Concetta Mirisola, Direttore Generale INMP Istituto Nazionale Salute Migrazioni e Povertà: “L’impegno quotidiano dell’INMP a sostegno del diritto alla salute per tutti, nessuno escluso.

(ASI) Il 10 dicembre è la 'Giornata Mondiale dei Diritti dell’Uomo'. Anziani, richiedenti protezione internazionale e rifugiati, persone vittime di tortura e donne che hanno subito violenza, minori stranieri accompagnati e non, migranti in transito, persone senza dimora, famiglie in povertà assoluta, disoccupati, separati, i ‘nuovi poveri’.Con il suo modello socio-assistenziale integrato di presa in carico delle persone più fragili e svantaggiate, l’INMP - l’ente pubblico del Sistema sanitario nazionale divenuto nel tempo punto di riferimento nell’offerta di percorsi di promozione della salute mirati a queste popolazioni - incarna il significato profondo della Giornata Mondiale dei Diritti Umani, che in tutto il mondo il 10 dicembre “celebra” l’adozione, da parte delle Nazioni Unite, della Dichiarazione universale dei Diritti umani.

“Il primo diritto umano è il diritto alla salute, perché salute vuol dire sviluppo, vuol dire progresso, vuol dire vita. Il diritto alla salute è un diritto universale - dichiara Concetta Mirisola, Direttore Generale INMP, che è Centro di riferimento della rete nazionale per le problematiche di assistenza in campo socio-sanitario legate alle popolazioni migranti e alla povertà - La sfida fondamentale del nostro Istituto è quella di garantire a tutti, nessuno escluso, l’effettivo soddisfacimento del pieno diritto alla salute al più alto livello di qualità. Il nostro impegno quotidiano è fronteggiare, all’interno del Servizio sanitario nazionale, vecchie e nuove sfide sanitarie delle popolazioni più fragili, attraverso un approccio transculturale, olistico e orientato alla persona, sviluppando strategie innovative per contrastare le disuguaglianze nell’ambito della salute in Italia. E’ questo è il principio guida della nostra mission istituzionale, centrata sulla promozione della salute delle popolazioni migranti e sul contrasto delle malattie della povertà, drammi sociali del nostro tempo che vanno affrontati con ogni mezzo. Il progressivo incremento di persone che a causa della crisi vivono in gravi difficoltà economiche e si rivolgono ai nostri ambulatori – prosegue Mirisola - è un fenomeno che ha coinvolto massicciamente gli italiani, passati in pochi anni dall’8% al 40% nel nostro Istituto. Una situazione drammatica per milioni di persone nel nostro Paese, dove circa 5 milioni vivono sotto la soglia di povertà assoluta. Ed è un dato purtroppo in aumento in Italia più che altrove. Per contribuire a fronteggiare questa emergenza sociale, l’Istituto apre i propri ambulatori specialistici tutti i giorni della settimana, compresi i sabati e le domeniche, per consentire l’accesso alle cure al più ampio numero di persone. Inoltre, realizza progetti di medicina sociale e di prossimità, spostando le cure dai propri ambulatori ai luoghi più emarginati del territorio. Ormai da qualche anno ha attivato uno sportello degli Avvocati di strada per chi ha perso il lavoro e, in seguito, la casa e la residenza e spesso, anche il diritto all’assistenza sanitaria. Persone che vivono situazioni di dolorosa emarginazione, con un vissuto di grande sofferenza, che non possono permettersi nemmeno il costo di un ticket per i farmaci, o pagarsi una visita specialistica, ma non possono essere abbandonati dalle istituzioni”.

Parlando dell’impegno dell’INMP verso i più vulnerabili, la dott.ssa Mirisola conclude: “Non solo diagnosi e cura delle malattie ma anche un vero spirito di accoglienza culturale, sociale e di ascolto, orientato alla persona, italiana e straniera, per contribuire concretamente al mandato universalistico della salute come diritto di tutti, principio sancito nella nostra Costituzione, e che ritroviamo nei riferimenti valoriali di questaGiornata Mondiale sui Diritti dell’Uomo. Spero che questa Giornata non sia un momento di mera ‘celebrazione’ quanto piuttosto il sensibile richiamo alla consapevolezza che intere fasce di popolazione, anche nel nostro Paese, vedono violati e calpestati i propri diritti tutti i giorni e alla responsabilità politica, civile, e soprattutto umana, nei loro confronti. Penso ai poveri, ai dimenticati, agli emarginati e alle troppe persone vittime di crisi umanitarie, guerre e carestie. Hanno bisogno di essere accolti con umanità e senso di responsabilità e non esclusi. Oggi in tutto il mondo il più grande oltraggio ai diritti umani è la povertà. Come INMP cerchiamo di contrastare quotidianamente, con il nostro impegno, questa terribile piaga che sembrava un retaggio storico di un passato ormai superato. E invece purtroppo sappiamo che oggi un italiano su quattro è a rischio di povertà o di esclusione sociale. La sfida dalla quale nessuno deve ritenersi escluso è imponente ma va affrontata con sistematica determinazione da parte di tutti, ciascuno per le proprie competenze, o il futuro delle giovani generazioni, ma non solo, sarà definitivamente compromesso e le colpe saranno in gran parte nostre”.  

 

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