(ASI) "Le tre giornate di (Uni) Teramo … All’insegna dell’antifaismo, degenerazione del fenomeno storico dell’antifascismo del secolo scorso: mobilitazioni segnate da prevaricazioni e servilismo nei confronti dei veri poteri forti che minacciano nel nuovo secolo la democrazia italiana e internazionale.
Giornate, cioè, di banalità dell’abuso e di vaghezza metodologica e dunque storiografica, per non parlare d’altro. Il tour inizia con un convegno organizzato da Fabio Sulli, colui che nel gennaio 2013 o 14, nell’ambito di un Laboratorio mondo da lui ideato assieme a studenti esterni a Uniteramo tra cui il D’Amico Fulvio, ordinò al prof. Gargiulo di interrompere le programmate e programmande lezioni, dopo la prima lezione svolta dal figliolo dell’ ex Preside Adolfo Pepe, della cordata la Shoah non si discute, si adora.

La seconda lezione era la mia. Gargiulo obbedì dunque agli studenti, che proseguirono da soli. Poi finì come già detto: il Laboratorio mondo che era stato pubblicizzato ripetutamente nell’aula delle mie lezioni, a mia insaputa, prima che iniziassero, dal dr. Ceccarelli primo collaboratore del Preside Del Colle – quello della premiata … - cessò di esistere quando controproposi un Laboratorio di diritto internazionale, con nomi di colleghi italiani e stranieri (università di Beirut, Università francese se ricordo bene Paris VII, e un avvocato statunitense di chiara fama). Gargiulo capì e accettò la mia richiesta. Nel frattempo, nessuno nella Facoltà umanistica Scipol si era posto il problema se per caso appiccicare il nome Laboratorio a una materia umanistica, non volesse dire preparare il terreno per rendere obbligatori i Laboratori anche a Scienze Politiche, dalle ore 17 30 alle 19 30 di ogni giorno come previsto nel primo Patto con lo studente, e a ovvio detrimento delle consimili discipline insegnate dai singoli docenti, incaricati primari secondo legge e secondo concorsi universitari vinti. Giurisprudenza si era subito opposta a quella assurdità, mentre a Scienze Politiche, per quanto appena detto, si tentò di obbedire all’illogicità formale e sostanziale della prima versione del “Patto”.

Questo il 12 e 13 ottobre. Poi si passa al 13 e 14 pomeriggio, ed ecco l’ennesima Shoah. Guardate i nomi:  da una parte la pretesa che la verità storica debba essere quella narrata in famiglia, senza interferenze ‘esterne’ se non  la prorettore Morselli e il prof. Romano Orru (della Fondazione Magna Charta Abruzzo, presidente Quagliarello). Ma non basta, notate anche l’intervento sul “mito del bravo italiano”. Nel contesto generale del programma, non è un giusto richiamo storiografico – nessun popolo è esente da peccati – ma un insulto all’Italia, alla nazione e al popolo italiani. Gli ebrei sono intoccabili, sugli italiani si può discutere fino alla denigrazione auto-razzista.  Degli italiani si ricorda a ragione l infame pagina delle leggi razziali, degli ebrei non si spende una parola critica sul Talmud e alcune sue pagine altrettanto infami, dove i goym (gentili) vengono additati come bestie.

Tutto questo che dico non ha – ovviamente - nulla di generalizzante e dunque di pregiudiziale: esistono ebrei coraggiosi che si battono per la verità storica e per i diritti dei palestinesi, e alcuni di loro non a caso, in virtuale concorrenza con l’ambasciatore Mordechay Levy, con Vittorio Dan Segre conferenzieri del Master tra il 2007 e il 2009, sono stati docenti nello stesso corso. E sembra che lo siano ancora, il 17 ottobre prossimo, sala delle lauree di Giurisprudenza, con Gilad Atzmon, Israel Shamir, Franco Levi  …". Lo dichiara il Prof. Claudio Moffa, coordinatore del Master Enrico Mattei e ordinario di Storia delle Relazioni Internazionali, Facoltà d Scienze Politiche, Università di Teramo.

 

 

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