(ASI) Charlie Hebdo, rivista satirica francese nel suo ultimo numero. fra le varie sferzanti vignette, ne ha inserita una che fa della macabra ironia sul sisma che ha colpito l'Italia Centrale. Autori di questa volgare, quanto disgustosa forma di espressione sono i soliti paladini del tutto è lecito; per loro, non esiste ambito o luogo che non si possa dissacrare.

Anzi più si spinge all'estremo il tratto e più si sentono "liberi". In realtà sono prigionieri delle loro ossessioni, vittime del loro malessere interiore. Per loro fare della satira sui morti, sul dramma e sulla disperazione della gente che ha subito l'enorme tragedia del terremoto è una cosa intellettualmente normale e lecita. Gusto macabro di chi non conoscere il rispetto, il termine deontologico della decenza e della continenza della comunicazione, vignettisti a cui non interessa l'alto e nobile valore della solidarietà che è silenzio, condivisione e vicinanza al dolore delle umane genti. Niente di ciò che è decoro ed armonia. Invece, sono dediti alla pratica della fastidiosa punzecchiatura, usata di proposito per mettere a dura prova la sopportazione della gente, creare infeconda polemica e caotico clamore. Liberi di fare tutto, di calpestare senza ritegno lutti, sofferenza, disperazione, disagio e passioni. Sembra quasi che i loro disegni siano fatti per lanciare sfide al mondo che li circonda e/o per trovare appagamento culturale nell' alimentare il profondo disgusto e disprezzo verso di loro. Per questo non pubblicherò la loro vignetta sul sisma. Tuttavia, ricordo che Charlie Hebdo non è nuovo a queste provocatorie uscite e alla rappresentazione dell'orrido, alle illustrazioni estreme, spesso foriere di incontrollabili reazioni. Eppure avrebbero dovuto fare tesoro di ciò che tristemente è accaduto alla loro redazione nel 2015. La scia di sangue che hanno pagato i giornalisti a causa del loro stile tagliente di fare informazione, un po' troppo sopra le righe. Sembrerebbe che quella tragica esperienza non gli abbia insegnato nulla. Per comprendere meglio  la linea editoriale in cui si muove Charlie Ebdo e le reazioni che provocano le vignette vanno ricordate anche queste parole: "Libera espressione sì, ma se il mio amico Gasbarri dice una parolaccia sulla mia mamma, si aspetti un pugno". Sono pensieri di Papa Bergoglio espressi, sull'aereo che lo stava portando a Manila, riguardanti il dibattito in corso sulla libertà di espressione dopo i tristi fatti accaduti a Charlie Hebdo. Per il Papa, un limite alla libertà di espressione è che la fede non venga ridicolizzata. ha aggiunto: "Credo che tutti e due siano diritti umani fondamentali, la libertà di religione e la libertà di espressione". Sulla libertà di espressione, ha proseguito il Papa, "ognuno ha non solo la libertà o il diritto ma anche l'obbligo di dire quello che pensa se ritiene che aiuti il bene comune. Avere questa libertà, ma senza offendere, perché è vero che non si può reagire violentemente ma se il dottor Gasbarri, mio amico caro, dice una parolaccia contro la mia mamma, si aspetti un pugno. Perché non si può provocare, insultare, ridicolizzare, la fede degli altri".

Le reazioni alla vignetta di Charlie Hebdo,

Sono state moltissime le critiche a questo modo, troppo disinvolto, di fare giornalismo. La risposta del Sindaco di Amatrice Sergio Pirozzi è stata immediata: " L'opinione mia è che sui morti non ci deve stare l'ironia. Benvenga la satira, ma mi sembra un po' di cattivo gusto. Come cazzo si fa a fare una vignetta sui morti. La satira è una bella cosa quando fa ridere. Sono sicuro che questa satira sgradevole ed imbarazzante non rappresenta il vero sentimento del popolo francese. Sono convinto che sapremo dimostrare che il popolo italiano è un grande popolo anche nella fase della ricostruzione perché lo è stato straordinario nella fase dell'emergenza". Sulla vignetta apparsa sul periodico satirico francese ha preso le distanze anche L' Ambassade de France en Italie che con una nota ha dichiarato: "Il #sisma che ha colpito il centro #Italia lo scorso 24 agosto è una tragedia immensa. Siamo vicini all’Italia in questa difficile prova. Trattandosi delle caricature della stampa, le opinioni espresse dai giornalisti sono libere. Il disegno pubblicato da Charlie Hebdo non rappresenta assolutamente la posizione della Francia". Il presidente del Senato Grasso: 'Libero di dire che la vignetta fa schifo' - "Rispetto la libertà di satira e di ironia, però posso anche dire che ho la libertà di dire che fa schifo".

Conclusione

Per le ragioni sopra esposte, mi sento di prendere posizione per cui, se da un lato è giusto garantire la libertà di espressione, dall'altro, ritengo che esista anche un limite dovuto alla decenza e al rispetto degli altri. Quindi, non comprendo, e giustifico l'impostazione giornalistica di Charlie Hebdo sul sisma. Per questo io dico chiaro e forte: non sto Charlie Hebdo! Allo stesso modo non sto con tutti i guitti senza cuore, gli incolori pennelli dell'infimo, i profanatori della saggezza. Una cosa i senza-limiti la sanno bene: prima o poi, saranno divorati dal loro malessere interiore e del loro mediocre modo di imbrattare la carta e di fare notizia. Di loro non resterà alcuna traccia.

Ettore Bertolini - Agenzia Stampa Italia

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