(ASI) Poche sono quelle persone capaci di continuare a dare il proprio contributo alle rispettive nazioni anche dopo anni dalla loro scomparsa.

Il leader socialista Bettino Craxi si è ancora una volta confermato appartenere a questa ristretta cerchia di uomini le cui gesta sono destinate a riecheggiare nella storia presente e futura. Grazie a uno straordinario lavoro di ricerca e approfondimento portato avanti dalla figlia del grande statista, Onorevole Stefania Craxi, la storia di quello che fu uno dei momenti chiave della vita di Bettino Craxi ha potuto essere raccontata fin nei minimi dettagli nel libro intitolato "La Notte di Sigonella". Se possibile ancor più straordinario delle testimonianze storiche raccolte al suo interno, il fatto che il libro, edito da Mondadori, riporta come autore proprio l'indimenticato presidente del consiglio.
La presentazione di ieri a Perugia ha visto la partecipazione della figlia del grande statista, la cui fondazione ha curato la pubblicazione di quest'opera, e di alcuni tra i massimi esponenti della politica locale quali l'Onorevole Pietro Laffranco, e il consigliere regionale Claudio Ricci. Mentre in rappresentanza del comune di Perugia hanno partecipato il consigliere Massimo Perari (FI) e l'assessore Emanuele Prisco (Fdi), oltre a numerose altre persone accorse per assistere alla presentazione.
L'inizio del dibattito vero e proprio sull'opera è stato preceduto dalla proiezione del documentario omonimo "La Notte di Sigonella", che ha illustrato a tutti i presenti i punti salienti della crisi che contrappose l'Italia di Craxi all'America di Reagan esattamente trent'anni fa. A cominciare dagli eventi che portarono al sequestro della nave da crociera Achille Lauro, passando per le delicate fasi di negoziato per ottenerne la liberazione, fino alla rocambolesca operazione intentata dagli statunitensi per vendicare la morte del loro concittadino, Leon Klinghoffer, brutalmente assassinato dal commando di terroristi palestinesi che aveva sequestrato la Lauro, sono state ripercorse le varie fasi che portarono l'Italia di Craxi a giocare un ruolo chiave nelle vicende del medio oriente. Il documentario ha poi analizzato le azioni dell'allora primo ministro italiano, che rifiutò le ingerenze americane, e si adoperò affinché venissero rispettate la legge e il diritto italiano a discapito degli interessi del potente alleato. Decisione quella di far prevalere il diritto italiano, che portò i due alleati quasi allo scontro armato, ma che poi, grazie alla risolutezza e alla fermezza di Craxi, terminò senza spargimenti di sangue e con un grande successo in termini di prestigio e di affermazione della sovranità nazionale per l'Italia.
Subito dopo l'On. Stefania Craxi con chiarezza ha affermato –"La storia darà ragione a Craxi". Per la figlia del grande statista il contesto di quegli anni vide l'Italia essere un paese in prima linea nella Guerra Fredda tra il blocco occidentale democratico e libertario, e quello socialista capeggiato dall'allora Urss. "L'Italia ha avuto un ruolo fondamentale nella Guerra Fredda. Nel nostro paese operava il partito comunista più forte di tutto l'occidente. Una formazione politica quella del Pci, e delle sue ramificazioni, al soldo diretto dell'Urss, che aveva come principale obbiettivo la destabilizzazione e l'indebolimento di una nazione, e della sua leadership, che aveva scelto di schierarsi con la libertà e la democrazia"- ha puntualizzato l'On. Craxi che si è poi soffermata anche sul rapporto che la nazione, sotto la guida del padre, aveva con il potente alleato americano, leader del blocco occidentale, concludendo –"Craxi sognava una grande nazione e non una piccola italietta".
Per l'On. Pietro Laffranco ci sono pochi dubbi - "Craxi era un vero politico. Faceva ciò che diceva. Per questo guardo con molta nostalgia ad un passato fatto da uomini che facevano politica con dignità e competenza. Provo una profonda tristezza nel mettere a confronto lo spessore di questi politici con quello dell'attuale classe politica alla guida del paese". Per l'On. Laffranco restituire l'onore e la dignità che furono sottratte a Bettino Craxi con l'intrigo e la manipolazione è da considerarsi come "un dovere della politica nei confronti della verità".
Anche per Claudio Ricci, consigliere regionale umbro, ed ex candidato alla presidenza del centrodestra nelle ultime elezioni, la storia di Craxi deve far riflettere sull'importanza della geopolitica e sulla necessità di aver peso in essa, così come sulla differenza tra "fare politica ed essere un politico". "Fare politica significa perseguire i propri scopi personali. Essere un politico significa mettere se stessi e le proprie competenze al servizio della comunità impegnandosi a dare sempre il massimo" – ha dichiarato Ricci.

Cenusa Alexandru Rares – Agenzia Stampa Italia

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