(ASI) Negli ultimi anni della mia docenza a Genova, verso la fine del decennio ’90, mi recai in visita per il locale Parco Tecnologico al Politecnico di Zurigo, nella sua dipendenza di Losanna.

Un posto splendido dove al ristorante dei professori si veniva serviti in guanti bianchi, alla faccia del democratico degrado italiano. Curioso visitai una serie di Dipartimenti e arrivato ai Trasporti mi imbattei nel progetto e relative mappe e disegni, denominato Swiss Metro. L’obiettivo era ridurre i tempi di percorrenza tra le principali città della Federazione a soli 15’, attraverso l’impiego di treni ad alta velocità viaggianti in tunnel profondi, con il vuoto per ridurre l’attrito dell’aria. Velocissimi ascensori collegavano i nodi con la superficie ed un tratto sperimentale lo si realizzava vicino a Ginevra. La cosa non mi stupì moltissimo considerando che la Svizzera è da sempre il modello di riferimento per il trasporto ferroviario, come ci testimonia l’attuale apertura dei 57 km del tunnel di pianura del Gottardo, con 21 miliardi in 17 anni di lavori. Naturalmente l’Italia farà da tappo a questa vera rivoluzione europea, ieri da Milano a Lugano in Eurocity un ora abbondante!

Tra l’altro nel 2015 la Svizzera ha soppiantato USA e Singapore risultando la prima nella classifica di competitività del World Economic Forum, dopo decenni di supremazia singaporegna, le infrastrutture sono una leva determinante, anche per la sostenibilità oltre che per l’efficienza.

Perciò con grande piacere accolgo nel Maggio 2016 l’iniziativa di Elon Musk, il Bill Gates di questo millennio, che dopo la stupenda Tesla elettrica e le batterie per il fotovoltaico, si impegna con l’Hyperloop Transport Technology a realizzare un sistema ferroviario di trasporto radicalmente innovativo, con treni a lievitazione magnetica che viaggiano in un tube sotto vuoto a 1200 km/h. Il sistema a lievitazione magnetica è basta su Inductrack, inventato dal fisico americano Richard Post nel 2000, che supera e semplifica il costoso MagLev tedesco, bloccato dai no-tav in Germania e realizzato a Shanghai nei 30 km che vanno in aeroporto.

Qui il treno ha a bordo magneti permanenti che lo distanziano dal tube costruito con avvolgimenti magnetici, mantenendolo senza attrito sospeso nel vuoto che riduce anch’esso l’attrito. In costruzione un tratto sperimentale di 8 km in California, la distanza San Francisco- Los Angeles (600 km) tanto per intendersi verrebbe percorsa in 35’.

Al progetto oltre alla start up Hyperloop finanziata col crowfunding, partecipa anche Space X dello stesso Musk, che deve realizzare un astronave per Marte, fornendo l’elettronica e il controllo. Intanto è interessantissimo che anche gli USA affrontino il trasporto ferroviario ad alta velocità, che i turisti americani vengono a vedere in Giappone ed Europa, avendo solo a media velocità( 200 km/h) la Boston-New York. Ciò è dovuto anche alla rivoluzione dell’auto elettrica automatica che circolerà già in questo decennio, che contribuisce a scalfire la mentalità autocentrica americana. Poi è da sottolineare l’approccio americano sempre verso l’innovazione radicale, non graduale alla giapponese, che scompiglia il campo dei competitors.

L’impatto sarà enorme, in Europa la piccola Slovacchia ha già stipulato un accordo con Hyperloop per unire Bratislava a Vienna e Budapest, 8’ e 10’ e a Kosice 25’ contro le quattro ore attuali.

Sono le infrastrutture che rivoluzionano il mondo, integrano le economie, modificano le abitudini di vita, fanno conoscere i popoli. Noi lo sapevamo con la Persia, con Roma, ma poi l’abbiamo dimenticato e abbiamo cancellato il nucleare e ritardato di trent’anni rispetto a Giappone e Francia l’alta velocità ferroviaria che adesso tutti vogliono utilizzare avendola prima rifiutata. Incredibile guazzabuglio mentale di terrori medievali, rifiuto del nuovo e poi dopo dieci/vent’anni adozione passiva e consumistica delle stesse tecnologie prima respinte e che naturalmente sono diventate proprietà di altri Paesi senza paura, ben contenti di vendercele. Su questo tasto abbiamo battuto fino alla noia con tanti editoriali che anticipavano in anni non sospetti le linee strategiche di investimento verso il Caucaso e l’Asia, anticipando anche come oggi sta avvenendo che le avrebbero costruite i cinesi. Lo faranno anche sul nostro territorio, ma certo non per beneficenza e tutti saranno contenti con selfie e risate, cose che ci connotano ormai in ogni occasione.

Prof. Massimo Merlino – Presidente Banca CIS

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