto lunga da impedire al sole di risorgere”.

 

Angelo e Franco, due giovani in cerca di occupazione, volenterosi, vivono col sogno che qualcosa possa finalmente cambiare, e che, anche per loro, arrivi quella svolta tanto desiderata in una vita avara di soddisfazioni.

E’ proprio vero quello, come nel testo della canzone, ci sono “storie di giovani nelle città, angeli senza lavoro, debiti con la realtà, cosa faremo io e te”.

 

“Sembriamo io e te”, dice Franco, “per fortuna c’è il calcio, per noi come per tanti altri”.

Il calcio, e, per loro, il forte legame con la squadra della città, il Bari, rappresenta un’evasione da quella realtà non troppo soddisfacente.

“In quei novanta minuti siamo tutti uguali, il calcio è un antidoto contro la malinconia”.

 

Manca un’ora alla partita, tanto vale fermarsi da Paolo, per un po’ di focaccia, quella che solo lui sa fare,- sarà l’impasto-, ed una birra gelata.

Lo sai Franco, cosa diceva Martin Lutero? Che bisogna bere birra, perchè si dorme più a lungo e non si pecca, e, non peccando, si accede in Paradiso.

“Se proprio vogliamo dirla tutta, - caro Angelo-, Martin Lutero, avrebbe dovuto portare due belle ruote di focaccia di Paolo, altrimenti con la sola birra, non si oltrepassa il Purgatorio”.

 

Sorridono e guardano il mare, così apparentemente calmo da nascondere, in realtà, tanti segreti, affidati alle onde da marinai di ogni età.

Terminato il tempo delle riflessioni, Angelo e Franco si dirigono al San Nicola, solito posto, in curva.

“Certo che i ragazzi hanno compiuto un mezzo miracolo, se pensi a dove eravamo fino a prima del derby col Lecce. Oggi siamo in 55.000”.

 

Il Castel di Sangro, squadra rivelazione, ha centrato una salvezza storica e, giunge a Bari senza obiettivi da raggiungere. I galletti, dopo una fantastica rimonta, hanno superato in classifica il Genoa di Attilio Perotti. Devono vincere, non ci sono alternative.

Dopo neanche un minuto, Nicola Ventola, un giovane di Grumo Appula, un comune di poco più di 12.000 anime, fa esplodere il San Nicola. L’assist è di Volpi, uno che, definire geometra del centrocampo, è riduttivo. Il pallone sfiora il piede destro di Ventola che, abile come un attaccante navigato, lascia partire un tiro imparabile. Per il Genoa, impegnato in casa contro il Palermo, si fa davvero dura.

La partita procede senza scossoni fino al 33’ minuto quando Giorgetti, astuto come un lupo, e d’altronde, chiamandosi Rodolfo che vuol dire “lupo glorioso”, non potrebbe essere diversamente, elude la retroguardia abruzzese e pennella un assist al bacio per l’accorrente Guerrero.

Anche il colombiano consegna il suo destro alla storia biancorossa, realizzando una rete tanto bella quanto beffarda per il portiere De Iuliis.

Guerrero, l’uomo che ha inventato il famoso trenino; per lui i tifosi hanno coniato il famoso motto “A Bari nessuno è straniero, nemmeno Guerrero”, segno del calore e dell’umanità straordinaria della città.

Angelo e Franco si abbracciano, il calcio è questo, è volersi bene, condividere gioie, dimenticare i problemi. Ma non è finita, perché Volpi, il geometra, disegna una traiettoria degna del Brunelleschi.

Dopo aver stoppato il pallone con il petto, lascia partire un tiro al volo, anche lui di destro, che il malcapitato De Iuliis neanche vede partire. Sul 3-0, Angelo e Franco imitano il compianto Sandro Pertini contro la Germania: “non ci prendono più”, urlano con voce che lascia trasparire gioia e commozione. Ed è così, la partita scorre via, fino al fischio finale.

Il Bari vince 3-1 e vola in serie A, mentre il Genoa, nonostante il 4-1 sul Palermo, deve accontentarsi del quinto posto, che a nulla porta, se non a tante recriminazioni per le occasioni sciupate nel corso della stagione.

Ma il Bari è stato bravo a crederci fino in fondo, a non mollare mai, neanche quando il quarto posto sembrava così lontanamente utopico, come neanche le terre inesplorate prima che arrivasse Cristoforo Colombo, guarda caso, un genovese.

Angelo e Franco, si abbracciano, montano in macchina, le sciarpe sono legate agli specchietti, ma prima di liberare il clacson, ripensano alla poesia di Marco Masini e, nello specifico, a quella frase

“dentro di te c’è un altro mondo, dentro di te nel tuo profondo”, perché oggi, insieme al Bari, hanno vinto anche loro.

Raffaele Garinella- Agenzia Stampa Italia

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