(ASI) Bogotà, Colombia- La valigetta nera al decollo e i giornalisti in aereo. Questo il protocollo di Papa Francesco in partenza. Oggi tocca alla Colombia, un Paese ambizioso dell'America Latina orientato alla crescita economica ma ancora luogo di forti contraddizioni, fra il tramonto della falange armata delle Farc e un accordo di pace che fatica a nascere.

Al suo arrivo a Bogotà, quindici chilometri dall'aeroporto alla città per migliaia di cittadini in festa ad accoglierlo insieme al presidente Juan Manuel Santos.

"È bello", ha detto il Papa, "essere in compagnia di un popolo che palpita sotto vecchie ceneri come un lumino pronto a risplendere. Un popolo che non è né lusitano, né americano, né latino, né afroamericano, ma meticcio, dove non esistono confini e l'unico mezzo d'espressione deve e può essere la solidarietà, come grano seminato nella buona terra".

Francesco parla della Chiesa attraverso il linguaggio degli umili, come è solito fare, di fronte a bambini che lo festeggiano ballando e cantando. Nel suo continente è amato ed è felice di raccontare il Vangelo. Francesco si sente a casa, "dopo un viaggio un po' speciale" ha detto ai giornalisti in aereo con lui: non solo perché la traiettoria è stata deviata per i cicloni Harvey e Irma, sorvolando Trinidad e Tobago invece del Porto Rico, ma perché in Colombia è in corso un lunghissimo processo di pace.

"Non dovete mai perdere la speranza" ha poi aggiunto durante gli incontri ufficiali, come nella messa celebrata nel parco Simón Bolivár.

Anche un elogio alle donne: "Sono loro ad accendere e riaccendere la fiamma della fede. Una forza ecclesiale e sociale che non possiamo ignorare. Erano loro ad attendere in solitudine nei momenti più duri della passione sotto la croce di Gesù. Le donne non sono serve del nostro recalcitrante clericalismo".

In queste parole Francesco si distingue nel suo progressismo, pianamente accolto nei paesi latino americani, causa di ben altre resistenze negli Stati Uniti e in Europa.

Il Papa aveva promesso di venire, una volta firmato l'accordo tra Farc e governo. In questa visita si sposterà dalla capitale alle città di Villavicencio, Medellín e Cartagena per incoraggiare questa fase di riconciliazione.

La Colombia ha vissuto una guerra civile che ha provocato 260mila morti, 60 mila dispersi e 7 milioni di sfollati. Per questo, ha detto il segretario di Stato vaticano Pietro Parolin, "la missione di Francesco, come di tutta la Chiesa in questi paesi lontani, resta la riconciliazione".

Lorenzo Nicolao - Agenzia Stampa Italia

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